✕

Ecco la cinquina del Premio Campiello

I finalisti sono: Marasco, Stassi, Pareschi, Belpoliti, Prunetti. Il 13 settembre la proclamazione del vincitore
1 minuti di lettura

Il Premio Campiello scalda i motori e annuncia la cinquina dei finalisti. Ecco i nomi:

Wanda Marasco, Di spalle a questo mondo (Neri Pozza, candidato anche al Premio Strega)

Fabio Stassi, Bebelplatz (Sellerio)

Monica Pareschi, Inverness (Polidoro)

Marco Belpoliti, Nord Nord (Einaudi)

Alberto Prunetti, Troncamacchioni (Feltrinelli)

L’annuncio dei cinque finalisti è stato dato dall’università di Padova, dallo storico Palazzo del Bo. Il giro di votazioni, come da tradizione Campiello, è stato in chiaro. Marasco, Stassi e Pareschi sono entrati in cinquina subito dopo il primo giro dei voti. Testa a testa all’ultimo voto tra Prunetti e Mazzucco per conquistare il quinto posto.

Vincitore del Campiello Opera Prima è Antonio Galetta con il libro Pietà “per la qualità della scrittura e l’originalità della costruzione”. Ambientato in un minuscolo paese dell’Italia meridionale, il romanzo ha vinto anche grazie a una lingua originale e una “interessante ricerca stilistica”.

Partendo da 80 libr…

Il Premio Campiello scalda i motori e annuncia la cinquina dei finalisti. Ecco i nomi:

Wanda Marasco, Di spalle a questo mondo (Neri Pozza, candidato anche al Premio Strega)

Fabio Stassi, Bebelplatz (Sellerio)

Monica Pareschi, Inverness (Polidoro)

Marco Belpoliti, Nord Nord (Einaudi)

Alberto Prunetti, Troncamacchioni (Feltrinelli)

L’annuncio dei cinque finalisti è stato dato dall’università di Padova, dallo storico Palazzo del Bo. Il giro di votazioni, come da tradizione Campiello, è stato in chiaro. Marasco, Stassi e Pareschi sono entrati in cinquina subito dopo il primo giro dei voti. Testa a testa all’ultimo voto tra Prunetti e Mazzucco per conquistare il quinto posto.

Vincitore del Campiello Opera Prima è Antonio Galetta con il libro Pietà “per la qualità della scrittura e l’originalità della costruzione”. Ambientato in un minuscolo paese dell’Italia meridionale, il romanzo ha vinto anche grazie a una lingua originale e una “interessante ricerca stilistica”.

Partendo da 80 libri candidati, la giuria degli 11 letterati, presieduta da Giorgio Zanchini, ha votato i cinque libri finalisti che poi verranno sottoposti al giudizio di una giuria popolare di 300 lettori. Il vincitore del Campiello, edizione n.63, verrà annunciato durante la finale il 13 settembre presso il Teatro La Fenice di Venezia.

Zanchini: “Sono un giornalista e ho vissuto questa esperienza accanto a dei letterati con grande curiosità. Ho visto come qualità e impegno hanno guidato le riunioni per discutere dei libri. La letteratura come il giornalismo serve a mettere in forma il caos del mondo, a costruire un discorso che ci tenga insieme come comunità. Un libro è anche una testimonianza del tempo che viviamo, un pezzo importante delle nostre democrazie”.

Le analisi dei giurati sono state anche taglienti. Il professore giurato Federico Bertoni ha parlato di una certa uniformità nella produzione editoriale contemporanea che tende a inseguire il “lettore comune di bocca buona”, salvando però quei “veri scrittori e scrittrici che si muovono in controtendenza, che vanno contro i cliché e cercano una voce capace di spiazzarci”. La sfida, ha detto il professore, è oggi tenere insieme pubblico e privato e non rifugiarsi solo nell’autofiction. Tra i filoni che vanno per la maggiore quello della biografia esemplare, che racconta grandi vite. Con una speranza: “Anche se ciclicamente annunciamo la fine del romanzo, questa storia secondo me non è finita”.

Il Premio Campiello è stato istituito nel 1962 su iniziativa degli industriali del Veneto per avvicinare il mondo dell’impresa a quello della letteratura. Lo scorso anno il Campiello era andato a Federica Manzon con Alma (Feltrinelli). Nel 2023 a Benedetta Tobagi per La resistenza delle donne (Einaudi)

Leggi i commenti