Tra poche ore saluteremo il 2024 e, come sempre, faremo i nostri bilanci. C’è chi lo ricorderà con piacere, chi non vede l’ora di cancellarlo nella speranza di un 2025 migliore, in ogni caso nessuno rinuncerà al veglione di San Silvestro che, appunto, è il nome dell’ultima notte dell’anno. Ma perché porta il nome di questo Santo?
Si chiama così in onore di papa Silvestro I, eletto il 31 gennaio del 314 e morto il 31 dicembre del 335 a Roma. Si sa davvero pochissimo di lui: fu infatti un pontefice tanto riservato da non lasciare testimonianze, in un periodo di passaggio dalla Roma pagana alla Roma Cristiana. Ciò che si conosce è la data di morte, il 31 dicembre 335: alla sua dipartita lasciò il pontificato, che per lui era durato 21 anni, e fu sepolto alle Catacombe di Priscilla.
Per alcuni st…
Tra poche ore saluteremo il 2024 e, come sempre, faremo i nostri bilanci. C’è chi lo ricorderà con piacere, chi non vede l’ora di cancellarlo nella speranza di un 2025 migliore, in ogni caso nessuno rinuncerà al veglione di San Silvestro che, appunto, è il nome dell’ultima notte dell’anno. Ma perché porta il nome di questo Santo?
Si chiama così in onore di papa Silvestro I, eletto il 31 gennaio del 314 e morto il 31 dicembre del 335 a Roma. Si sa davvero pochissimo di lui: fu infatti un pontefice tanto riservato da non lasciare testimonianze, in un periodo di passaggio dalla Roma pagana alla Roma Cristiana. Ciò che si conosce è la data di morte, il 31 dicembre 335: alla sua dipartita lasciò il pontificato, che per lui era durato 21 anni, e fu sepolto alle Catacombe di Priscilla.
Per alcuni storici, la ragione del fatto che San Silvestro sia stata una figura secondaria rispetto a quella di altri papi sta nel fatto che fu vescovo di Roma durante l’impero di Costantino, l’imperatore che aderì al Cristianesimo e permise il suo diffondersi su sempre più ampia scala, prendendo spesso decisioni al posto del papa.
Secondo una leggenda, diffusa nel Medioevo, Costantino, malato di lebbra, chiamò papa Silvestro I che si trovava nascosto dentro una grotta per via delle persecuzioni. Il patto fu un dono speciale in cambio della guarigione: Costantino guarì e in eredità lasciò a Silvestro I l'impero romano. Questa leggenda venne inventata nell'VII secolo circa con tanto di documento falso spacciato per autografo di Costantino che valse come "prova" per giustificare il possedimento dei terreni da parte della Chiesa.
Secondo un’altra leggenda, sul Palatino viveva un drago antropofago: Silvestro gli legò la gola con un filo di lana, rinunciando queste parole: “In nome di nostro Signore Gesù Cristo, che è stato crocifisso e che verrà a giudicare i vivi e i morti, ti proibisco di continuare a mordere”. Tanto che il dragò morì.
In ogni caso, la notte tra il 31 dicembre e l’1 gennaio corrispondeva anticamente con la festa pagana in onore di Giano, il dio bifronte degli inizi: lui con i suoi due volti può guardare il futuro e il passato e cos’è il Capodanno se non fare un bilancio di ciò che è stato ed esprimere buoni propositi? E dunque, in attesa che questi buoni propositi possano – finalmente – diventare realtà, tanti auguri a tutti e felice 2025!