Il presidente Mattarella alla Treccani, cento anni contro le fake news
di Ilaria ZaffinoRoma
Un volume aperto sulla parola che fotografa, meglio di qualunque altra, il nostro tempo: cambiamento climatico. Parte da qui la mostra Palazzo Treccani inaugurata ieri dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la visita all’Istituto della Enciclopedia italiana, a Palazzo Mattei di Paganica, che ha dato il via alle celebrazioni per i 100 anni della Treccani. Una mostra che è un viaggio immersivo e interattivo nella storia della «casa della cultura italiana», «punto di riferimento, osservatorio costante sulla lingua italiana» come il direttore Massimo Bray ha definito l’Enciclopedia Treccani durante la cerimonia alla quale hanno preso parte anche il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e l’ex premier Giuliano Amato.
Roma
Un volume aperto sulla parola che fotografa, meglio di qualunque altra, il nostro tempo: cambiamento climatico. Parte da qui la mostra Palazzo Treccani inaugurata ieri dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la visita all’Istituto della Enciclopedia italiana, a Palazzo Mattei di Paganica, che ha dato il via alle celebrazioni per i 100 anni della Treccani. Una mostra che è un viaggio immersivo e interattivo nella storia della «casa della cultura italiana», «punto di riferimento, osservatorio costante sulla lingua italiana» come il direttore Massimo Bray ha definito l’Enciclopedia Treccani durante la cerimonia alla quale hanno preso parte anche il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e l’ex premier Giuliano Amato.
La mostra, allestita fino al 30 aprile in questa prima tappa romana — sarà poi itinerante — in spazi i cui nomi si ispirano agli ambienti tipici dei palazzi rinascimentali, come lo studiolo e la galleria, vuole raccontare non solo il passato dell’istituto, ma anche il suo presente e il suo divenire. E non poteva non aprirsi con l’ultima appendice dell’Enciclopedia italiana di scienze, lettere e arti, l’undicesima, tre volumi realizzati per il centenario per fornire chiavi di lettura della contemporaneità. In particolare nello studiolo, spazio dedicato idealmente al raccoglimento, alla lettura ma anche alla raccolta delle cose belle e rare, sono esposte opere di artisti contemporanei: dal maestro della “cancellatura” Emilio Isgrò a Ettore Spalletti, da Michelangelo Pistoletto a Francesco Vezzoli. E poi volumi di pregio, come Lo cunto de li cunti illustrato tra gli altri da Mimmo Paladino, o facsimile di codici miniati. Al centro, un grande display fa viaggiare nel tempo e nello spazio con 30mila immagini organizzate secondo le tre categorie: naturalia, artificialia e mirabilia. In una sorta di grande libreria fuori scala, nell’adiacente galleria ripercorriamo la storia dell’Istituto attraverso personaggi e opere che hanno segnato questi 100 anni.
Ecco allora Enrico Fermi con la voce “atomo” o Rita Levi Montalcini sotto la cui presidenza la Treccani si dotò del primo sito internet, nel 1995. Nata dal sodalizio tra Giovanni Treccani degli Alfieri, imprenditore tessile, mecenate ed editore, e il filosofo Giovanni Gentile il 18 febbraio 1825, l’Enciclopedia ha riunito intorno a sé i più grandi intellettuali del Paese. E mai come oggi, dinanzi al dilagare delle fake news, «in un momento in cui ogni giorno discutiamo della certezza o meno di una notizia, Treccani indica ancora la centralità del valore dei contenuti», ha ricordato Bray, «ed è su questo che dobbiamo scommettere». «I libri sono fatti per dare un orizzonte più largo» gli fa eco il presidente di Treccani Carlo Ossola. Per questo non è tramontato il ruolo dell’enciclopedia. Anzi. «In una situazione di caos per la sovrapposizione continua di dati che si annullano uno con l’altro, l’enciclopedia serve a ordinare, a fare in modo che il sapere diventi carne viva di ogni cittadino».