Vincenzo Schettini: “All’esame di Stato raccontate di voi”
di Silvia MobiliI suoi alunni avranno i compiti dell’estate: leggere, visitare insieme ai genitori musei e luoghi di cultura, ma soprattutto costruire relazioni, parlare con gli altri, abbandonare il cellulare. Vincenzo Schettini è uno dei professori più amati della rete e proprio lui consiglia di lasciar perdere per un po’ Internet ed aprirsi alla vita reale. Da anni insegna fisica nelle scuole superiori, sui social è diventato famoso per la sua pagina “La fisica che ci piace” in cui all’inizio pubblicava le sue lezioni spiegando la materia con esempi facili, in modo chiaro, coinvolgendo gli studenti. Un passaparola online che lo ha portato a grandi numeri (oltre due milioni e duecentomila i followers su Instagram, per fare un esempio) e a riconoscimenti.
È stato premiato ai Tv Talk Awards per la conduzione del programma “La Fisica dell’Amore”, andato in onda su Rai2 in seconda serata. Un esperimento che probabilmente verrà ripetuto la prossima stagione. “Siamo arrivati a punte dell’8 per cento di s…
I suoi alunni avranno i compiti dell’estate: leggere, visitare insieme ai genitori musei e luoghi di cultura, ma soprattutto costruire relazioni, parlare con gli altri, abbandonare il cellulare. Vincenzo Schettini è uno dei professori più amati della rete e proprio lui consiglia di lasciar perdere per un po’ Internet ed aprirsi alla vita reale. Da anni insegna fisica nelle scuole superiori, sui social è diventato famoso per la sua pagina “La fisica che ci piace” in cui all’inizio pubblicava le sue lezioni spiegando la materia con esempi facili, in modo chiaro, coinvolgendo gli studenti. Un passaparola online che lo ha portato a grandi numeri (oltre due milioni e duecentomila i followers su Instagram, per fare un esempio) e a riconoscimenti.
È stato premiato ai Tv Talk Awards per la conduzione del programma “La Fisica dell’Amore”, andato in onda su Rai2 in seconda serata. Un esperimento che probabilmente verrà ripetuto la prossima stagione. “Siamo arrivati a punte dell’8 per cento di share, è stato incredibile” - dice con soddisfazione ma anche stupore. Alla quarantesima edizione del Premio Hemingway gli è stato assegnato il Premio speciale Lignano per il futuro. “Non me lo aspettavo, sono felice - spiega - un premio speciale dove c’è la parola futuro che a volte mi spaventa, pensando ai ragazzi. Prima il covid, poi queste guerre. I giovani oggi sono meno spensierati rispetto al passato. Di positivo c’è che è un periodo di grandi studi scientifici. E allora pensando a questo premio, al futuro, invito i ragazzi a prendere il controllo di questa situazione dal punto di vista del progresso scientifico: questo salverà il mondo”.
Cosa piace di questo professore che ha scelto il part time e approfitta del tempo a disposizione per girare l’Italia e incontrare i ragazzi? Sicuramente che è senza filtri, dice quello che pensa e invita i suoi studenti a fare lo stesso. Le critiche semmai arrivano dai suoi colleghi. Una minoranza, comunque. “All’inizio ero stupito – spiega - poi però mi sono detto che è ovvio che nei grandi numeri non tutti ti possono amare; poi sappiamo come funziona, i classici leoni da tastiera sono dappertutto. Alcuni si dicono docenti ma è una piccola percentuale, credo formata da chi è entrato nel mondo della scuola come seconda scelta. Questo è un peccato, perché chi lavora in classe deve avere forti motivazioni, soprattutto in questi anni in cui insegnare è diventato più difficile”.
Una difficoltà, secondo Schettini, data spesso dai genitori che tendono ad intromettersi nel lavoro dell’insegnante. “A volte puntano a standard alti e se i loro figli non raggiungono l’obiettivo danno colpa alla scuola - dice - I genitori devono riprendere il potere del loro ruolo e dare maggior credito all’istituto scolastico”. Ad ognuno il suo compito, quindi. E quello degli studenti? È solo mettersi sui libri? “No! Ci sono due punti fondamentali: “fare cose” e mettersi in gioco. In ogni puntata della trasmissione chiudevo proprio con questo consiglio – spiega - la scuola ti fa studiare ma è importante darsi da fare al di fuori. Perché non dimostrare chi si è già da giovanissimi? Fateci caso, oggi i ragazzi rispetto alle vecchie generazioni sono meno capaci di sfidare i propri limiti. Noi siamo figli di una generazione figlia a sua volta di una generazione del dopoguerra: i nostri genitori, alla fine, ci filavano poco. E noi facevamo leva su noi stessi. Avevamo una luce, una fiamma negli occhi, che oggi non vedo. Ragazzi, abbiate quella luce nello sguardo”.
In vista dell’esame di stato, ma anche di quella terza media, quella luce, spiega Schettini, va portata e mostrata all’esterno. “Bisogna guardare i professori e dire loro: questo io sono, spiegare quale sarà il proprio contributo al mondo. Così comincerei l’orale. Chissene importa dei collegamenti: raccontate un disegno di vita. Occorre già da giovani pensarlo anche affrontando i possibili sbagli. I ragazzi oggi hanno il terrore di fare errori. Che peccato! Si è perso il gusto dello sbaglio. Recuperiamolo, facciamoglielo capire, come genitori e come insegnanti “.
Schettini ricorda poi la sua Maturità, affrontata con la paura all’inizio ma poi con una nuova consapevolezza. “Non mi scorderò mai la sera prima – confessa – mi sono messo a preparare la “cartucciera” (la classica cintura piena di riassunti di possibili temi da nascondere magari nei pantaloni). Quando poi sono arrivato a scuola sono andato in bagno e l’ho buttata nel cestino perché mi sono detto: “Vince’, devi far vedere chi sei tu”. Mi sono seduto al banco, ho scelto un tema in cui si parlava di arte e linguaggio stem. Io sono anche violinista e in quel tema ho deciso di raccontare tutto me stesso. Il mio consiglio è: siate originale, fate uscire la vostra personalità”.
Il prof de “La fisica che ci piace” sarà in tour in diverse città italiane fino ad agosto ma ha anche un altro appuntamento importante, sarà tra i protagonisti dell’Andersen Festival a Sestri Levante. Se fosse una favola chi sarebbe? “Alice nel paese delle meraviglie, di sicuro. All’inizio Alice si annoia, si addormenta quando sente parlare l’adulto, cade in questo mondo fantastico che ho ripreso anche nel mio libro “La fisica che ci piace”. Nel sesto capitolo, quando parlo di meccanica quantistica, cito due personaggi, Pinco Panco e Panco Pinco. Loro dicono: se ci prendi per esseri umani hai preso una cantonata, se ci prendi per burattini ne hai presa contemporaneamente un’altra; non siamo né una cosa né l’altra, siamo tutti e due. Questo è un concetto di meccanica quantistica: la super posizione, l’elettrone è onda e particella. È meraviglioso, ci apre gli occhi sul fatto che noi siamo dentro irrazionalità pura, le particelle rispondono a regole non deterministiche ma probabilistiche.
Einstein diceva: “Dio non gioca a dadi” eppure dentro di noi c’è una sorta di gioco a dadi continuo. Gli studi dell’intelligenza artificiale applicata agli studi quantistici salveranno l’uomo dalle malattie perché verranno progettati farmaci sempre più capaci di intervenire a livello sub atomico e di capire l’essere umano fino in fondo anche dal punto di vista medico. Ecco perché mi piace Alice. Alice è un personaggio che esplora questo mondo e ne viene fuori portando con sé quella meraviglia”.Alice e tutto quel mondo meraviglioso che possiamo cercare anche oggi, nonostante le notizie che ci spaventano. E la risposta è sempre la stessa: può apparire scontata, ma non lo è. “L’amore – conclude Schettini – Ricordatevi che la fisica e l’amore sembrano distanti eppure sono così connessi perché, quando noi riusciamo nel linguaggio scientifico a cogliere la certezza della scienza, abbiamo l’incertezza della vita umana e dei nostri sentimenti. Forse questa consapevolezza ci fa vivere meglio”.