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A Lucca San Paolino perde contro Dungeons & Dragons

Collezione vintage di Dungeons & Dragons in un negozio a Ginevra (E. Jason Wambsgans/Chicago Tribune/Tribune News Service via Getty Images)

 

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Il baluardo del patrono viene intitolato ai fondatori del gioco di ruolo
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Lucca Comics esoda San Paolino e lo sostituisce con Gary Gygax e Dave Arneson, i creatori di Dungeons & Dragons, il gioco di ruolo più famoso di sempre. Che quest’anno festeggia i cinquant’anni. Un anniversario che la capitale mondiale dei giochi e dei fumetti celebra con un’iniziativa ai confini del comic. Per riservare a D&D una traccia permanente nella storia e nella memoria locale, l’amministrazione comunale ha deciso addirittura di riscrivere la mitologia identitaria della città. Intitolando il sotterraneo del baluardo San Paolino a Gygax e Arneson. Così il primo vescovo di Lucca, mandato direttamente da San Pietro per evangelizzare la città nel primo secolo dell’era cristiana, dove subì il martirio al tempo di Nerone, lascia il posto ai nuovi dei del neopaganesimo ludico. Elfi, nani, draghi e orchi, e altri esseri usciti da un Medioevo fantastico che di storico ha ben poco.

Lucca Comics esoda San Paolino e lo sostituisce con Gary Gygax e Dave Arneson, i creatori di Dungeons & Dragons, il gioco di ruolo più famoso di sempre. Che quest’anno festeggia i cinquant’anni. Un anniversario che la capitale mondiale dei giochi e dei fumetti celebra con un’iniziativa ai confini del comic. Per riservare a D&D una traccia permanente nella storia e nella memoria locale, l’amministrazione comunale ha deciso addirittura di riscrivere la mitologia identitaria della città. Intitolando il sotterraneo del baluardo San Paolino a Gygax e Arneson. Così il primo vescovo di Lucca, mandato direttamente da San Pietro per evangelizzare la città nel primo secolo dell’era cristiana, dove subì il martirio al tempo di Nerone, lascia il posto ai nuovi dei del neopaganesimo ludico. Elfi, nani, draghi e orchi, e altri esseri usciti da un Medioevo fantastico che di storico ha ben poco.

Il solenne passaggio di consegne avrà luogo mercoledì 30 ottobre alla presenza delle autorità cittadine. Ospite d’onore sarà Luke Gygax erede di Gary, scomparso il 4 marzo 2008. Sarà lui a benedire questa storica transizione tra il culto e il cult, tra la devozione civica e la religione ludica, tra il pantheon locale e il pandemonio globale.

Non è un caso che il magazine online Orgoglio Nerd, organo ufficiale della cultura nerd, plauda, dal suo punto di vista giustamente, a una iniziativa che «sancisce un legame speciale tra Lucca e il mondo di D&D». Di fatto l’intitolazione certifica la vittoria, o almeno l’avanzata, della Nerd Side of the Life. Cioè del lato nerdico della vita. Che rivela tutto il suo radicamento ormai transgenerazionale con ampie ricadute sulla vita, sulla cultura, sull’economia. È la rivincita di una tipologia umana a lungo sottostimata e mal compresa. Basta pensare che alcuni noti dizionari attribuiscono ancora al vocabolo il significato di imbranato, secchione, nullità. Mentre quelli più politicamente scorretti si spingono fino a idiota e cretino. Come se personaggi del tipo di Bill Gates, Elon Musk e prima di loro quel protonerd di Woody Allen, potessero rientrare in qualcuna di queste categorie poco ambite. Evidentemente ci siamo fatti ingannare dall’apparente inestetismo, da quegli occhialoni da opossum, dall’ineleganza in realtà superstudiata di questi dandy del disadattamento elevato ad arte. E coltivato nella solitudine di stanzette in cui le consolle e le tastiere sono state il vero interfaccia con un mondo che li capiva molto meno di quanto loro capissero il mondo. Al punto da anticiparlo in solitario, a forza di startup. Perché spesso, come diceva Nietzsche l’inattualità, l’essere avanti o indietro rispetto al mainstream, è una forza che consente di sottrarsi alle correnti del tempo, tracciando rotte sghembe e innovative, verso approdi nuovi e inattesi. Nel bene come nel male.

In questo senso, più che a degli sciocchi, i nerd fanno pensare al fool shakespeariano, il matto-saggio capace di vedere cose che nessuno vede, perché riesce a stare nel proprio mondo ma anche chiamarsene fuori. Guardandolo con una forma di miopia che si rivela come una seconda visione. Con tutte le forzature che questo comporta.

Come quella di confondere fino al cortocircuito tempi ed epoche, tipologie e cronologie. Fino a inventare questo medioevo fusion in cui convivono vichinghi cornuti, elfi ballerini, coboldi asociali, bardi coraggiosi e perfidi maghi che tentano di arrestare il tempo. Che è proprio l’effetto di questa dimensione che blocca gli ingranaggi del prima e del poi, lasciandoli in un time out sospeso tra gioco e realtà, tra un ieri ed un oggi senza confini temporali. Esattamente quel che avviene nel mondo digitale, che per molti versi D&D anticipa, pur essendo nato nel 1974 allo scadere dell’era analogica.

In realtà questo fantasy medievale in cui il nostro immaginario gioca con i suoi sogni e i suoi fantasmi, è una sorta di virus della storia, sempre in incubazione e pronto a manifestarsi in ogni epoca. Perché più che un tempo è un non tempo. Un passaggio tra un presente remoto e un futuro anteriore in cui santi ed elfi si scambiano di ruolo. Facendoci sentire fuori luogo e fuori tempo. Che San Paolino ci aiuti.

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