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Strega Giovani: Bajani è il vincitore scelto dalle scuole

Andrea Bajani 

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La Cinquina si terrà il 4 giugno a Benevento. Il 3 luglio a Roma sapremo chi conquisterà il podio
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CARDITO (Napoli) – Non è la prima volta che le storie familiari conquistano le scuole. Andrea Bajani ha vinto a mani basse il Premio Strega Giovani con un romanzo che racconta i genitori, la madre soprattutto, in modo duro, complesso, disarmante. L’anniversario (Feltrinelli) con 97 preferenze su un totale di 595 espresse, è stato il più votato da una giuria di ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni provenienti da oltre 100 scuole secondarie di secondo grado distribuite in Italia e all’estero.

Bajani trionfa con un libro coraggioso in cui racconta una madre succube di un marito patriarca, una donna “invisibile”, “predisposta all’inesistenza”. Sul palco l’autore: “Forse però il romanzo è un modo per provare a raccontare un modo diverso di essere famiglia”. La dichiarazione a caldo: “Vincere lo Strega Giovani mi da in qualche modo la possibilità di riconnettermi a quello che ero quando ho cominciato a scrivere da ragazzo, quando pensavo che scrivere mi permetteva di poter raccontare la …

CARDITO (Napoli) – Non è la prima volta che le storie familiari conquistano le scuole. Andrea Bajani ha vinto a mani basse il Premio Strega Giovani con un romanzo che racconta i genitori, la madre soprattutto, in modo duro, complesso, disarmante. L’anniversario (Feltrinelli) con 97 preferenze su un totale di 595 espresse, è stato il più votato da una giuria di ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni provenienti da oltre 100 scuole secondarie di secondo grado distribuite in Italia e all’estero.

Bajani trionfa con un libro coraggioso in cui racconta una madre succube di un marito patriarca, una donna “invisibile”, “predisposta all’inesistenza”. Sul palco l’autore: “Forse però il romanzo è un modo per provare a raccontare un modo diverso di essere famiglia”. La dichiarazione a caldo: “Vincere lo Strega Giovani mi da in qualche modo la possibilità di riconnettermi a quello che ero quando ho cominciato a scrivere da ragazzo, quando pensavo che scrivere mi permetteva di poter raccontare la mia versione delle cose, la mia versione del mondo... Ancora adesso a 49 anni come scrittore e come lettore penso che questa sia la più grossa libertà”.

L’annuncio è stato dato durante un evento condotto da Loredana Lipperini al Teatro Comunale di Cardito, costruzione nuova di zecca, interland napoletano, non lontano da Caivano e Afragola, paese purtroppo noto in questi giorni per il femminicidio della quattordicenne Marina Carbonaro: in suo nome è stata aperta la giornata. Sul palco il sindaco Giuseppe Cirillo: “Viviamo in un territorio particolare, purtroppo conosciuto all’esterno per fatti di cronaca. Da posti come questo teatro dovrà partire la rinascita e la speranza di questo territorio. E’ un modo per dire che i giovani sono il nostro futuro”.

La platea è piena di giovani. Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci che organizza lo Strega, si unisce all’appello: “Intorno a strutture come questo teatro si può far crescere la partecipazione culturale”. L’incontro è stato anche l’occasione per raccontare la prima edizione del progetto della Fondazione Bellonci Storie di Periferia. Riportare le periferie al centro della storia che durante l’anno ha coinvolto in laboratori di lettura e scrittura ragazze e ragazzi di Tor Bella Monaca (Roma) e Caivano (Napoli). Tra gli scrittori che lo hanno animato Massimiliano Virgilio e Elena Stancanelli.

Al secondo e terzo posto si sono classificati Nadia Terranova, autrice di Quello che so di te (Guanda), con 62 voti, e Valerio Aiolli, autore di Portofino blues (Voland), con 56 voti. I tre libri ricevono un voto valido per la designazione dei finalisti al Premio Strega.

Tra le usanze virtuose dello Strega Giovani c’è quella di premiare la migliore recensione scritta dagli studenti. Alessandra Ruotolo, allieva della scuola Liceo Don Gnocchi di Maddaloni, in provincia di Caserta, ha vinto con una lettura di Poveri a noi di Elvio Carrieri (Ventanas), classe 2004, chitarrista e co-autore nel gruppo rock barese “i Winston”. Eccone uno stralcio: “Carrieri eccelle in questo: nel dare carne, nervi e voce a una geografia emotiva che rispecchia quella urbana. Poveri a noi è una riflessione sul potere della parola…”.

Che cosa significa il premio dato a Bajani in vista della Cinquina che si giocherà domani mercoledì 4 giugno al teatro romano di Benevento? Sicuramente è il segno che il vento soffia a favore dello scrittore, ma questo era nelle previsioni. Volendo divertirsi con un toto Cinquina a poche ore dall’evento si può scommettere che insieme a Bajani ci saranno Terranova (Guanda) e Nori (Mondadori) e Elisabetta Rasy con Perduto è questo mare (Rizzoli). Einaudi quest’anno salta il giro dopo l’inattesa esclusione di Nicoletta Verna. Se Wanda Marasco con Di spalle a questo mondo (Neri Pozza) entra nei cinque, come è probabile, potrebbe essere ripescato un sesto finalista come vuole il regolamento: quando i cinque sono grandi editori si fa rientrare il primo degli esclusi. I nomi più probabili sembrano essere Michele Ruol, romanziere esordiente, di professione medico anestesista, apprezzatissimo con il suo Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia (TerraRossa, “quello che provo a fare – dice Ruol – è ricostruire l’inventario di una famiglia dopo il lutto, attraverso gli oggetti”) e Valerio Aiolli con Portofino blues (Voland), al centro un delitto che ha segnato la cronaca, quello della contessa Francesca Vacca Augusta (“un fatto di cronaca che ci dice molto sul nostro Paese”, secondo l’autore). Altro nome che circola Carrieri, che presenta sul palco “una storia di fallimenti: della letteratura, delle istituzioni, nella città”. Merita una segnalazione anche la vicenda della partigiana Nada Parri, La ribelle di Giorgio van Straten (Laterza), che ai ragazzi dice: “è un esempio di come, perfino in mezzo alla guerra, si possono coltivare aspettative e speranze”.

Qualche nota veloce sui libri tra i quali si intravedono legami e sottili connessioni. Anche Terranova come Bajani accoglie nel suo viscerale Quello che so di te i fantasmi familiari, raccontando della bisnonna Venera rinchiusa per qualche giorno in un manicomio di Messina: “Ho voluto anche riflettere sulla scrittura e sul linguaggio psichiatrico, a partire dalla parola isteria”, racconta la scrittrice. Cadute, follia, inciampi, sono costanti di queste edizione n.79. E c’è il desiderio di ricostruire la memoria di suo padre in Perduto è questo mare di Rasy, che pare stia conquistando sempre più consensi. Rasy condensa così il suo lavoro: “Il libro nasce dal dolore di una ragazzina che viene separata dal padre dopo un disastro familiare. Un dolore così grande che lei finge di non provarlo, cade nell’oblio. Fino a intraprendere un viaggio alla ricerca del padre perduto”. Nori invece in Chiudo la porta e urlo segue una sua strada originale, attraversando l'avventura poetica di Raffaello Baldini: “La cosa che mi piace in Baldini è che scrive delle cose di una potenza incredibile dette nel dialetto di Sant’Arcangelo di Romagna”. Così come Marasco in Di spalle a questo mondo mette in scena un dramma coniugale imperfetto in bilico tra follia e cura: storia di un medico e di un’ossessione, quella di sconfiggere la paura della morte. Marasco così parla al pubblico delle scuole: “La letteratura forse è ricerca di verità di senso anche quando passa per percorsi folli”.

Il voto di per la Cinquina del 4 giugno prevede tre preferenze per ciascuno dei 700 aventi diritto, così distribuiti: 400 Amici della domenica, 245 votanti dall’estero selezionati da 35 Istituti italiani di cultura nel mondo, 25 voti collettivi espressi da scuole, università e circoli di lettura delle Biblioteche di Roma, 30 voti di lettori forti scelti nel mondo delle professioni e dell’imprenditoria. La finale si terrà giovedì 3 luglio come di consueto nel giardino del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

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