Londra. «Ogni tanto, mentre rileggo ciò che scrivo, piango». Perché?«Perché tutti i personaggi sono miei amici. Voglio bene a ciascuno di loro. Spesso mi fanno ridere ma quando mi raccontano del loro dolore, delle perdite, delle amicizie svanite, piango con loro. Non accadeva mai quando scrivevo per la tv. È la verità. Un romanzo è meglio di andare in terapia». Perché Dio sa che non dovremmo mai …