Da giovane lavoravo in un teatro di Londra come usciere del palcoscenico. Avevo il compito di aprire il teatro e accendere le luci. In quell’attimo il teatro era mio. Tutti i rumori del West End, gli schiamazzi di quelli che uscivano dai pub, le chiacchiere della gente, mi arrivavano distorti. C’era qualcosa di magico e inquietante, che ho portato con me”. Seduto nel salotto fiorito di un albergh…