Editori contro la Florida: “Basta con i libri censurati”
di Massimo BasileIl logo della casa editrice Penguin
New York
“Florida Men” sono di nuovo nel mirino per aver censurato la letteratura mondiale. Un gruppo di editori americani, guidato dai giganti Penguin, Hachette, HarperCollins e Simon & Schuster, ha fatto causa al governo della Florida per aver messo al bando dalle biblioteche delle scuole pubbliche una serie di libri, e che libri: tra i titoli citati nella causa figurano Per chi suona la campana, del premio Nobel Ernest Hemingway; Io so perché canta l’uccello in gabbia, di Maya Angelou; il classico di Lev Tolstoj Anna Karenina; Mattatoio n. 5, romanzo di Kurt Vonnegut; e L’amore ai tempi del colera, del Nobel Gabriel García Márquez. Sono tra i libri che, secondo l’House Bill 1069, approvato l’anno scorso dai Repubblicani, vanno messi al “rogo” per i contenuti «non ritenuti adatti» a un pubblico di giovani lettori. Tra i temi scabrosi «descrizioni di contenuti sessuali» o «pornografici».
New York
“Florida Men” sono di nuovo nel mirino per aver censurato la letteratura mondiale. Un gruppo di editori americani, guidato dai giganti Penguin, Hachette, HarperCollins e Simon & Schuster, ha fatto causa al governo della Florida per aver messo al bando dalle biblioteche delle scuole pubbliche una serie di libri, e che libri: tra i titoli citati nella causa figurano Per chi suona la campana, del premio Nobel Ernest Hemingway; Io so perché canta l’uccello in gabbia, di Maya Angelou; il classico di Lev Tolstoj Anna Karenina; Mattatoio n. 5, romanzo di Kurt Vonnegut; e L’amore ai tempi del colera, del Nobel Gabriel García Márquez. Sono tra i libri che, secondo l’House Bill 1069, approvato l’anno scorso dai Repubblicani, vanno messi al “rogo” per i contenuti «non ritenuti adatti» a un pubblico di giovani lettori. Tra i temi scabrosi «descrizioni di contenuti sessuali» o «pornografici».
Persone non esperte decidono se la storia del Robert Jordan di Hemingway, l’intellettuale americano che combatte in Spagna il franchismo, sia adatta agli studenti. E lo stesso vale per i pensieri del personaggio creato da Angelou, la piccola Maya, tre anni, spedita nel profondo Sud a casa della nonna, nel cuore dell’America razzista. O per la passionalità non repressa di Stiva Oblonskij, l’ufficiale di Tolstoj, o per il messaggio pacifista del romanzo di Vonnegut, o per i tormenti sentimentali del Florentino Ariza di Márquez.
Il processo che autorizza i board scolastici a eliminare i libri scandalosi funziona in un modo che, secondo molti, è la negazione della letteratura: durante le riunioni i genitori leggono ad alta voce i passaggi ritenuti controversi e se anche qualcuno solleva la mano e dice “basta”, il testo viene escluso.
I legislatori conservatori della Florida hanno bollato la causa come «bravata». «Non ci sono libri messi al bando in Florida — ha dichiarato Nathalia Medina, portavoce del Dipartimento scolastico statale — ma il materiale sul sesso non è adatto alle scuole». Il governatore Ron DeSantis ha parlato di «bufala» e «falsa narrazione». Ma da oltre un anno la Florida è in prima linea in questa battaglia talebana, che ha già visto banditi i testi che parlano di razzismo, sfruttamento degli afroamericani e femminismo.
Secondo Pen America, no-profit in difesa del diritto d’espressione, tra luglio 2021 e dicembre 2023 la Florida ha escluso dalle biblioteche scolastiche 3.135 titoli. Tra questi Il colore viola di Alice Walker, Paura di Richard Wright, Con gli occhi rivolti al cielo di Zora Neale Hurston, Il mondo nuovo di Aldous Huxley e Uomo invisibile di Ralph Waldo Ellison.
Con gli editori sono schierati anche Authors Guild, un’organizzazione in difesa della libertà d’espressione, e autori e autrici come Julia Alvarez, Laurie Halse Anderson, Jodi Picoult, Angie Thomas, lo scrittore e youtuber John Green. Nella causa presentata alla corte federale di Orlando si chiede di difendere il diritto degli studenti, stabilito dal Primo Emendamento, di «leggere i libri» che ritengono utili, «liberi da qualsiasi tipo di restrizione». Anche sull’uso dei termini inclusi nella legge si aprirà una disputa legale: che cosa è “pornografico”? Secondo i Repubbicani lo sono alcune descrizioni contenute ne L’occhio più azzurro, di Toni Morrison. Secondo gli editori «non sono oscene nel modo più netto».
Il divieto, sostengono gli avvocati di Penguin, HarperCollins e gli altri, viene deciso dai board «prima di consultare professionisti preparati, come insegnanti o specialisti dei media». Alcuni insegnanti si autocensurano ancora prima di passare dal board, per paura di controversie con i genitori. Obiettivo del legislatore era proprio quello di creare un clima favorevole alla censura preventiva, senza neanche sollevare il caso.