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Albero vs. Presepe: l’eterna sfida tra innovatori e tradizionalisti. Con qualche sorpresa

L'albero-presepe esposto al Met di New York 

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Dalle piante addobbate nell’antica Grecia in onore di Dioniso alla Sacra famiglia di San Francesco a Greccio. E poi arrivarono gli americani...
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Oggi il Natale entra ufficialmente in scena, annunciato dai i suoi simboli principali. L’otto dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, è infatti il giorno dell’albero e del presepe. Salotti e soggiorni di tante case italiane si trasformano in altrettanti set dove si dà inizio alle prove generali della Natività. E ogni anno si riaccende la disputa tra i tradizionalisti, cui piace ‘o presepe e gli innovatori che invece fanno dell’abete costellato di luci e di palline colorate il simbolo della novità giunta a noi dal mondo anglosassone.

Ma a dispetto del luogo comune, l’albero è nato prima. Ed è nato al Sud, nonostante la sua diffusione planetaria sia partita dal Nord Europa e si sia globalizzata dopo la seconda guerra mondiale grazie al marketing festivo statunitense. In realtà la sua origine risale all’antica Grecia e precede la nascita stessa di Gesù. Infatti, nell’Atene del quarto secolo avanti Cristo, durante le feste di fine anno, più o meno in un periodo che corrisponde al nost…

Oggi il Natale entra ufficialmente in scena, annunciato dai i suoi simboli principali. L’otto dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, è infatti il giorno dell’albero e del presepe. Salotti e soggiorni di tante case italiane si trasformano in altrettanti set dove si dà inizio alle prove generali della Natività. E ogni anno si riaccende la disputa tra i tradizionalisti, cui piace ‘o presepe e gli innovatori che invece fanno dell’abete costellato di luci e di palline colorate il simbolo della novità giunta a noi dal mondo anglosassone.

Ma a dispetto del luogo comune, l’albero è nato prima. Ed è nato al Sud, nonostante la sua diffusione planetaria sia partita dal Nord Europa e si sia globalizzata dopo la seconda guerra mondiale grazie al marketing festivo statunitense. In realtà la sua origine risale all’antica Grecia e precede la nascita stessa di Gesù. Infatti, nell’Atene del quarto secolo avanti Cristo, durante le feste di fine anno, più o meno in un periodo che corrisponde al nostro Natale, si usava addobbare piante sempreverdi con coppe e brocche in onore di Dioniso, il dio del vino.

E nell’antica Roma, durante le celebrazioni dei Saturnali, che cadevano nello stesso periodo, si adornavano rami di pino, di abete o di vischio in quanto simboli della continuità della vita che rinasce e non smette mai di verdeggiare. Il climax della ricorrenza era la nascita di Mitra, un dio bambino che ogni anno nasceva in una grotta al freddo e al gelo e veniva adorato dai pastori. Proprio come Gesù, il bambino divino dei cristiani. Mitra era una divinità solare, simbolo della luce che vince sulle tenebre, Non a caso la sua solennità coincideva con il solstizio d’inverno quando le giornate si allungano e la notte si fa più breve.

La somiglianza tra l’antico e il nuovo dio è impressionante, Al punto che anche il Nazareno nelle antiche cronache viene definito “sole infante”. Così la Chiesa fissa il Natale al 25 dicembre, per sovrapporre il suo calendario a quello dei pagani. Adopera cioè gli stessi simboli, il sole, il passaggio stagionale, gli alberi verdeggianti, ma cambia loro di significato.

Il presepe vivente a Greccio 

Del presepe invece conosciamo con certezza i dati anagrafici. È nato a Greccio, in provincia di Rieti il 24 dicembre 1223. E a inventarlo è San Francesco d’Assisi che affida il ruolo della Sacra Famiglia e dei pastori agli abitanti della cittadina laziale. E se il presepe nasce già cristiano, l’albero si fa cristiano. Anzi ultracristiano. Addirittura simbolo della conversione dei pagani. Accade nel Settecento dopo Cristo, quando il monaco benedettino San Bonifacio di Wynfrith, detto l’apostolo della Germania, per distruggere i culti vegetali dei popoli tedeschi sradica le loro querce sacre. La leggenda vuole che dalle loro radici siano nati degli abeti. Nel Medioevo la tradizione dell’albero accomuna tutti i seguaci di Gesù.

Ma sette secoli più tardi, dopo la riforma protestante diventa tipico dei paesi nordici in contrapposizione al presepe che si localizza al Sud, nell’Europa cattolica. Una leggenda vuole che Martin Lutero, padre del protestantesimo, si sia commosso nel vedere i cristalli di ghiaccio degli abeti innevati illuminati dalle luci della sua carrozza. E una volta tornato a casa avrebbe riprodotto lo spettacolo. Sono stati gli immigrati nordeuropei, per lo più di fede protestante, a portare la tradizione germanica e scandinava negli USA dove è diventata il totem di Santa Claus, il dio dei consumi natalizi. Così dopo aver attraversato secoli e paesi, l’antico albero decorato, partito dal Mediterraneo, torna a casa pieno di regali. Proprio come un emigrato che ha fatto fortuna oltreoceano.

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