Massimo Mattioli: il creatore dello “splatterpink” che influenzò i Simpson
di Valerio Bindi“In questa società bisogna fare le cose nel modo giusto. Io lo faccio in quello sbagliato, mi arrabbio anche nel modo sbagliato. Ma ho due sogni: vedere Pinky in edicola come un collaterale di un qualche giornale perché è una cosa per tutti, per adulti e bambini. E l'altra è fare una personale d'arte senza etichette tipo “Mattioli quello di Squeak the Mouse o Pinky”: sono sicuro che sarebbe una bella mostra una cosa diversa”.
Parole di Massimo Mattioli, in una intervista proprio per Repubblica. Sono parte del percorso espositivo che il CLAP Museum di Pescara dedica ai disegni dell’artista romano nella mostra “Mattioli gli scontri e le magie”. Famoso per aver attraversato il fumetto d’avanguardia e popolare con le sue opere sempre sul filo di ironia e sperimentazione, Massimo Mattioli è un personaggio unico nel panorama italiano, capace di irridere e camminare sul filo della provocazione e della ricerca artistica, mentre i suoi personaggi erano protagonisti dei giornali per ragazzi dal…
“In questa società bisogna fare le cose nel modo giusto. Io lo faccio in quello sbagliato, mi arrabbio anche nel modo sbagliato. Ma ho due sogni: vedere Pinky in edicola come un collaterale di un qualche giornale perché è una cosa per tutti, per adulti e bambini. E l'altra è fare una personale d'arte senza etichette tipo “Mattioli quello di Squeak the Mouse o Pinky”: sono sicuro che sarebbe una bella mostra una cosa diversa”.
Parole di Massimo Mattioli, in una intervista proprio per Repubblica. Sono parte del percorso espositivo che il CLAP Museum di Pescara dedica ai disegni dell’artista romano nella mostra “Mattioli gli scontri e le magie”. Famoso per aver attraversato il fumetto d’avanguardia e popolare con le sue opere sempre sul filo di ironia e sperimentazione, Massimo Mattioli è un personaggio unico nel panorama italiano, capace di irridere e camminare sul filo della provocazione e della ricerca artistica, mentre i suoi personaggi erano protagonisti dei giornali per ragazzi dal cattolico Il Giornalino a Pif Gadget, il giornale per ragazzi pubblicato dai comunisti in clandestinità nella Francia occupata dai nazisti.
Fondatore di Cannibale e tra gli interpreti di Frigidaire, Mattioli ha ispirato con le sue opere Matt Groening e i Simpson. Proprio ad uno di questi fumetti seminali, Squeak the Mouse, è dedicata la mostra pescarese che prosegue fino al prossimo 13 ottobre.Il CLAP dedica la sua attività istituzionale ad un grande artista che nel territorio di Pescara ha trascorso gli anni della sua formazione, Andrea Pazienza, e la mostra di Mattioli è l’approdo di un percorso che ha visto alternarsi Tanino Liberatore, Filippo Scòzzari, Stefano Tamburini. “Sono i formidabili cinque che hanno animato la controcultura a partire dalla fine degli anni '70, che ora costituiscono un punto di riferimento inevitabile per chi si occupa di fumetto, di illustrazione, di animazione. Un percorso che documenta la dimensione classica, già storicizzata nella storia del fumetto italiano e internazionale che in buona parte affonda le radici anche nella storia culturale della città di Pescara” così commenta il presidente della Fondazione Pescarabbruzzo Nicola Mattoscio e prosegue “Solo fino a poco più di un anno e mezzo fa il nostro Paese non vantava un solo polo espositivo permanente dedicato al fumetto. Una assoluta anomalia nel panorama internazionale, anche se bisogna continuare a sottolineare che non è che ci siano poi esperienze ricchissime nel resto d'Europa. Adesso con queste due strutture, Il CLAP di Pescara e il PAFF di Pordenone, l’Italia si candida a colmare la lacuna. La 9ª Arte è sempre più protagonista nella realtà culturale, al punto tale che è diventato l'asset economico strategico più importante sul mercato dell'arte e della cultura tout court a livello mondiale”.
La mostra deve molto a Petulia Mattioli, figlia di Massimo, che ha concesso le opere del padre al lavoro curatoriale di Luca Raffaelli: "Poter fare una mostra su Massimo Mattioli che è un genio del fumetto italiano vuol dire entrare dentro il suo lavoro, vuol dire entrare dentro le sue vignette, le sue idee e questa è una cosa meravigliosa, una delle fortune che ti capitano nella vita. Poi questa mostra ha la particolarità di accostare due serie fatte dallo stesso autore, che sono una il contrario dell'altra”. Si tratta di M le Magicien (inedita in Italia, pubblicata su Pif in Francia) e Squeak the Mouse, la celebre serie splatter che esordì su Frigidaire. M le Magicien, colorata su fogli di carta velina e con alcuni disegni retro colorati, è la serie che Mattioli realizzò tra il 1968 e il 1973 a Parigi proponendosi a Pif Gadget dove in quegli stessi anni viene pubblicato su quelle pagine Corto Maltese di Hugo Pratt.
Il protagonista è un mago, e il fumetto è parlato, molto parlato, ed è un gioco continuo sul linguaggio del fumetto, sulla differenza della grandezza delle vignette all'interno della tavola, sulla composizione della griglia. Ci sono delle atmosfere che sono proprio quelle di Krazy Kat di George Herriman, e alcune situazioni, alcuni personaggi, che sembrano rifarsi con molta originalità al BC di Johnny Hart”. “Invece il lavoro per Squeak the Mouse” continua Raffaelli “viene realizzato 15 anni dopo, quando Mattioli più o meno ha 40 anni per un mensile per adulti. Non è ispirato ai fumetti americani, come M le Magicien, ma ai cartoni animati americani. Qui tutte le vignette sono della stessa grandezza, colorate con inchiostri Ecoline direttamente sulla carta. E sono vignette mute. Qui è tutto come in un cartone animato di Tom e Jerry, con un occhio a Chuck Jones e a Tex Avery e Mattioli cita continuamente le sue passioni musicali, per quei film horror tipo "Non aprite quella porta” di Tobe Hooper dove c'è il serial killer con la sega elettrica non troppo gentile nei confronti del prossimo suo, diciamo. Ma non solo, ci sono tanti B movie citati e anche il cinema porno”.
L’eredità di Mattioli tra arte e fumetto, tra ironia e provocazione, tra magia e horror è stata raccolta da molti fumettisti italiani e internazionali, alle volte seguendo l’aspetto più cartoonesco ed altre quello più cinico e violento. Sarebbe interessante confrontarle vignette quadrate dello Squeak the Mouse di Mattioli con, per esempio, quelle monocrome di Claudio Marinaccio, o il mondo di M le Magicien con il Buio di Percy Bartolini per capire quanto di questo percorso continua sottotraccia nella storia del fumetto.