Lo Strega più pazzo del mondo ha preso il volo con una dozzina inaspettata che creerà qualche mal di pancia. Ci sono naturalmente i favoriti al rush finale verso il podio: Andrea Bajani con L’anniversario (Fetrinelli), Nadia Terranova con Quello che so di te (Guanda) e Paolo Nori con Chiudo la porta e urlo (Mondadori).
Il comitato direttivo incaricato di selezionare i dodici scremando tra le 81 proposte si è preso una bella responsabilità: ha inaspettatamente tagliato fuori un libro notevole come I giorni di vetro di Nicoletta Verna, una storia ambientata nell’Italia fascista con al centro una donna coraggiosa che non si dimentica. Sarà dunque un anno senza Einaudi, che salta un giro dopo la vittoria dello scorso anno di Donatella Di Pietrantonio. C’è poi la delusione Adelphi: non ce l’ha fatta Paradiso di Michele Masneri. Esclusa anche Antonella Cilento con La babilonese (Bompiani), così come Aqua e terra di Dario Franceschini (La nave di Teseo).
Lo Strega più pazzo del mondo ha preso il volo con una dozzina inaspettata che creerà qualche mal di pancia. Ci sono naturalmente i favoriti al rush finale verso il podio: Andrea Bajani con L’anniversario (Fetrinelli), Nadia Terranova con Quello che so di te (Guanda) e Paolo Nori con Chiudo la porta e urlo (Mondadori).
Il comitato direttivo incaricato di selezionare i dodici scremando tra le 81 proposte si è preso una bella responsabilità: ha inaspettatamente tagliato fuori un libro notevole come I giorni di vetro di Nicoletta Verna, una storia ambientata nell’Italia fascista con al centro una donna coraggiosa che non si dimentica. Sarà dunque un anno senza Einaudi, che salta un giro dopo la vittoria dello scorso anno di Donatella Di Pietrantonio. C’è poi la delusione Adelphi: non ce l’ha fatta Paradiso di Michele Masneri. Esclusa anche Antonella Cilento con La babilonese (Bompiani), così come Aqua e terra di Dario Franceschini (La nave di Teseo).
Paolo Repetti, alla direzione generale di Einaudi Stile libero, non se lo aspettava. Come valuta questa scelta? La domanda a caldo nella sala austera e sfarzosa del Tempio di Adriano, la sede della Camera di Commercio. Repetti non si tira indietro: «L’esclusione di Nicoletta Verna dalla dozzina del Premio Strega sorprende e dispiace. È una scelta difficile da comprendere per chi riconosce in lei una delle voci più solide e originali della narrativa italiana contemporanea. Chi ha preso questa decisione – legittimamente, secondo le regole del premio – ha adottato un criterio che non condivido, ma che rispetto. Per fortuna, la letteratura ha un tempo e un pubblico che vanno oltre qualsiasi giuria».
Che giornata inaspettata. Lo Strega edizione 79 fa vacillare ogni certezza e inaugura una di quelle partite che manderebbero in tilt gli scommettitori. Molti dei grandi nomi continueranno la gara: Elisabetta Rasy con Perduto è questo mare (Rizzoli); Wanda Marasco con Di spalle a questo mondo (Neri Pozza); Giorgio van Straten, La ribelle. Vita straordinaria di Nada Parri (Laterza). Il resto della lista però è materia incandescente. Fosse solo questo. Le major editoriali stavolta non spadroneggiano e lo spazio lo prendono indipendenti e outsider. Piccoli editori come Ventanas, fondata nel 2023 da Laura Putti, e TerraRossa nata per «seminare parole fuori dai tracciati consueti». E poi nomi nuovi, al di là del mainstream. Profili curiosi di scrittori che vengono da altre vite: come Saba Anglana, cantante e attrice (La signora Meraviglia, Sellerio); Elvio Carrieri, classe 2004, chitarrista e co-autore nel gruppo rock barese “i Winston” (Poveri a noi, Ventanas); Michele Ruol, romanziere esordiente, di professione medico anestesista (Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia, TerraRossa).
Meritano di essere citati tutti i finalisti. Gli altri nomi sono: Valerio Aiolli, Portofino blues (Voland); Deborah Gambetta, Incompletezza. Una storia di Kurt Gödel (Ponte alle Grazie); Renato Martinoni, Ricordi di suoni e di luci. Storia di un poeta e della sua follia (Manni).
A questo punto, se lo Strega fosse quello dell’ancien regime, verrebbe da dire che il podio si giocherà tra Bajani, Terranova e Paolo Nori. Feltrinelli, che non vince dal 2005, l’anno di Maurizio Maggiani, Guanda che è rimasta alla vittoria di Helena Janeczek nel 2018 e Mondadori che non vede il podio dal 2012 con Alessandro Piperno. Ma se il vento scombinatore di questa primavera dovesse contagiare anche i 400 Amici della Domenica, la giuria storica incaricata di votare i finalisti, forse potremmo aspettarci qualche sorpresa, se non sul podio almeno nella cinquina che si terrà il 4 giugno al Teatro romano di Benevento.
Melania Mazzucco, presidente del comitato direttivo che ha selezionato la dozzina, ha analizzato il tono dell’annata letteraria stregata parlando di una pluralità di generi e temi che ruotano intono al leit motiv della follia: «Sbriciolamento dell’Io, depressione, crollo psichico. Nel 2025 la salute mentale è un’emergenza sociale, ma anche letteraria». Si può aggiungere che sono attraversamenti del sé attraverso la memoria familiare, genitori oppressivi di cui liberarsi (Bajani), una bisnonna ricoverata in manicomio (Terranova); padri di cui ricostruire la memoria (Rasy); la follia geniale di Dino Campana (Martinoni); incontri meravigliosamente imperfetti (Marasco); delitti che hanno segnato la cronaca, come quello della contessa Francesca Vacca Augusta (Aiolli), saghe familiari complesse che affondano le radici nell’Africa Orientale (Saba Anglana); elaborazione del lutto (Ruol); storie partigiane (Van Straten) e così via.
La finale si terrà giovedì 3 luglio come di consueto nel giardino del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Il premio sarà assegnato dal voto di 700 aventi diritto, così distribuiti: 400 Amici della domenica, 245 votanti dall’estero selezionati da 35 Istituti italiani di cultura nel mondo, 25 voti collettivi espressi da scuole, università e circoli di lettura delle biblioteche di Roma, 30 voti di lettori forti scelti nel mondo delle professioni e dell’imprenditoria.
I 12 finalisti
1. Valerio Aiolli, Portofino blues (Voland), proposto da Laura Bosio
2. Saba Anglana, La signora meraviglia (Sellerio), proposto da Igiaba Scego
3. Andrea Bajani, L’anniversario (Feltrinelli), proposto da Emanuele Trevi
4. Elvio Carrieri, Poveri a noi (Ventanas), proposto da Valerio Berruti
5. Deborah Gambetta, Incompletezza. Una storia di Kurt Gödel (Ponte alle Grazie), proposto da Claudia Durastanti
6. Wanda Marasco, Di spalle a questo mondo (Neri Pozza), proposto da Giulia Ciarapica
7. Renato Martinoni, Ricordi di suoni e di luci. Storia di un poeta e della sua follia (Manni), proposto da Pietro Gibellini
8. Paolo Nori, Chiudo la porta e urlo (Mondadori), proposto da Giuseppe Antonelli
9. Elisabetta Rasy, Perduto è questo mare (Rizzoli), proposto da Giorgio Ficara
10. Michele Ruol, Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia (TerraRossa), proposto da Walter Veltroni
11. Nadia Terranova, Quello che so di te (Guanda), proposto da Salvatore Silvano Nigro
12. Giorgio van Straten, La ribelle. Vita straordinaria di Nada Parri (Laterza), proposto da Edoardo Nesi