Feltrinelli entra in casa Adelphi
di Raffaella De SantisRoberto Calasso in una foto di Basso Cannarsa
Una novità non da poco nel mondo dell’editoria: Feltrinelli acquista il 10% della casa editrice Adelphi. La notizia arriva in sordina in una sera di inizio luglio che guarda alle vacanze. È una bella scossa, accompagnata da una dichiarazione di Carlo Feltrinelli, presidente del gruppo: «L’idea di una partecipazione in casa Adelphi risale a tante conversazioni molto amichevoli con Roberto Calasso sul futuro delle nostre case editrici e sulla salute delle librerie italiane». Un dialogo che dopo la scomparsa di Calasso prosegue: «Dopo la morte di Roberto, ho ripreso l’argomento con l’antropologo Francesco Pellizzi, socio storico di Adelphi, scomparso purtroppo lo scorso agosto. Con la moglie Gini Alhadeff e i figli, Giandomenico e Aurora, abbiamo in queste settimane definito l’accordo per l’acquisto del 10% del capitale della casa editrice, rimanendo a loro il 3,5% della società».
Una novità non da poco nel mondo dell’editoria: Feltrinelli acquista il 10% della casa editrice Adelphi. La notizia arriva in sordina in una sera di inizio luglio che guarda alle vacanze. È una bella scossa, accompagnata da una dichiarazione di Carlo Feltrinelli, presidente del gruppo: «L’idea di una partecipazione in casa Adelphi risale a tante conversazioni molto amichevoli con Roberto Calasso sul futuro delle nostre case editrici e sulla salute delle librerie italiane». Un dialogo che dopo la scomparsa di Calasso prosegue: «Dopo la morte di Roberto, ho ripreso l’argomento con l’antropologo Francesco Pellizzi, socio storico di Adelphi, scomparso purtroppo lo scorso agosto. Con la moglie Gini Alhadeff e i figli, Giandomenico e Aurora, abbiamo in queste settimane definito l’accordo per l’acquisto del 10% del capitale della casa editrice, rimanendo a loro il 3,5% della società».
Si tratta di un acquisto dalla forte carica identitaria: Adelphi è una corona di diamanti, un marchio blasonato che si va a unire ad altri aggiunti negli anni: Apogeo, Gribaudo, Crocetti, Rough Guide, il 20% di Donzelli. E tra i più recenti: Marsilio (al 55%), Anagrama in Spagna e ora questo significativo 10% di Adelphi. Significativo perché dopo la morte di Roberto Calasso, che possedeva il 71% della casa editrice, le quote sono state ripartite perlopiù tra i familiari dell’editore: i due figli Tancredi e Josephine, eredi del 48%, la moglie Fleur Jaeggy e il nipote Roberto Colajanni, che ne è l’amministratore delegato. C’è poi la socia di minoranza Elisabetta Zevi, nominata a inizio giugno vicepresidente al fianco della presidente riconfermata Teresa Cremisi.
Per Feltrinelli, che oggi copre più del 7% del mercato editoriale italiano, è una fase di grande vitalità. Sul mercato va consolidandosi come editore totale, che copre sempre tutti i segmenti della filiera, compresa distribuzione e vendita al dettaglio. Nella sua nota Feltrinelli fa riferimento alla società Pde «impegnata da tempo nella promozione dei libri Adelphi sul territorio nazionale». Non dimentichiamo inoltre che dallo scorso dicembre Feltrinelli è proprietaria al 100% della Scuola Holden.
Carlo Feltrinelli ritaglia per la sua casa editrice il ruolo di partner e collaboratore di Adelphi senza aggiungere molti dettagli ma facendo capire che il sodalizio nasce da lontano e guarda lontano, rassicurando: «Feltrinelli intende essere un partner di garanzia e offrire tutta la possibile collaborazione, nel più che ovvio rispetto di ogni autonomia, ad una delle più prestigiose e affascinanti realtà editoriali in Italia e nel mondo, la cui avventura peraltro fu presentata pubblicamente la prima volta proprio in una libreria Feltrinelli in via Manzoni a Milano, nel lontano 1962». Sette anni prima, precisamente il 18 giugno 1955, in un caffè di Milano Giangiacomo Feltrinelli, tre redattori e la segretaria festeggiavano la pubblicazione dei primi due libri della casa editrice, l’Autobiografia di Nehru e Il flagello della svastica di Lord Edward Russell, un libro che raccontava la brutalità dei crimini di guerra nazisti. Il numero uno della Biblioteca Adelphi fu invece L’altra parte di Alfred Kubin, romanzo folle e allucinato, impregnato degli umori di Praga. Gli inizi non sono mai casuali, danno il passo all’avventura. Interessante sarà il dialogo tra cataloghi di fortissima e diversa tradizione.
Rimangono in sospeso alcune curiosità: gli altri azionisti Adelphi che ne pensano, sapevano? Al momento gli umori non si conoscono. Un nota Adelphi davvero molto scarna dice: «La casa editrice dà il benvenuto a Carlo Feltrinelli… Una partecipazione che conferma e rafforza il lungo sodalizio editoriale e commerciale tra le due case editrici».