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Il panorama della Gioconda? E’ un ramo del Lago di Como. La rivelazione di una storica dell’arte italiana

Ann Pizzorusso ha presentato il risultato dei suoi studi a un convegno. E la notizia è stata ripresa dal Guardian e dal New York Times
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LONDRA – Uno dei misteri della Monna Lisa potrebbe essere stato risolto. Il mondo dell’arte continua a interrogarsi su chi fosse la donna ritratta nel più famoso quadro di Leonardo da Vinci (la risposta più probabile è: Lisa Gherardini, moglie di un nobiluomo locale) e a chiedersi il significato del suo enigmatico sorriso. Ma adesso arriva un’ipotesi autorevole su un’altra domanda: davanti a quale panorama sorride la Gioconda? O, meglio, quale è il luogo che il grande maestro del Rinascimento dipinge alle sue spalle?

La geologa e storica dell’arte Ann Pizzorusso afferma di avere trovato la soluzione: si tratterebbe di un ramo del lago di Como, per la precisione del lago di Garlate, all’estremità sudorientale di quello di Como propriamente detto, in prossimità del ponte di Azzone Visconti, nei pressi della città di Lecco. Un’area che era stata notoriamente visitata da Leonardo 500 anni fa e che avrebbe potuto lasciare una tale impressione nell’artista da fargliela riprodurre nell’opera…

LONDRA – Uno dei misteri della Monna Lisa potrebbe essere stato risolto. Il mondo dell’arte continua a interrogarsi su chi fosse la donna ritratta nel più famoso quadro di Leonardo da Vinci (la risposta più probabile è: Lisa Gherardini, moglie di un nobiluomo locale) e a chiedersi il significato del suo enigmatico sorriso. Ma adesso arriva un’ipotesi autorevole su un’altra domanda: davanti a quale panorama sorride la Gioconda? O, meglio, quale è il luogo che il grande maestro del Rinascimento dipinge alle sue spalle?

La geologa e storica dell’arte Ann Pizzorusso afferma di avere trovato la soluzione: si tratterebbe di un ramo del lago di Como, per la precisione del lago di Garlate, all’estremità sudorientale di quello di Como propriamente detto, in prossimità del ponte di Azzone Visconti, nei pressi della città di Lecco. Un’area che era stata notoriamente visitata da Leonardo 500 anni fa e che avrebbe potuto lasciare una tale impressione nell’artista da fargliela riprodurre nell’opera considerata il suo capolavoro.

“Le somiglianze sono innegabili”, dice la professoressa Pizzorusso al quotidiano Guardian di Londra, dopo avere passato anni a confrontare il quadro con la zona della Lombardia che ha attirato la sua attenzione. Il fatto di essere una geologa oltre che una esperta di storia dell’arte, due discipline raramente combinate insieme, l’avrebbe aiutata a risolvere un quesito su cui infuria da sempre il dibattito. Nel 2011 una teoria affermava che la regione ritratta sullo sfondo della Monna Lisa era Bobbio, piccolo comune in provincia di Piacenza. L’anno scorso altri studiosi si sono detti certi che si trattasse invece di un noto ponte in provincia di Arezzo.

Ma concentrarsi sul ponte, sostiene Pizzorusso, è ingannevole. “Ponti ad arco di quel tipo sono presenti in tutta Italia e in gran parte d’Europa, molti di essi si somigliano”, osserva la studiosa. “Era impossibile identificare il punto esatto del quadro basandosi soltanto sul ponte. Bisognava prestare attenzione anche alla geologia”. Così si è accorta che le rocce circostanti la città di Lecco sono di calcare, dello stesso colore grigio-bianco usato da Leonardo per le rocce del quadro. In più, a differenza di Lecco, né Arezzo, né Bobbio hanno un lago. “Tutte le prove portano a identificare questo punto del lago con quello ritratto nella Gioconda”, conclude. “Sappiamo dai suoi taccuini che Leonardo trascorse molto tempo nell’area di Lecco. Ogni dettaglio coincide”.

Presentato nei giorni scorsi a una conferenza di geologi, il suo annuncio ha avuto immediata eco internazionale, finendo sulle pagine del New York Times. L’autorevolezza di Pizzorusso è suffragata dalle ricerche precedenti da lei svolte sull’autenticità di un altro quadro di Leonardo, La Vergine delle Rocce, custodito alla National Gallery di Londra, oltre che da vari libri in cui esplora l’arte e la cultura attraverso la lente della geologia, come “La gemmologia della Divina Commedia”.

Non tutti accolgono la notizia come una rivelazione: “A Lecco raccontano da anni che era questo lo sfondo della Monna Lisa”, commenta Donald Sassoon, docente di storia europea alla Queen Mary University. Altri ritengono che l’intera discussione sia priva di senso perché Da Vinci avrebbe dipinto uno scenario preso dalla propria fantasia, che non esiste nella realtà. Ma Ann Pizzorusso la pensa diversamente: “Leonardo non era soltanto un grande artista, ma anche un grande scienziato. Ogni roccia che appare nei suoi quadri è una copia fedele di ciò che ha visto in natura".

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