✕

Dimissioni, accuse e querele. Bagarre al Premio Flaiano Poesia

Davide Rondoni 
Scontro tra il giurato Davide Rondoni e la presidente Carla Tiboni
1 minuti di lettura

Doveva essere sul palco del Premio Flaiano Poesia, invece non lo hanno neanche fatto entrare. «A questo punto me ne vado a mangiare una pizza qui di fronte». Davide Rondoni non può varcare la soglia dell’Aurum di Pescara dopo che si è dimesso dalla giuria in polemica con la presidente della Fondazione Flaiano Carla Tiboni. «Mi hanno vietato di entrare e mi hanno tolto la stanza d’albergo. Secondo la security sono pericoloso!». Così mentre dentro si svolge lo spoglio della finale (vincitori Massimo Morasso e Gabriele Guzzi), Rondoni cammina nella pineta e pensa a come svoltare la cena. « Andrò con un amico». La storia è breve e assurda. Rondoni, che fa parte della giuria presieduta da Roberto Mussapi, non ha gradito l’annuncio di un Premio Speciale a Silvia Bre di cui nessuno aveva fatto menzione.

Doveva essere sul palco del Premio Flaiano Poesia, invece non lo hanno neanche fatto entrare. «A questo punto me ne vado a mangiare una pizza qui di fronte». Davide Rondoni non può varcare la soglia dell’Aurum di Pescara dopo che si è dimesso dalla giuria in polemica con la presidente della Fondazione Flaiano Carla Tiboni. «Mi hanno vietato di entrare e mi hanno tolto la stanza d’albergo. Secondo la security sono pericoloso!». Così mentre dentro si svolge lo spoglio della finale (vincitori Massimo Morasso e Gabriele Guzzi), Rondoni cammina nella pineta e pensa a come svoltare la cena. « Andrò con un amico». La storia è breve e assurda. Rondoni, che fa parte della giuria presieduta da Roberto Mussapi, non ha gradito l’annuncio di un Premio Speciale a Silvia Bre di cui nessuno aveva fatto menzione.

Da lì la baruffa. Al telefono il poeta è incredulo: «Quel premio speciale scoperto sui social di cui nessuno ci aveva parlato mi è sembrato irrituale e irrispettoso. La presidente quando ho chiesto spiegazioni mi ha risposto: se non vi sta bene dimettetevi, le sembra possibile?». Certo, non basta a essere querelati: «Ma sì, sono romagnolo, c’è stata qualche punzecchiatura via mail, la presidente si deve essere offesa. Forse perché ho parlato di un atteggiamento provinciale, perché ho detto che a volte gli eventi culturali servono più a dar lustro a chi li promuove che alla vera cultura. Ma da qui a querelare… I poeti in genere vengono querelati o dai dittatori o dai somari». La zuffa era dietro l’angolo: «Già lo scorso anno durante la cena avevo fatto notare che non si possono far venire poeti da tutta Italia solo per stringere mani sul palco. Insomma, mi sembra un’occasione mancata. I poeti non si possono trattare sempre come giullari».

Gli altri giurati, dice Rondoni, sono stati solidali, «sono venuti a salutarmi». La querela è stata però già affidata ai legali dell’associazione Flaiano «per aver diffamato i Premi e la sottoscritta quale presidente». Rondoni nei panni del marziano a Pescara pensa allora a Flaiano e chiude in bellezza: «La cosa è grave ma non è seria».

Leggi i commenti