Premio Strega, ultima tappa tra polemiche e vestiti firmati
di Raffaella De SantisLa piccola carovana del Premio Strega veleggia verso la finale allegramente: chi salirà sul podio stasera? Sarà Donatella Di Pietrantonio come si sente dire da tempo? E chi sarà il duellante: Chiara Valerio o Dario Voltolini?
A poche ore dalla finale i sei finalisti non hanno perso il buonumore, ci fosse un premio fair play sarebbe il loro, tanto che la conferenza stampa della vigilia sembra un’assemblea scolastica autogestita. Uffici marketing, agenti e publisher in seconda fila. Dietro la cattedra ci sono loro, i sei, che si dimenticano pure di raccontare i libri.
Unica polemica che li punge quella dei vestiti firmati che a qualcuno non sono andati giù e loro ci cascano e cercano di giustificare. Quest’anno infatti i look dei finalisti sono affidati a gran…
La piccola carovana del Premio Strega veleggia verso la finale allegramente: chi salirà sul podio stasera? Sarà Donatella Di Pietrantonio come si sente dire da tempo? E chi sarà il duellante: Chiara Valerio o Dario Voltolini?
A poche ore dalla finale i sei finalisti non hanno perso il buonumore, ci fosse un premio fair play sarebbe il loro, tanto che la conferenza stampa della vigilia sembra un’assemblea scolastica autogestita. Uffici marketing, agenti e publisher in seconda fila. Dietro la cattedra ci sono loro, i sei, che si dimenticano pure di raccontare i libri.
Unica polemica che li punge quella dei vestiti firmati che a qualcuno non sono andati giù e loro ci cascano e cercano di giustificare. Quest’anno infatti i look dei finalisti sono affidati a grandi stilisti, cosa che ha attirato qualche stilettata sui social. Volevano un po’ di glamour, volevano la loro notte degli Oscar, e invece devono spiegare che in fondo a vestirsi alla moda non c’è niente di male e che poi quei vestiti non sanno neanche se possono tenerseli o devono restituirli. In questi casi meglio rispolverare il motto della Corona: never complain, never explain.
La scrittrice Donatella Di Pietrantonio
Di Pietrantonio, autrice de L’età fragile (Einaudi, prima della cinquina): «Se non ci fossero stati gli stilisti avrebbero polemizzato sulla nostra sciatteria». Di Paolo, in gara con Romanzo senza umani (Feltrinelli, in semifinale quarto): «Qual è il dolo? Rimango interdetto rispetto alla stupidità di certe obiezioni». E Chiara Valerio, Chi dice e chi tace (Sellerio), cita Jean Cocteau, «se lui vendeva televisori Ribet-Desjardins, che male c’è? L’editoria è una creatura mitica metà mercato, metà spirito. Jean Cocteau, il centauro, lo sapeva».
Tommaso Giartosio, rivelazione con Autobiogrammatica (minimum fax): «Sarebbe bello se nelle sfilate di moda venissero donati libri». Il migliore è Dario Voltolini, con Invernale secondo in cinquina (La nave di Teseo), che si presenta con il vestito delle polemiche protetto in una bustona nera, non lo molla mai. Velocemente si alternano nei saluti Lorena De Vita (Bper Banca), Giuseppe D’Avino (presidente Strega Alberti), Luana Toniolo (nuova direttora dell’Etrusco di Villa Giulia) e Giulio Fulignati, studente di Belle Arti di Firenze, autore di una scultura evocante i sabba delle streghe.
Paolo Di Paolo
Dei libri nessuna traccia, ma è comprensibile: durante le nove settimane abbondanti del tour forzoso, in tutto diciotto tappe, non hanno parlato d’altro. Raffaella Romagnolo, autrice di Aggiustare l’universo (Mondadori, quinta in semifinale) si è divertita a fare i calcoli: «Partendo da casa mia, Rocca Grimalda, abbiamo percorso 14.700 chilometri, dalla prima tappa di Catania all’ultima di Velletri. Per fare un paragone, la via della Seta è ottomila chilometri…».
A Velletri hanno pure cantato sul palco abbracciati Notte prima degli esami. Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci che organizza il premio, sembra il professore ammesso all’assemblea: «Mi è sembrato una specie di circo agguerritissimo in cui ciascun scrittore interpretava più ruoli: un giorno clown, un altro acrobata del pensiero, un altro giocoliere o domatore». Paragone scivoloso. Comunque il circo Strega viaggiava in van. Seguono istantanee: bagni al mare, pisolini, grandi mangiate. Pare che dopo tanti giorni insieme sia aumentato il giro vita.
Tommaso Giartosio
Veniamo alle notizie: la finale sarà stasera, come sempre dal 1953, nel Museo Nazionale di Villa Giulia, come ha ricordato il presidente della Fondazione Giovanni Solimine. Il vincitore è appeso a 700 voti, preferenza secca: tra questi essenziali quelli dei 400 Amici della Domenica, la giuria storica. C’è una novità: il ripristino dello spoglio dal vivo: cento dei voti elettronici saranno annunciati durante la serata. Torna l’urna, ma naturalmente non quella storica dipinta da Mino Maccari. Il tentativo di rendere i libri glamour passa gioco forza per la tv: aumentano le dimensioni del palco, conducono Geppi Cucciari e Pino Strabioli (diretta su Rai 3 dalle 23). Il vincitore dovrà rimettersi in moto, valigia in mano fino all’autunno. Nessun obbligo di dress code.