✕

La lunga rivoluzione delle donne italiane

Ascolta l'audio

Con “Le appassionate” Simonetta Fiori e Maria Novella De Luca hanno riunito dieci storie al femminile: generazioni e percorsi differenti ma una lotta comune. Per il diritto di contare davvero
3 minuti di lettura

Le appassionate. Storie di donne che hanno cambiato il futuro (Feltrinelli) è un libro necessario. Firmato da Simonetta Fiori e Maria Novella De Luca, giornaliste di lungo corso di Repubblica, raccoglie dieci ritratti di donne straordinarie che, con determinazione e passione, hanno inciso sulla storia del nostro Paese. Il libro nasce da una serie di interviste, ma va oltre il formato giornalistico. Fiori e De Luca ci accompagnano in un viaggio che intreccia biografie personali, lotte collettive e trasformazioni storiche, mettendo in luce l’impatto che queste donne hanno avuto – e continuano ad avere – sulla società, sulla condizione femminile, sulle istituzioni.

Le protagoniste sono diverse per età, formazione, percorsi: partigiane, giornaliste, sindacaliste, magistrate, artiste, docenti universitarie, chirurghe, psichiatre, attiviste. Eppure, tutte hanno condiviso o condividono un sogno comune: costruire un mondo più giusto, in cui l’uguaglianza prevalga sulla discriminazione, la sol…

Le appassionate. Storie di donne che hanno cambiato il futuro (Feltrinelli) è un libro necessario. Firmato da Simonetta Fiori e Maria Novella De Luca, giornaliste di lungo corso di Repubblica, raccoglie dieci ritratti di donne straordinarie che, con determinazione e passione, hanno inciso sulla storia del nostro Paese. Il libro nasce da una serie di interviste, ma va oltre il formato giornalistico. Fiori e De Luca ci accompagnano in un viaggio che intreccia biografie personali, lotte collettive e trasformazioni storiche, mettendo in luce l’impatto che queste donne hanno avuto – e continuano ad avere – sulla società, sulla condizione femminile, sulle istituzioni.

Le protagoniste sono diverse per età, formazione, percorsi: partigiane, giornaliste, sindacaliste, magistrate, artiste, docenti universitarie, chirurghe, psichiatre, attiviste. Eppure, tutte hanno condiviso o condividono un sogno comune: costruire un mondo più giusto, in cui l’uguaglianza prevalga sulla discriminazione, la solidarietà sul culto del potere, la compassione sull’indifferenza. Lo hanno fatto quando la storia le ha confrontate con la dittatura e la guerra o quando l’Italia era dilaniata dal terrorismo estremista di destra e di sinistra; lo hanno fatto più recentemente, quando si è trattato di cambiare le istituzioni o le leggi; continuano a farlo oggi attraverso la scrittura, l’insegnamento, il disegno, il lavoro in ospedale o nei tribunali. Sono donne che si sono ribellate al patriarcato e all’oppressione, che si battono per la parità e la giustizia. Sono donne che appartengono a universi differenti, ma tutte preoccupate dalla regressione dei diritti cui si sta assistendo negli ultimi tempi. È d’altronde questo uno degli scopi del libro: raccontare affinché resti una traccia di ciò che tante donne, spesso dimenticate dai libri di storia, hanno compiuto; raccontare affinché le più giovani possano avere modelli di riferimento e possano sentirsi meno sole nei momenti difficili.

«L’unica rivoluzione, in un paese senza rivoluzioni, è stata quella delle donne» scrivono le autrici. «Abbiamo avuto la possibilità di raccontarla e analizzarla, nel corso dei decenni, da un osservatorio particolare che è quello di un quotidiano. A un certo punto abbiamo cominciato a interrogarci: ma non staremo tornando indietro? Nello smottamento complessivo dei pilastri democratici, in Italia e nel mondo, non c’è il rischio di perdere pezzi fondamentali delle conquiste delle nostre madri? E, per chi verrà dopo di noi, resterà traccia delle formidabili imprese di chi ci ha preceduto? Se la battaglia per i diritti non finisce, nemmeno la memoria deve finire».

Le dieci protagoniste del libro hanno tutte «riscritto il futuro», ciascuna a modo suo. Quando nacquero la partigiana Teresa Vergalli e la casalinga femminista Nunni Miolli – vittima, il 9 gennaio 1979 a Roma, di un feroce attentato neofascista nella sede di Radio Città Futura – in Italia c’erano ancora il fascismo e la dittatura. Era invece il 1991 quando venne alla luce Fumettibrutti, pseudonimo con cui la fumettista e attivista trans Josephine Yole Signorelli firma i propri libri. Ma non è la distanza temporale a contare: ciò che importa è la passione, la forza, la resilienza; il coraggio e la sensibilità che hanno spinto tutte le intervistate a battersi per un mondo migliore, in nome della libertà e della dignità umana. Anche quando la loro storia è poco conosciuta o ignorata, trascurata o archiviata in poche righe. La “partigiana combattente” Teresa Vergalli, una delle poche cui lo Stato italiano ha riconosciuto ufficialmente questo titolo, lo dice chiaramente: «Bisognerebbe riscriverla questa benedetta storia«. Una storia che continua a ricordare le gesta degli uomini, dimenticando invece le battaglie portate avanti dalle donne: le violenze subite e denunciate, la fatica e il dolore di chi ha avuto il coraggio di rompere i legami con un marito abusante e lasciare le proprie figlie in America, come ha fatto la giornalista Sandra Bonsanti. Dopo aver lavorato per La Stampa e La Repubblica su temi ancora poco frequentati dalle donne come la criminalità organizzata, le loggie massoniche, la P2 di Licio Gelli, Bonsanti divenne direttrice del Tirreno – in un’epoca in cui, nonostante le competenze, le intuizioni, la cultura, il cosmopolitismo e il poliglottismo, le donne che firmavano un editoriale sulla prima pagina di un giornale erano l’eccezione.

E poi c’erano le tradizioni e i condizionamenti familiari, come racconta la psichiatra Giovanna Del Giudice, che decise di iscriversi a medicina e specializzarsi in psichiatria nonostante l’opposizione della madre. Lasciò il Salento e si trasferì a Trieste proprio quando Franco Basaglia divenne primario. Fu insieme a lui che combatté per la chiusura dei manicomi, per smettere di legare i malati, per iniziare con loro un autentico rapporto di cura; per restituire voce a chi le parole sembrava averle perse per sempre, senza più delegare alla chimica il compito di neutralizzare la paura e la rabbia. Tutte le donne raccontate da Simonetta Fiori e Maria Novella De Luca sono straordinariamente coraggiose e complesse, a tratti fragili, ma sempre coerenti con i propri ideali. Dieci modelli da scoprire per le più giovani. Dieci storie da ricordare per chi, forse, ha dimenticato qualche pezzo della rivoluzione portata avanti dalle donne del nostro paese. Dieci ritratti indimenticabili di chi, della femminilità e delle difficoltà, ha fatto un punto di forza per cambiare il futuro.

Il libro – Le appassionate di Simonetta Fiori e Maria Novella De Luca (Feltrinelli, pagg. 240, euro 19). Le autrici lo presentano venerdì 16 maggio al Salone del Libro di Torino (ore 19.30), il 30 maggio a Gorizia al Festival È Storia, il 10 giugno a Roma alla libreria Spazio Sette, il 18 giugno a Salerno Letteratura Festival, il 27 giugno a Fano al Festival Passaggi

Leggi i commenti