È stato un protagonista e soprattutto un pioniere di una editoria indipendente che ha contribuito allo svecchiamento intellettuale e alla diffusione popolare di testi e autori sconosciuti, dimenticati, ai margini della cultura ufficiale. È morto a Rimini l’editore Mario Guaraldi, fondatore dell’omonima casa editrice. Tra i suoi libri più grandi anche La mia Rimini di Federico Fellini.
Aveva 83 anni e, proprio il 21 dicembre scorso, aveva ricevuto dal Comune di Rimini il Sigismondo d’Oro per per aver valorizzato, in oltre 50 anni di attività, «autori e tematiche alternative che sono state di enorme stimolo per la crescita culturale del Paese». «Un’intelligenza vivida, acuta, mai accomodante, insofferente alle convenzioni, ruvido e diretto nelle espressioni», lo ha ricordato il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad.
Nato a Rimini nel settembre del 1941 da una famiglia originaria di Finale Emilia, Guaraldi comincia a fare l’editore giovanissimo, a diciotto anni, con un libricino di racconti, Non più leggenda, dedicato alla Resistenza, e da allora non ha più smesso.
Nel 1968 dirige a Milano il Giornale della Libreria e nel 1969 è all’ufficio stampa della Sansoni di Firenze. Nel 1971 fonda a Bologna la prima casa editrice Guaraldi e dopo poco tempo si trasferisce a Firenze, dove si circonda di giovani ricercatori, tra i quali Valentino Baldacci, Giovanni Bechelloni e Mario Caciagli.
Tra le tante pubblicazioni di quegli anni, ricordiamo: i Cani sciolti di Renzo Paris, Tecniche dell'inganno di Giuseppe Bonura e Compagno padrone di Laura Grasso, Banditi a Orgosolo di Franco Cagnetta, con una introduzione di Alberto Moravia, Radio e televisione di Furio Colombo, Linguaggio, scuola, società di Tullio De Mauro e Sergio Moravia.
Nel 1974 Mario Guaraldi organizza a Rimini un convegno intitolato “Per una editoria democratica” al quale partecipa anche il futuro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
La Guaraldi, con la collana La sfinge, porta in Italia i testi di Sándor Ferenczi, di Ernest Jones e di molti altri freudiani della prima e della seconda generazione. Sempre Guaraldi è il primo a pubblicare in Italia Pierre Bourdieu oltre a importanti testi di sociologia, antropologia culturale e pedagogia, con la collana Le frontiere dell’educazione.
Nel 1979 la casa editrice però è costretta a passare di mano, venduta a una cifra irrisoria, e nei primi anni Ottanta, in una sorta di esilio editoriale, Mario Guaraldi si trasferisce a Genova dove dirige il marketing dell’azienda Mira Lanza. Fonda poi Art Planning, casa editrice di spettacoli, e produce con la moglie Maria Perchiazzi - con la quale dal 1978 condivide vita privata e professionale e cinque figli - grandi spettacoli di balletto contemporaneo.
Polemista per natura, nella sua vita Guaraldi è stato anche giornalista, impresario teatrale, organizzatore di festival e contadino nella sua campagna. E nel 1991 ha dato vita a Rimini a una nuova casa editrice, che porta sempre il suo nome. Nel 1996 imbocca l’avventura del web, immettendo il proprio catalogo in rete e sperimentando le prime tecniche di Print on demand sviluppate e approfondite poi negli anni successivi.
Nel luglio 2000 arriva però un’altra cessione: questa volta è la maggioranza della casa editrice a passare al gruppo Logos di Modena in vista di una entrata in borsa che poi non avverrà. Nello stesso periodo la Guaraldi cessa quasi completamente l’attività di stampa cartacea puntando a incrementare invece la biblioteca digitale on-line del gruppo in 113 lingue. Nel giugno 2002 una cordata di imprenditori riminesi riacquista la maggioranza e riporta la casa editrice a Rimini. Inizia così la stagione dei grandi libri, da La mia Rimini di Federico Fellini a il De Re Militari di Roberto Valturio.
Insegnante oltre che editore, nel 2003 Guaraldi contribuisce a far nascere il primo Master in editoria e insegna Editoria libraria al corso di laurea in Giornalismo nelle università di Urbino e di Parma.