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Scurati e la censura, i giornali stranieri: “Niente antifascismo sulla Rai”

Antonio Scurati (ansa)
Tiene banco non solo in Italia il caso del monologo dello scrittore: ecco una carrellata dai media europei
2 minuti di lettura

Censura, scandalo, tv di stato usata come megafono personale, persino un neologismo, “Telemoni”, appositamente coniato per indicare la Rai. Il caso Scurati continua a fare notizia all’estero, prendendosi ampio spazio su siti e giornali stranieri che guardano con preoccupazione la vicenda che ha coinvolto lo scrittore italiano.

“Niente antifascismo in Rai: ecco quello che Meloni non vuole sentire”: titola senza girarci troppo intorno Die Tageszeitung (Taz), sottolineando come la presidente del Consiglio italiano non vuole che gli si ricordi il fascismo ed è stato lo scrittore Antonio Scurati ad averne fatto le spese.

Censura, scandalo, tv di stato usata come megafono personale, persino un neologismo, “Telemoni”, appositamente coniato per indicare la Rai. Il caso Scurati continua a fare notizia all’estero, prendendosi ampio spazio su siti e giornali stranieri che guardano con preoccupazione la vicenda che ha coinvolto lo scrittore italiano.

“Niente antifascismo in Rai: ecco quello che Meloni non vuole sentire”: titola senza girarci troppo intorno Die Tageszeitung (Taz), sottolineando come la presidente del Consiglio italiano non vuole che gli si ricordi il fascismo ed è stato lo scrittore Antonio Scurati ad averne fatto le spese.

Di “accuse di censura contro la televisione pubblica italiana” parla anche la Frankfurter Allgemeine (Faz) per la quale il caso Scurati si è trasformato in uno scandalo mediatico per la presidente Meloni. E che racconta la vicenda nei dettagli.

“Scandalo per il discorso cancellato alla Rai” sono le parole che campeggiano anche sulla Süddeutsche Zeitung, uno dei più importanti quotidiani tedeschi, che pone l’accento su “La parola che non si vuole dire” e che pubblica il monologo di Scurati per intero.

E ancora, rimanendo sempre sulla stampa tedesca, “I problemi della Meloni con il giorno della Liberazione” è il titolo scelto da RedaktionsNetzwerk Deutschland (Rnd).

“Telemoni: è questo il soprannome dell’emittente italiana Rai” è invece il commento creativo di tagesschau.de, sotto a un titolo che riporta l’“accusa di censura nei confronti del capo del governo italiano” a proposito del caso Scurati, considerato “scrittore stimato, e non solo in Italia, insignito di numerosi premi”.

“Onore a Scurati” si legge invece sul sito della rivista francese di letteratura, filosofia, politica e arte La Règle du jeu che pubblica la traduzione in francese del testo censurato di Antonio Scurati. “Il romanziere e intellettuale italiano ha appena vissuto un episodio brutale” si legge ancora, “una sovraesposizione mediatica di cui avrebbe certamente fatto a meno”, episodio che segue “da quando il governo Meloni è salito al potere, i licenziamenti e le dimissioni forzate di alcune delle figure più emblematiche della Rai”.

E il caso Scurati finisce anche sul Financial Times: «La tv di Stato nel mirino delle critiche» è il titolo dell’articolo con cui l’autorevole quotidiano britannico ripercorre le tappe della vicenda che ha coinvolto “un autore critico con Giorgia Meloni” al quale è stata “staccata la spina”. Mentre il Times torna sulla vicenda riportando l’accusa dello scrittore: “Meloni usa la tv di stato come suo megafono” titola il quotidiano, che pone l’accento su quello che definisce “l’asfissante controllo politico” della premier sulla Rai.

E ancora “La tv di Stato italiana cancella il discorso antifascista” si legge su De Groene Amsterdammer, il più antico settimanale d'opinione dei Paesi Bassi, dal 1877 faro dell'opinione liberale. Che punta l’attenzione sul rifiuto di Giorgia Meloni “di menzionare la causa della Festa della Liberazione: la sconfitta della dittatura fascista”. Il settimanale riporta poi le parole di Scurati: “Quando ha vinto le elezioni nell'ottobre del 2022, la leadership post-fascista si è trovata di fronte a una scelta: prendere le distanze dal passato neofascista di cui faceva parte o cercare di riscrivere la storia. Non c'è dubbio che purtroppo è stata scelta la seconda opzione”. Parole che all’Italia non è stato permesso di ascoltare – continua la rivista olandese – perché il contratto dello scrittore con la Rai è stato “sciolto dietro le quinte”.

Rimanendo in Olanda, sul sito dell’emittente Bnnvara, a corredo dell’articolo in cui viene riassunta la vicenda, c’è un ampio stralcio del discorso di Scurati, tenuto domenica scorsa a Napoli durante la giornata conclusiva di Repubblica delle Idee, che si può ascoltare in italiano.

Infine, per il quotidiano belga De Standaard il caso Scurati diventa l’occasione per riflettere sulla preoccupazione dei giornalisti italiani per la riduzione della libertà di stampa.

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