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Attentato a Trump. L’America sotto shock davanti alla tv: “Il peggio è accaduto”

Spencer Platt/Getty Images/AFP 

 
Nelle case e nei locali si guardano solo le dirette dei grandi network. Le dichiarazioni di fuoco dei repubblicani, poi l’appello all’unità
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NANTUCKET (Massachusetts) – La ragazza ha 23 anni. Donald Trump è stato appena ferito all’orecchio. Lei e gli amici sono incollati alla televisione per le prime dirette da Butler, Pennsylvania. Dice: «So che ricorderò per sempre, questo momento, questa giornata. Sempre». Nantucket isolotto al largo del Massachussets, vicino a Cape Cod e Martha’s Vinyeard, diventa un simbolo di mille, diecimila località americane e di milioni di famiglie raccolte davanti al televisore. Il simbolo di un’America sotto shock perché il peggio è successo: il tentato assassinio di Trump. Subito dopo una foto diventa virale e cristallizza questo momento di incertezza, di violenza, di paura, una foto che riesce a coagulare l’inconscio collettivo del Paese.

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NANTUCKET (Massachusetts) – La ragazza ha 23 anni. Donald Trump è stato appena ferito all’orecchio. Lei e gli amici sono incollati alla televisione per le prime dirette da Butler, Pennsylvania. Dice: «So che ricorderò per sempre, questo momento, questa giornata. Sempre». Nantucket isolotto al largo del Massachussets, vicino a Cape Cod e Martha’s Vinyeard, diventa un simbolo di mille, diecimila località americane e di milioni di famiglie raccolte davanti al televisore. Il simbolo di un’America sotto shock perché il peggio è successo: il tentato assassinio di Trump. Subito dopo una foto diventa virale e cristallizza questo momento di incertezza, di violenza, di paura, una foto che riesce a coagulare l’inconscio collettivo del Paese.

La foto di Evan Vucci, della AP. Ricorda: «Giornata tranquilla, caldo, solita routine quando sento lo sparo, vedo Trump sparire e capisco che devo stare sul mio soggetto. Corro dove riappare e devo trovare l’inquadratura non c’è tempo di pensare». Il risultato: Trump circondato dagli agenti dei servizi segreti, alza il pugno in segno di sfida, il volto insanguinato. Sullo sfondo sventola la bandiera americana.

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C’erano altre foto importanti. Doug Mills del New York Times, ha identificato la traiettoria del proiettile, usava una macchina Sony digital velocissima che scatta 30 immagini al secondo. L’ha richiesta l’FBI come prova. Oppure quella di Anna Moneymaker di Getty Images, il volto di Trump insanguinato è in primo piano, il braccio è alzato, le labbra parlano, è il momento in cui dice “fight”. Ma è quella di Vucci che resterà iconica con quella bandiera ignara che sventola imperterrita.

Poi partono le mille dirette, Fox news descrive il contesto. CBS News interrompe le trasmissioni. CNBC riprende il cecchino dei servizi segreti appostato sul tetto che prende le misure per rispondere all’attacco. CNN dà la notizia: l’attentore è stato ucciso.

Poi sappiamo che c’é un morto fra il pubblico, anche due feriti. Lo zapping continua nella notte fino alla conferenza stampa dell’FBI, della polizia statale, di chi segue l’inchiesta. I televisori prima ancora dei social o dei siti dei giornali restano il collante su cui seguire le dirette. Quegli stessi media attaccati da Trump perché fomentano odio contro di lui, e da Biden perché hanno montato la campagna per il suo ritiro, restano il punto di riferimento per situazioni tragiche, incerte come quella che oggi sta passando l’America. Sono le televisioni che ricostruiscono i dettagli inediti. Trump, prima di essere portato via dagli agenti, dice: «Un attimo, lasciate che riprenda la mia scarpa». E registriamo la prontezza di spirito, la cura del dettaglio di quest’uomo, eroico per oltre metà del popolo americano, che pensa alla sua immagine: che umiliazione apparire senza una scarpa. È nelle dirette che apprendiamo il nome dell’attentatore, Thomas Matthew Crook, un ragazzo di vent’anni, cresciuto in un sobborgo benestante di Pittsburgh. Ha preso il fucile automatico AR-15, con mirino di precisione. È riuscito a salire sul tetto del Butler Farm Show, al di là dell’autostrada, a oltre 50 metri dal palco. Apprendiamo che i servizi segreti lo avevano notato, giudicato sospetto, poi è sparito. C’era premeditazione. Ma anche complici? Non si sa, si indaga. Come mai ce l’ha fatta? Negligenza della sicurezza?

Sui social si parla di complotto. Partono mille illazioni. Ma l’ancora solida a cui aggrapparsi per decifrare, restano la televisione e la professionalità di giornalisti che informano anche sui media digitali tipo New york Times, senza sbavature. Così sappiamo che Biden ha chiamato Trump e che ha annunciato di aver sospeso ogni pubblicità elettorale. Poi la Fox dà il microfono al senatore Vance, possibile candidato alla vicepresidenza: «Non è un incidente isolato – dice Vance - La premessa di Biden è che Trump sia un autoritario fascista che deve essere fermato ad ogni costo. È quella sua retorica che porta direttamente all’attentato per uccidere il presidente Trump».

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Un commento fuori luogo, cattivo, pericoloso perché potrebbe animare lo spirito della convention repubblicana che si apre oggi a Milwaukee. Trump fa sapere che ci sarà. Poco dopo parla Josh Shapiro, il governatore della Pennsylvania. Rivela il nome dello spettatore ucciso, Corey Comperatore, un ex capo dei pompieri, un eroe dice : «Perchè si è gettato sulla sua famiglia per proteggerla». Shapiro è uno dei nomi che circolano per sostituire Biden. Dice che nello Stato ci saranno le bandiere a mezz’asta. Il tono è conciliante, invoca l’unione. Lo stesso fa Biden, quando annuncia di aver costituito una Commissione di inchiesta e poi di nuovo ieri notte, quando parla dalla Casa Bianca. Chiede unità.

Ma il Paese, unito e incollato davanti al televisore, è disunito nella vocazione politica. Possibile che a questo punto Biden decida di ritirarsi facendo l’eroe proprio in nome dell’unità? Tutto è possibile. La tragedia americana continua. Di certo Trump arriverà alla convention più forte che mai.

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