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Viaggio ad Hammamet sulle tracce del fantasma di Craxi

Craxi seduto con Francesco Cossiga nella sua casa di Hammamet 

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Oggi nella città tunisina le commemorazioni del leader del Psi a 25 anni dalla morte Tajani e La Russa in veste ufficiale
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HAMMAMET (Tunisia) - Quel piccolo cimitero cristiano, schiacciato tra le mura della Medina e il mare, dove riposa Bettino Craxi, forse quest’anno non basterà per accogliere chi gli vorrà rendere omaggio, a 25 anni dalla morte. Oggi si tiene lì la consueta commemorazione, con un rito cattolico, al quale ogni volta partecipano i figli Bobo e Stefania, più uno sparuto gruppo di persone e rappresentanti politici in genere di basso profilo, perlopiù di Forza Italia, il partito di Stefania. Quest’anno, invece, dinanzi alla tomba ricoperta di garofani rossi (la scritta recita: «La mia libertà equivale alla mia vita»), sono previsti due personaggi istituzionali, Ignazio La Russa, presidente del Senato e seconda carica della Repubblica, e Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio. Insomma, per la prima volta sarà presente lo Stato italiano rappresentato anche dall’ambasciatore Alessandro Prunas.

HAMMAMET (Tunisia) - Quel piccolo cimitero cristiano, schiacciato tra le mura della Medina e il mare, dove riposa Bettino Craxi, forse quest’anno non basterà per accogliere chi gli vorrà rendere omaggio, a 25 anni dalla morte. Oggi si tiene lì la consueta commemorazione, con un rito cattolico, al quale ogni volta partecipano i figli Bobo e Stefania, più uno sparuto gruppo di persone e rappresentanti politici in genere di basso profilo, perlopiù di Forza Italia, il partito di Stefania. Quest’anno, invece, dinanzi alla tomba ricoperta di garofani rossi (la scritta recita: «La mia libertà equivale alla mia vita»), sono previsti due personaggi istituzionali, Ignazio La Russa, presidente del Senato e seconda carica della Repubblica, e Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio. Insomma, per la prima volta sarà presente lo Stato italiano rappresentato anche dall’ambasciatore Alessandro Prunas.

Mai era successo dal 2000 a oggi: chiamiamola svolta oppure riabilitazione, ma da parte di un governo di centrodestra di chi, invece, fu leader della sinistra, almeno nella sua forma socialdemocratica. Tajani si era già raccolto sulla tomba (l’ultima volta due anni fa), ma in forma privata, mai durante la commemorazione ufficiale. Ieri è stato esplicito: «Sarò ad Hammamet per portare il saluto del governo e rendere omaggio a un italiano che è stato protagonista della nostra vita politica, ingiustamente criminalizzato». Ha definito Craxi (che alla sua morte aveva ricevuto due condanne a dieci anni totali di reclusione) come «morto in esilio, avendo dato molto al nostro Paese, anche con grande coraggio». La Russa - nonostante la provenienza dal Msi, che appoggiò Mani pulite e fece la guerra a Craxi fino alla fine - negli ultimi anni a più riprese ha espresso ammirazione per il personaggio. Nel 2022 lo definì «il primo sovranista d’Italia», riferendosi all’episodio di Sigonella (e dell’allora braccio di ferro del leader socialista con gli Usa). Almeno duecento altre persone, in arrivo dall’Italia, saranno presenti, secondo la Fondazione Craxi, di cui è presidente Stefania, senatrice di Forza Italia (Bobo si era presentato alle ultime legislative con il centrosinistra, ma non ce l’ha fatta).

La tomba di Bettino Craxi ad Hammamet 

In genere alla cerimonia partecipano poco gli abitanti di Hammamet, che, però, non hanno mai dimenticato Craxi e lo hanno accompagnato in quegli ultimi sei anni di vita, quando la villa delle vacanze divenne la sua casa (e anche una prigione). «Riempirono il vuoto di solitudine che si creò intorno a mio padre», sottolinea Stefania. A poche centinaia di metri dal cimitero, davanti al mare, c’è il Café Sidi Bouhdid, che era frequentato ogni giorno da Craxi. Nacer Lagha, il proprietario, racconta: «Bettino veniva già prima del tramonto, lì sulla terrazza. Poi, ritornava dopo la cena, perfino fuori stagione, quando ormai eravamo chiusi. S’illudeva di vedere l’Italia». Che, però, da lì non si può vedere.

Al Sidi Bouhdid, Nacer ricorda Craxi sempre con un gruppo di amici, tra cui Hamida Guembri. Professore di educazione fisica, fu per Bettino una sorta di aiutante dal 1994, quando si trasferì qui definitivamente. «Giocavo a calcio nella squadra di Hammamet e lui veniva a vedermi allo stadio – dice -. A me e agli altri ragazzi faceva un sacco di domande sulla nostra vita. Dopo la finzione della politica, con noi voleva un rapporto normale».

Craxi usciva per ore e incontrava i ragazzini di Hammamet come Bechir. Aveva una malformazione ai piedi: lo teneva accanto a sé, anche quando riceveva personaggi importanti. Adottò anche Chaker, che vendeva gelsomini. Aiutava le loro famiglie. Parlava anche con i turisti italiani. «La nostra casa divenne un porto di mare – ricorda Bobo - Papà invitava tutti. Una volta conobbe un prete bresciano e la sua corale. E li portò a cantare in giardino». Morì il 19 gennaio 2000, tra le braccia di Stefania. Il giorno del funerale «il carro funebre attraversò la città – racconta Nacer – e gli abitanti di Hammamet uscirono tutti di casa a salutarlo». Dalla sua tomba si scorge il mare. Ma all’orizzonte l’Italia non si vede, non c’è niente da fare

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