Strega Giovani, vince Donatella Di Pietrantonio
di Raffaella De SantisQuest’anno non era semplice mettersi nella testa dei più giovani e cercare di capire che cosa avrebbero votato. Hanno scelto L’età fragile di Donatella Di Pietrantonio, pubblicato da Einaudi, che vince l’edizione undicesima dello Strega Giovani. A giochi fatti si può intuire che cosa li abbia conquistati: il romanzo racconta il rapporto difficile tra una madre e una figlia, l’adolescenza come momento di passaggio complicato e un tema al centro del dibattito come il femminicidio. L’età fragile vince con 138 preferenze su un totale di 605: è stato il libro più votato da una giuria di ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni provenienti da 103 scuole secondarie superiori in Italia e all’estero.
Così lo descrive l’autrice: “Volevo riportare alla luce un episodio congelato, quello del massacro del Morone. Il non detto viene incistato e produce danni”. E poi, trofeo in mano, le scuse ai giovani: “Troppo spesso ci raccontiamo i ragazzi come sdraiati, attaccati agli smartphone e invece siete mo…
Quest’anno non era semplice mettersi nella testa dei più giovani e cercare di capire che cosa avrebbero votato. Hanno scelto L’età fragile di Donatella Di Pietrantonio, pubblicato da Einaudi, che vince l’edizione undicesima dello Strega Giovani. A giochi fatti si può intuire che cosa li abbia conquistati: il romanzo racconta il rapporto difficile tra una madre e una figlia, l’adolescenza come momento di passaggio complicato e un tema al centro del dibattito come il femminicidio. L’età fragile vince con 138 preferenze su un totale di 605: è stato il libro più votato da una giuria di ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni provenienti da 103 scuole secondarie superiori in Italia e all’estero.
Così lo descrive l’autrice: “Volevo riportare alla luce un episodio congelato, quello del massacro del Morone. Il non detto viene incistato e produce danni”. E poi, trofeo in mano, le scuse ai giovani: “Troppo spesso ci raccontiamo i ragazzi come sdraiati, attaccati agli smartphone e invece siete molto altro. Mi sento di chiedervi scusa a nome della mia generazione che non ha apparecchiato per voi il migliore dei mondi possibili”.
Ad annunciare la vincitrice è stata Loredana Lipperini durante un evento al Teatro di Tor Bella Monaca, periferia romana, al quale hanno partecipato oltre ai quadri dirigenti dello Strega (c’erano il presidente Giovanni Solimine e il direttore Stefano Petrocchi) anche il presidente del VI municipio di Roma , Nicola Franco, e il direttore del Teatro di Tor Bella Monaca, Filippo D’Alessio, che salutando la sala affollata di ragazzi e ragazze ha detto: “Anche grazie al Premio Strega abbiamo abbattuto il muro tra centro e periferia”. In realtà tutti hanno insistito sul significato dell’evento dedicato ai ragazzi: “Il Premio è cresciuto, uno dei segnali di crescita è anche questo, avere la proclamazione in questo teatro. Uno dei nostri scopi è portare i libri ai giovani. Le scuole ormai sono più di 100, i votanti più di 1000. Cerchiamo di tenere vivo l’insegnamento di Tullio De Mauro” ha detto Giovanni Solimine.
Sul podio
Al secondo posto si classifica un altro libro Einaudi, Antonella Lattanzi con Cose che non si raccontano (72 voti), mentre in terza posizione c’è Chiara Valerio con Chi dice e chi tace (Sellerio, 67 voti). Non è forse un caso che questi tre libri siano tutti profondamente legati all’analisi dell’interiorità. Di Pietrantonio e Valerio hanno tante tracce comuni: la provincia (la montagna abruzzese e il mare di Scauri), un mistero di fondo, donne a modo loro non convenzionali, la violenza sullo sfondo. Il romanzo di Chiara Valerio prende il via da una donna trovata morta in una vasca da bagno per indagare il mistero di una donna piena di fascino grazie a una stravaganza inclusiva che la rende attrattiva.
Da parte sua Lattanzi con il racconto del suo desiderio di maternità e di una gravidanza andata male ha il potere di catturare chi si sta affacciando all’età adulta. E’ stata premiata come migliore recensione degli studenti quella di Federica Pitone, liceo scientifico statale Zaleuco di Locri (Reggio Calabria) che ha letto il libro di Lattanzi immedesimandosi con la storia dolorosa di chi scrive: “E’ questo il potere del libro: ti contagia con la sua sofferenza, portandola dentro di te, lasciandoti il compito di accoglierla”. Pitone riceverà una borsa di studio da Bper Banca. Il più originale è stato Ettore Blasi dell’Istituto IIS Rosatelli Rieti, menzione speciale per la sua recensione grafica al libro di Rielli. E’ stato un pomeriggio divertente, vivo, come sono gli eventi riusciti quando il pubblico è di ragazzi, che sono sempre una cartina di tornasole. Qualche istantanea. Panarello sul palco ha voluto rivolgersi alle donne: “La nostra nuova frontiera deve essere quella di sentirci libere di parlare del denaro”. Così Lattanzi, che alle giovani donne in sala ha detto: “La mia è una generazione a cui avevano promesso che potevamo essere donne ambiziose e anche madri. Non è vero, trovi sempre qualcuno che ti dice: ma vuoi tutto? Non fatevelo dire”.
Chiara Valerio ha strappato l’applauso delle scuole e qualche risata quando ha spiegato perché le protagonista del suo libro è una grande seduttrice: “Studiare moltiplica moltissimo le possibilità di sedurre. Chi studia rimorchia di più. Vittoria seduce perché sa tante cose”.
Lo Strega in periferia
Portando un evento a Tor Bella Monaca lo Strega cerca di diventare il premio di tutti, non sono del bel mondo intellettuale che compone la giuria storica del 400 Amici della Domenica, scelti tra la crema del mondo culturale nazionale: accademici, scrittori, editori, giornalisti. Di anno in anno, forse proprio per assecondare questa vocazione democratica del premio che in fondo era nello spirito della sua fondatrice Anna Maria Bellonci, lo Strega ha ampliato la sua giuria arrivata quest’anno a contare 700 votanti: 400 Amici, 245 voti all’estero, 25 voti collettivi di scuole, università e circoli di lettura delle Biblioteche di Roma, 30 voti di lettori forti scelti nel mondo delle professioni e dell’imprenditoria.
C’è un progetto della Fondazione Bellonci dietro tutto questo, lanciato proprio dal Teatro di Tor Bella Monaca, realizzato grazie alla collaborazione speciale con la commissione parlamentare sulle periferie: si chiama Storie di Periferia. Riportare le periferie al centro della storia e prevede nel primo anno un intervento sulle periferie di Caivano (Napoli) e Tor Bella Monaca (Roma) attraverso laboratori di scrittura e lettura nelle scuole con scrittrici e scrittori come docenti. Al Teatro di Tor Bella Monaca è stato assegnato infine il Premio Leggiamoci – Fiction For Future 2024, concorso nato sulla piattaforma Leggiamoci.it.
Toto Cinquina
Impossibile resistere alla tentazione di un toto cinquina alla vigilia del grande giorno. Domani (mercoledì 5 giugno) i dodici finalisti si giocheranno a Benevento la classificazione nella Cinquina. Chi ci sarà? Diamo per scontate le tre scrittrici sul podio dello Strega Giovani, il che porterà a una finale con due romanzi Einaudi, schema negli ultimi anni sempre più frequente. A Di Pietrantonio, Valerio, Lattanzi potrebbe aggiungersi Paolo Di Paolo con Romanzo senza umani (Feltrinelli), narrazione filosofica che riesce a tenere insieme la storia di una glaciazione con un’indagine sulle emozioni. “Le parole in fondo servono a questo, a scongelare dei non detti”, ha detto Di Paolo.
Tra gli altri proviamo ad azzardare Dario Voltolini, autore di Invernale (La nave di Teseo), romanzo di straordinaria densità emotiva in cui l’autore racconta il distacco dal padre, la malattia, il commiato impossibile e le ferite che il tempo non cura mai fino in fondo: “Ma non è un romanzo luttuoso”, avverte l’autore. Voltolini potrebbe giocarsela con Bompiani in gara con Melissa Panarello (Storia dei miei soldi); Rizzoli con Daniele Rielli (Il fuoco invisibile. Storia di un disastro naturale) e Mondadori con Raffaella Romagnolo (Aggiustare l’universo).
Attenti però: se il comitato direttivo dello Strega dovesse considerare Sellerio e La nave di Teseo come editori non piccoli, potrebbe rientrare in gara tra i finalisti un sesto libro. Secondo il regolamento infatti la Cinquina deve contenere almeno un “piccolo” editore, se non c’è entra il primo tra gli esclusi. Qui si fa più complicata indovinare. Ci sono molti libri validi tra i dodici. Ne citiamo un paio: l’originale Autobiogrammatica di Tommaso Giartosio (minimum fax), biografia affidata al linguaggio, all’identità che ci danno le parole o Adelaida di Adrián N. Bravi (Nutrimenti), protagonista Adelaida Gigli, artista argentina ribelle. Ricordiamo che per la Cinquina ognuno può esprimere tre preferenze, dunque niente è scontato. Tra poche ore si saprà, appuntamento nel bellissimo teatro romano di Benevento.