Gli editori geniali che tentano di salvare il libro
di Sara ScarafiaChissà cosa penserebbe Bram Stoker se sapesse che a portare in Italia in tempi record il suo inedito Gibbet Hill, Dracula prima di Dracula, è stata una minuscola casa editrice abruzzese che lo ha pubblicato trasformandolo in una incredibile edizione mignon che sta sul palmo di una mano. Il professore Enrico De Luna, appassionato di letteratura che lo ha tradotto in tre giorni e tre notti, sarebbe il perfetto protagonista di un romanzo del tardo Ottocento. E come spiegare il miracolo della milanese Libreria Pienogiorno che ha piazzato due titoli nelle classifiche dei libri più venduti dell’anno insidiando i giganti dell’editoria?
Piccole, ma geniali. Nel 2024 del crollo di lettori e di vendite — ieri l’Aie (Associazione italiana editori) ha…
Chissà cosa penserebbe Bram Stoker se sapesse che a portare in Italia in tempi record il suo inedito Gibbet Hill, Dracula prima di Dracula, è stata una minuscola casa editrice abruzzese che lo ha pubblicato trasformandolo in una incredibile edizione mignon che sta sul palmo di una mano. Il professore Enrico De Luna, appassionato di letteratura che lo ha tradotto in tre giorni e tre notti, sarebbe il perfetto protagonista di un romanzo del tardo Ottocento. E come spiegare il miracolo della milanese Libreria Pienogiorno che ha piazzato due titoli nelle classifiche dei libri più venduti dell’anno insidiando i giganti dell’editoria?
Piccole, ma geniali. Nel 2024 del crollo di lettori e di vendite — ieri l’Aie (Associazione italiana editori) ha anticipato alcuni dati del report che presenterà il 31 gennaio annunciando che sono state vendute 2,4 milioni di copie in meno rispetto al 2023 — c’è chi investendo sulla qualità ha segnato la differenza. Case editrici “minori” (solo nei fatturati) ma straordinarie che hanno fatto tesoro del patrimonio di nuove lettrici e nuovi lettori lasciati in eredità dalla stagione del Covid.
Pochi dipendenti, pochi titoli, ma tutti curatissimi e molto targettizzati; la ricerca maniacale nei cataloghi, vecchi e nuovi, e sul mercato straniero; obiettivi piccoli — almeno mille copie — ma progetti grandi. Caravaggio, Libreria Pienogiorno, ma anche la neonata Mercurio che già ha portato in libreria una scrittrice finalista al Pulitzer, Cliquot che nel 2024 ha riscoperto la madre del fantasy, la “signora degli anelli” Hope Mirrlees, e le tante altre realtà mignon che sfornano però cataloghi “deluxe”, da Prehistorica ad Aboca, a Carbonio.
I piccoli e medi editori secondo Aie coprono il 46,7 per cento del mercato. Ma Caravaggio, di Vasto, in Abruzzo, è talmente piccola che rischia quasi di sfuggire alle catalogazioni. Nata nel 2007, ma poi rilanciata nel 2018, è la casa editrice di Michela Pollutri, laureata in Lettere che ha investito tutti i suoi risparmi in un sogno. Il colpo dell’anno, nel 2024, Caravaggio lo ha piazzato con Stoker: una settimana dopo l’annuncio del ritrovamento del racconto inedito Gibbet Hill, pubblicato su una rivista del 1890 — sette anni prima di Dracula — e scoperto per caso da un farmacista inglese a ottobre scorso, lo ha stampato e messo in vendita. «Essere piccoli a volte ha i suoi vantaggi, accorcia i tempi», dice Pollutri che di Stoker ha anche pubblicato — incredibile — un romanzo rosa, Lady Athlyne.
A curare la collana dei classici è Enrico De Luca, professore a contratto di Filologia italiana all’università della Calabria e traduttore dall’inglese. «Quando abbiamo letto dell’inedito di Stoker, l’ho cercato e l’ho trovato in rete. Si tratta di un testo breve e mi sono subito messo sotto con la traduzione». Le edizioni Caravaggio, curatissime filologicamente, hanno anche un packaging prezioso. Ci sono i “Bon Bon”, per esempio, tra i quali Stoker, libricini che stanno su un palmo venduti dentro a una scatola che contiene gadget e cioccolatini. «Certo si fa fatica, riusciamo a esserci solo al Salone di Torino, ma con qualche titolo, tipo Gibbet Hill, abbiamo venduto un migliaio di copie».
Libreria Pienogiorno ha chiuso l’anno con un record: il suo Il canto dei cuori ribelli della scrittrice indiana-americana Thrity Umrigar si è piazzato al settimo posto nella classifica dei libri più venduti dell’anno. L’editore Carlo Musso, che è stato direttore editoriale non fiction di Piemme e Sperling & Kupfer, ha creato il nuovo marchio in pieno Covid, nel 2020: 73 titoli in tutto e una media di vendite di 20 mila copie con picchi di 60 mila. Mica male. «Ho pensato che un altro mondo era possibile — racconta Musso — ho creduto nell’idea che pochi titoli all’anno, ma scelti bene, potessero fare la differenza. Ero stanco dei piagnistei dell’editoria su se stessa e per questo ho scelto un nome, Libreria Pienogiorno, che dà l’idea della luce». La ricetta vincente di Musso conta su due ingredienti ben miscelati: un’attenzione alla narrativa popolare e la scelta di titoli che possono diventare longseller, restando sul mercato per molto tempo. La storia di Umrigar, che racconta le vicende di Smita costretta a tornare in quell’India che aveva lasciato a quattordici anni, va in questa direzione. Ma nella classifica dei più venduti dell’anno Pienogiorno, alla voce saggistica, ha piazzato anche Donne che pensano troppo di Susan Nolen-Hoeksema, un testo cult scritto da una psicologa per aiutare le donne a liberarsi dalle trappole della mente.
A chi si rivolgono le piccole case editrici indipendenti? Mercurio, per esempio, che ha aperto a Roma sei mesi fa, ha le idee chiarissime: «Lettrici forti tra i 25 e i 40 anni — dice Antonio Sunseri, uno degli editori — Se le vendite record dell’era Covid sono ormai un ricordo, la pandemia ci ha però lasciato tantissime nuove lettrici e alcuni nuovi lettori. Noi ci rivolgiamo a chi legge più di dieci libri l’anno, e magari esplora il mercato in lingua originale, proponendo libri letterari attenti al contemporaneo».
Tra i primi nove titoli, c’è il romanzo The book of love dell’americana Kelly Link, autrice di racconti tra realismo magico, fantasy e horror, finalista al Premio Pulitzer 2016. E, nel 2025, arriverà la settologia bestseller di Matt Danniman.
Se sei mini, il target è tutto. Prehistorica per esempio si dedica solo alla letteratura francese, ossessione del suo fondatore Gianmaria Finardi, che ha fondato la casa editrice a Valeggio sul Mincio nel 2019. «Ho trasformato la mia passione per la lingua nel mio lavoro», dice Finardi che ha portato in Italia la premio Goncourt Lydie Salvayre e Éric Chevillard e punta a traduzioni prestigiose che restituiscano il meglio della letteratura d’Oltralpe.
Mentre la romana Cliquot da dieci anni, quest’anno l’anniversario è tondo, lavora su riscoperte o testi mai tradotti tentando di riscrivere, e sicuramente aggiornare, il canone letterario del tardo Ottocento e soprattutto del Novecento. Il colpo grosso nel 2024 è stata la pubblicazione dell’inglese Hope Mirless, amica di Virginia Woolf e Gertrude Stein, che con il suo Lud nella nebbia, un fantasy con mappe e toponomastica fiabesca inedito in Italia, anticipa Tolkien di quasi trent’anni. Tra le loro riscoperte anche l’autore misterioso Carlo H De’ Medici.
Le edizioni Cliquot sono curatissime: «I libri devono essere oggetti belli e per questo abbiamo scelto di non stampare in digitale», dice uno degli editori, Federico Cenci. La sostenibilità economica è, ancora, difficile. «Impossibile lasciare il lavoro di traduttore e vivere solo di questo, ma continuiamo a crederci».
Anche Carbonio, nata nel 2016 a Milano, punta sulle riscoperte e sulle nuove traduzioni. Tra i libri spartiacque che sarebbero rimasti inediti in Italia, c’è per esempio Riti notturni di Colin Wilson. E ancora Aboca, che ha trasformato la farmaceutica in editoria, e che nel 2024 ha pubblicato nientedimeno che la pronipote di Charles Darwin, Sarah, botanica e studiosa del cambiamento climatico, che sulle orme del trisnonno ha scritto un albo sull’evoluzione. Piccole, geniali. E belle.