Roma Un silenzio irreale. Varcato il primo massiccio cancello, il carcere di Rebibbia, Roma nord-est, è piantato in un’immobilità metafisica. Come se una qualche divinità avesse fermato il tempo. Primo controllo documenti, tre cancelli da oltrepassare e una statua di Padre Pio benedicente. Oggi nel teatro della casa circondariale del carcere, che ospita 1600 detenuti, è un giorno speciale, ver…