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La leggenda di Tezuka. Con Repubblica il signore del manga

La nuova collana sarà in edicola da con il giornale a partire dal 28 dicembre: ventiquattro uscite con cadenza quindicinale
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È stato soprannominato il dio del manga. Potrebbe sembrare eccessivo, ma l’epiteto descrive bene il destino di Osamu Tezuka. Tanto per cominciare, prima che arrivassero i suoi “story-manga” in Giappone si pubblicavano strisce umoristiche oppure vignette satiriche. È stato lui, grande lettore dei fumetti statunitensi, a inventare un nuovo linguaggio. E non solo: è stato anche il dio dell’anime, perché con lui è partita l’industria e lo stile innovativo dei cartoni giapponesi. Per esempio: se vi siete mai chiesti come mai i personaggi dei manga abbiano gli occhi tondi, bene, sappiate che anche questo dipende da Tezuka (e anche dal fatto che siamo noi occidentali ad essere strani, con i nostri nasoni e gli zigomi sporgenti). E i cartoni con i movimenti a scatti? Anche quelli creati da lui, quando si doveva risparmiare sui disegni per rispettare i bassi budget televisivi e creare nuove strategie per creare l’emozione.

La vita di Tezuka è leggendaria. Chi scrive ha avuto l’onore di conoscerlo nel 1985, quando i cartoni giapponesi avevano invaso le televisioni italiane ma le notizie accurate sui loro autori erano rarissime. Anche per questo lui mi regalò un libro (in giapponese) che riepilogava i suoi 40 anni di attività. Una mole di lavoro impressionante che alla fine della sua vita (appena sessantenne, quattro anni dopo) avrebbe contato 700 storie per l’incredibile numero di 170 mila pagine. E tutto questo senza contare le serie tv, i lungometraggi e i corti che vincevano i premi maggiori nei festival d’autore che allora mal sopportavano la serialità.

Di lui si diceva che dormisse tre, quattro ore a notte. Ma quasi sempre lo faceva sul tavolo da disegno: si appisolava e poi ricominciava prima di ricadere per un altro sogno. Un giorno sono riuscito a intervistare un suo editor (addetto soprattutto al controllo delle consegne). Mi disse che stare accanto a lui era una follia: Tezuka sapeva escogitare piani diabolici per sfuggire ad ogni controllo e scappare anche solo per andare a rivedere al cinema quindici minuti di un film Disney di cui capire i segreti (Bambi, ad esempio).

Il tempo era per lui vitale per creare ma anche per capire il mondo e l’arte. Per lui la conoscenza non aveva limiti così come il suo pubblico che poteva essere di qualsiasi età. Anche guardando i titoli della collana di Repubblica ci si accorge come la sua produzione affronti temi diversissimi. I primi due albi della collana presentano Kimba, il re della giungla, serie nata come manga nel 1950 e diventata anime per la prima volta quindici anni dopo. Kimba è un leone che vuole creare la pace tra le diverse specie animali (e sì, certo, ci sono analogie con il re leone disneyano, ma anche Tezuka ha colto tanti riferimenti da Disney).

Il dio del manga è stato un fervente antimilitarista e animalista e il suo motto costante è stato “Amate tutte le creature! Amate tutto ciò che ha vita!”. Tale pensiero viene fuori chiarissimo anche nella seconda uscita della collana: quattro albi che contengono integralmente La storia dei tre Adolf, romanzo a fumetti pubblicato in Giappone nel 1983 e ambientato alla fine degli anni Trenta. Qui si racconta dell’amicizia tra Adolf Kaufmann, figlio di Wolfgang membro del consolato tedesco e Adolf Kamil, figlio di panettieri ebrei tedeschi. Adolf Kamil, ascoltando di nascosto il padre, viene al corrente dell’esistenza di alcuni documenti che provano le origini ebraiche di Adolf Hitler. Da qui parte una drammatica avventura che si dipana negli anni del nazismo, quelli che vedono alleati tedeschi, italiani e giapponesi.

Con l’ottavo albo ecco Astroboy, creato da Tezuka nel 1952: una sorta di rivisitazione di Pinocchio ambientata nel futuro. Il figlio del dottor Tenma, direttore del ministero della scienza, muore in un incidente. Sconvolto anche dai propri sensi di colpa di padre, lo scienziato costruisce un robot a lui somigliante. Astroboy (il cui mondo è stato ripreso da Spielberg con il film A.I. – Intelligenza Artificiale) è diventato un simbolo del Giappone. La collana dedicata a Tezuka continuerà ancora con La fenice, La principessa Zaffiro (forse il personaggio più noto in Italia) e altri capolavori di colui che è stato un protagonista assoluto del mondo disegnato.

La collana con Repubblica

Il manga di Osamu Tezuka è la nuova collana che sarà in edicola da sabato 28 dicembre con Repubblica in collaborazione con J pop editore. Una serie di 24 uscite con cadenza quindicinale. Ogni volume avrà un prezzo di 9,90 euro. La collana raccoglie per la prima volta in edicola il meglio della sterminata produzione di un’artista unanimemente riconosciuto come “il dio del manga” o “padre del manga”. Da Astro Boy a Kimba alla Principessa Zaffiro e Black Jack

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