Il cosmo in breve. Un ossimoro, apparentemente. Una storia lunga quasi 14 miliardi di anni, per ora. E poi distanze, energie, quantità di materia che per descriverle ci vogliono cifre seguite da decine e decine di zeri. È davvero possibile raccontare, spiegare, tutto questo “in breve”?
I precedenti, in realtà, sono illustri. A cominciare dal bestseller mondiale A Brief History of Time (Breve storia del tempo) del 1988, firmato nientemeno che da Stephen Hawking. Passando poi per le celebri Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli.
Ora ci prova, riuscendoci, Amedeo Balbi, professore di Astronomia e Astrofisica all’Università di Roma Tor Vergata, che da anni unisce alla ricerca e all’insegnamento una scintillante attività di divulgazione scientifica: un canale YouTube con oltre 300mila isc…
Il cosmo in breve. Un ossimoro, apparentemente. Una storia lunga quasi 14 miliardi di anni, per ora. E poi distanze, energie, quantità di materia che per descriverle ci vogliono cifre seguite da decine e decine di zeri. È davvero possibile raccontare, spiegare, tutto questo “in breve”?
I precedenti, in realtà, sono illustri. A cominciare dal bestseller mondiale A Brief History of Time (Breve storia del tempo) del 1988, firmato nientemeno che da Stephen Hawking. Passando poi per le celebri Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli.
Ora ci prova, riuscendoci, Amedeo Balbi, professore di Astronomia e Astrofisica all’Università di Roma Tor Vergata, che da anni unisce alla ricerca e all’insegnamento una scintillante attività di divulgazione scientifica: un canale YouTube con oltre 300mila iscritti, una decina di libri all’attivo, articoli su quotidiani generalisti e riviste specializzate.
Il suo ultimo saggio, Il cosmo in brevi lezioni (Rizzoli), nasce proprio dalla ormai decennale collaborazione con Le Scienze, mensile edito dal gruppo Gedi. Dal 2014, infatti, Balbi è titolare della rubrica La finestra di Keplero, in cui mensilmente aggiorna i lettori sulle ultime scoperte e i nuovi, affascinanti, misteri dell’astrofisica.
Dopo essersi occupato di radiazione cosmica di fondo (la eco del Big Bang ancora “visibile” 13,8 miliardi di anni dopo), Balbi oggi si occupa soprattutto di astrobiologia: «In particolare lo studio dei fattori astrofisici che contribuiscono all’abitabilità di ambienti planetari e la messa a punto di tecniche di indagine remota di marcatori biologici». Insomma è tra coloro che cercano di capire se noi qui sulla Terra siamo soli nell’universo, o se invece possiamo individuare altri mondi su cui sia scoccata la scintilla della vita o che abbiano comunque condizioni compatibili con essa.
Non a caso ha dedicato a questa sua attività di ricerca due saggi divulgativi, entrambi per Rizzoli: Dove sono tutti quanti? (2016) e Su un altro pianeta (2022, in cui in realtà esplora la possibilità che l’umanità abbandoni la Terra per cercare una nuova casa).
Ne Il cosmo in brevi lezioni, invece, il professore spazia su temi molto diversi tra loro, proprio perché le “lezioni” nascono dalla cronaca scientifica, mese dopo mese, dell’ultimo decennio. Le straordinarie immagini catturate dal telescopio spaziale Hubble e dal suo “erede” James Web Space Telescope, la prima foto di un buco nero scattata (o meglio ricostruita) nel 2019, l’individuazione nel maggio 2022 di quello che «quasi certamente» è un buco nero supermassiccio posto al centro della nostra galassia, l’esperimento del Cern, nel 2023, che ha dimostrato come anche l’antimateria «cada verso il basso» (anziché essere respinta dalla materia ordinaria), le straordinarie scoperte della sonda Cassini che nel 2017 si è tuffata nell’atmosfera di Saturno dopo aver sorvolato e raccolto dati sulla sua luna Titano, la sfida della Parker Solar Probe, lanciata nel 2018, che l’anno prossimo proverà sfiorare il Sole.
Ma anche le preoccupazioni degli astronomi per il proliferare dei minisatelliti di Starlink, la costellazione di Elon Musk pensata per portare Internet ad alta velocità in ogni luogo della Terra, ma che rischia di compromettere le osservazioni dei telescopi. Naturalmente c’è anche spazio per il core business di Balbi: l’ultima parte del libro è Alla ricerca di mondi lontani, partendo delle prime scoperte di pianeti simili alla Terra in sistemi solari diversi dal nostro.
La scelta di raccogliere gli articoli pubblicati su Le Scienze, dopo averli aggiornati alla luce delle novità intervenute nel frattempo, rende dunque questo volume di agile lettura: saggi brevi, appunto, e scritti con un approccio giornalistico, anche se destinati a una rivista specializzata. Ma permette anche a Balbi di viaggiare nello spazio e nel tempo, dal Big Bang all’evoluzione futura dell’universo, dalla ipotetica conquista di Marte al destino finale della Terra e del Sole (tra qualche miliardo di anni). Di scrivere insomma «una storia che racconta lo stato attuale delle nostre conoscenze sull’universo, i progressi compiuti dall’astrofisica nel decennio passato, e ciò che ancora resta da capire».
Il libro
Il cosmo in brevi lezioni di Amedeo Balbi (Rizzoli, pagg. 272, euro 14)