Yurte, casette, baracche, casermoni, grattacieli. Man mano che ti inoltri in Ulan Bator, capitale della Mongolia, dalla periferia verso il centro, ti sembra di percorrere la storia dell’urbanesimo dell’ultimo secolo: la distruzione delle culture, la marmellata globalizzante, la perdita dell’identità dei luoghi.
Casa è casa
di Michele Smargiassi