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Tolkien, in arrivo le poesie inedite

 J.R.R. Tolkien

 

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Saranno pubblicate a settembre nel Regno Unito: ci sono versi sulla Prima guerra mondiale, altri in inglese arcaico o copiato da Carroll e altri ironici e comici
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LONDRA – Più di settanta poesie inedite di J.R.R. Tolkien usciranno per la prima volta il mese prossimo in Inghilterra, in un volume che si annuncia come una delle grandi riscoperte della letteratura mondiale. Si sapeva che l’autore de Il Signore degli anelli e Lo hobbit scriveva anche in versi: un centinaio di poesie sono sparse nel testo delle sue due famose opere in prosa. Ed era noto ai suoi biografi che il grande scrittore inglese, padre del genere fantasy, protagonista di un moderno revival trascinato dai film tratti dai suoi libri, teneva più a essere considerato un poeta che un narratore.

Ma soltanto ora, con l’arrivo in libreria di The collected poems of J.R.R. Tolkien, pubblicato in settembre a Londra dalla casa editrice HarperCollins, il suo valore e la sua versatilità come poeta potranno essere veramente apprezzati. Il libro conterrà quasi duecento poesie, incluse settanta di cui finora i più ignoravano l’esistenza.

LONDRA – Più di settanta poesie inedite di J.R.R. Tolkien usciranno per la prima volta il mese prossimo in Inghilterra, in un volume che si annuncia come una delle grandi riscoperte della letteratura mondiale. Si sapeva che l’autore de Il Signore degli anelli e Lo hobbit scriveva anche in versi: un centinaio di poesie sono sparse nel testo delle sue due famose opere in prosa. Ed era noto ai suoi biografi che il grande scrittore inglese, padre del genere fantasy, protagonista di un moderno revival trascinato dai film tratti dai suoi libri, teneva più a essere considerato un poeta che un narratore.

Ma soltanto ora, con l’arrivo in libreria di The collected poems of J.R.R. Tolkien, pubblicato in settembre a Londra dalla casa editrice HarperCollins, il suo valore e la sua versatilità come poeta potranno essere veramente apprezzati. Il libro conterrà quasi duecento poesie, incluse settanta di cui finora i più ignoravano l’esistenza.

Sapendo dell’importanza della poesie per il proprio padre, suo figlio Christopher Tolkien, erede dei diritti, prima di morire nel 2020 aveva lavorato al progetto di pubblicarle insieme a due dei maggiori esperti di Tolkien, la coppia di marito e moglie Christina Scull e Wayne Hammond.

Non è stato semplice recuperarle nell’archivio personale del figlio dello scrittore e in quello della Bodleian Library, la biblioteca dell’università di Oxford che di Tolkien custodisce i manoscritti. Alcune erano vergate in bella calligrafia, altre scarabocchiate in maniera quasi illeggibile. «Sono molto belle», dice Hammond all’Observer. «Rivelano l’amore di Tolkien per il linguaggio e per le parole. Aggiungono un elemento importante alla comprensione di Tolkien come autore creativo e a quella dei suoi capolavori».

Le poesie inedite, affermano i curatori del volume, riguardano la Prima guerra mondiale (quando Tolkien fu assegnato con il suo reggimento di fucilieri in Francia e partecipò alla battaglia della Somme), metafore sulla vita, sulla fede, sull’amicizia, sul senso della fine. Alcune trasmettono emozione e commozione; altre sono pervase di umorismo.

Ce ne sono in inglese arcaico, con riferimenti alla Terra di Mezzo del Signore degli anelli; e ce n’è una in un linguaggio che i due esperti a cui era affidata la cura del libro non riuscivano a capire, fino a quando si sono resi conto che era ispirata dal famoso poema privo di senso di Lewis Carroll in Alice attraverso lo specchio. «Per forza non potevamo trovare quelle parole in un dizionario», commenta Hammond.

L’altra curatrice, sua moglie Scull, è rimasta specialmente colpita da una poesia di ambientazione bellica, i cui versi si possono tradurre così: «Inginocchiato in una cappella silenziosa, circondata da un grande bosco, sento emergere dalla foresta un calpestio furente, un potente rullio di tamburi. O guerrieri d’Inghilterra, che marciate nel buio, davanti a voi non potete vedere la luce, ma nei vostri cuori c’è il coraggio».

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Un’altra è spiritosa, autoironica, buffa, a partire dall’immagine di una saponetta che scivola lungo le scale: «Tutti sono d’accordo, che molte cose vanno storte il lunedì mattina. Adesso vi racconto con questa canzone, una mattina in cui è andato tutto storto. Brillava il sole, ma non per me, svegliava gli uccellini, che svegliavano la mamma, che svegliava i ragazzi, che svegliavano papà, mentre io avrei preferito restare a letto».

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