Sophie Kinsella. La malattia e la scelta
di Felicia KingsleySophie Kinsella e il suo messaggio sui social. INSTAGRAM/ SOPHIE KINSELLA
Ho ho una certezza tra gli scaffali della mia libreria: almeno due mensole sono di proprietà esclusiva di Sophie Kinsella. E spero che diventino tre. Per lei, chi ama il romance un posto nella propria libreria lo trova sempre. Ma agli amanti del romance, ieri, non sarà sfuggita una notizia che ci ha lasciati dispiaciuti.
Con una newsletter dai colori pastello, seguita da un post Instagram che la ritrae a mezzobusto in una giornata primaverile a Londra, Sophie Kinsella ha condiviso il suo stato di salute, purtroppo critico: a fine 2022 le hanno diagnosticato un glioblastoma, una forma aggressiva di tumore cerebrale. L’autrice, che è anche madre di cinque figli, si è presa il tempo che le sembrava necessario perché la sua famiglia potesse adattarsi a questa “nuova normalità” nel conforto della propria privacy.
L’University College Hospital di Londra la segue nel percorso di cura, dove è stata sottoposta a un riuscito intervento chirurgico e alle successive terapie radio e chemio, an…
Ho ho una certezza tra gli scaffali della mia libreria: almeno due mensole sono di proprietà esclusiva di Sophie Kinsella. E spero che diventino tre. Per lei, chi ama il romance un posto nella propria libreria lo trova sempre. Ma agli amanti del romance, ieri, non sarà sfuggita una notizia che ci ha lasciati dispiaciuti.
Con una newsletter dai colori pastello, seguita da un post Instagram che la ritrae a mezzobusto in una giornata primaverile a Londra, Sophie Kinsella ha condiviso il suo stato di salute, purtroppo critico: a fine 2022 le hanno diagnosticato un glioblastoma, una forma aggressiva di tumore cerebrale. L’autrice, che è anche madre di cinque figli, si è presa il tempo che le sembrava necessario perché la sua famiglia potesse adattarsi a questa “nuova normalità” nel conforto della propria privacy.
L’University College Hospital di Londra la segue nel percorso di cura, dove è stata sottoposta a un riuscito intervento chirurgico e alle successive terapie radio e chemio, ancora in corso. Sophie Kinsella dice di sentirsi bene, anche se di quando in quando la stanchezza si fa sentire e la memoria le gioca qualche scherzo. Promettendo di dare presto altre sue notizie, ringrazia infine tutte le persone che le sono state vicino, soprattutto i lettori che hanno accolto con calore la sua ultima uscita editoriale, Sono esaurita, pubblicato lo scorso ottobre da Mondadori. Il titolo ha riscosso grande empatia perché — diciamocelo — a tutti è capitato di sentirci così, ed è un capolavoro di ironia, cifra che contraddistingue tutta la sua produzione.
Sophie Kinsella è una delle autrici che ha rivoluzionato il genere romance, a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, e sono certa che abbia ancora molto da raccontarci, motivo per cui in cuor mio spero e le auguro una piena ripresa. Kinsella è solo l’ultima tra le celebrità a utilizzare i social per condividere criticità di salute. Nel 2023 Michela Murgia aveva scelto di raccontarsi tramite Instagram in quelle che erano le fasi terminali della sua malattia. Lo ha fatto in un modo in cui poteva riuscire solo lei, perché solo Michela Murgia poteva essere tanto illuminata da vedere il tumore come una risorsa, approfittandone per regalarci ulteriori spunti di riflessione. Per lei, i social erano uno strumento di lavoro al pari della carta dei giornali o dei libri, o del microfono dei propri podcast; riservata ma non troppo, è riuscita a mostrarsi senza fare spettacolo del dolore, in linea con quella che è sempre stata la sua narrazione digitale.
Sophie Kinsella firma copie di un libro in una libreria di Milano nel 2017. (Photo by Rosdiana Ciaravolo/Getty Images)
A marzo, invece, abbiamo assistito alla divulgazione — sempre via Instagram — del video in cui Kate Middleton in persona spiega di aver ricevuto una diagnosi di cancro per cui ora è sottoposta a chemioterapia. Condizione, la sua, che è stata tenuta sotto silenzio fino a quando una serie di speculazioni mediatiche si sono lanciate in voli pindarici (ho letto addirittura di fughe all’estero per punire il marito di tradimenti da cui erano nati anche figli illegittimi). Si è detto e scritto molto su come l’ufficio stampa reale abbia gestito il PhotoshopGate, le sue assenze agli eventi, la crisi di credibilità del Palazzo, all’improvviso tutti si sono autonominati esperti di Social Crisis Management dalla preziosa e irrinunciabile opinione.
Mi chiedo: c’è davvero qualcuno che oggi sappia effettivamente come si gestisca una crisi d’immagine o la divulgazione di quadri clinici sui social? Io credo che i social siano uno strumento ancora troppo nuovo per avere un manuale di come gestire “bene” o “male” questo tipo di situazioni. I social sono nati come strumenti di intrattenimento, ma si sono evoluti e sono diventati canali di informazione. Un po’ come la Coca-Cola, pensata come digestivo e venduta in farmacia, oggi è una bibita da pasto.
Gli architetti dicono che il progetto si scontra sempre con l’esperienza dell’utente e gli utenti hanno deciso che i social intrattengono. E informano. Ma uno strumento d’informazione è un pianoforte che non suona solo i tasti con le note più dolci, bensì anche quelle più cupe e per quello ancora forse non abbiamo trovato una chiave universalmente giusta. Si procede per tentativi e, più si è esposti, più il margine di errore è alto, questo perché sono piattaforme a interazione diretta e a risposta pressoché immediata. L’immediatezza rischia di minare il terreno alla lucidità e al pensiero critico.
Sophie Kinsella ha scelto di prendersi il distacco temporale di cui necessitava, perché i social li ha sempre usati in maniera discreta e, soprattutto, strettamente legata alle proprie pubblicazioni, tenendo la vita privata da parte. In questo modo i lettori non si sono allarmati, anche se i più affezionati avranno notato come nell’ultimo anno i contenuti dove lei compariva a presentazioni o stralci di vita autoriale si fossero diradati fino a scomparire, in virtù di infografiche e reminder.
Certo, un’autrice di romance non è la principessa di Galles, ma questo fa anche riflettere su quanto il peso specifico “istituzionale” di una persona sia indirettamente proporzionale al livello di privacy che può permettersi, sebbene ciò non tolga che i social diano la possibilità a ciascuno di scegliere la propria narrazione. E quanto a narrare, con fiducia dico che io in libreria ho ancora tanto spazio per i prossimi libri di Sophie Kinsella.