MILANO - "Come sto? Vai giù a dare un'occhiata allo studio del Bocca". Una rampa di scale, in una bella casa dal tetto di vetro, e al posto delle geometriche scaffalature con i libri del Bocca - lei lo chiama così, il Bocca - ci si imbatte in un mucchio di scatoloni con la scritta spessa del pennarello: inglesi, francesi, storia partigiana, saggi. "Sono per Nicoletta, la figlia che vive a Doglian…