Premio Strega, cinquina senza sorprese: domina Bajani
dalla nostra inviata Raffaella De SantisBENEVENTO – Era già tutto previsto, o quasi. Andrea Bajani primeggia senza gara sul podio della Cinquina, primo tra i cinque finalisti del premio Strega con 280 voti. L’anniversario (Feltrinelli), romanzo che racconta una famiglia complicata, oggi si direbbe disfunzionale, con padre-patriarca, madre sua ombra, figlio insofferente, riesce a conquistare i giurati senza apparente fatica. Al secondo posto Nadia Terranova con Quello che so di te (Guanda) si aggiudica 226 voti. Nessun duello al momento dunque, almeno a questo giro: i punti che li separano sono 54, tanti. Ma la finale del 3 luglio sarà a preferenza secca, potrebbero cambiare gli equilibri nonostante il vento sia a favore di Bajani, senza dubbio super favorito. Ottima prestazione di Elisabetta Rasy con Perduto è questo mare (Rizzoli): i suoi 205 voti confermano che il libro è andato via via conquistando il favore dei giurati.
BENEVENTO – Era già tutto previsto, o quasi. Andrea Bajani primeggia senza gara sul podio della Cinquina, primo tra i cinque finalisti del premio Strega con 280 voti. L’anniversario (Feltrinelli), romanzo che racconta una famiglia complicata, oggi si direbbe disfunzionale, con padre-patriarca, madre sua ombra, figlio insofferente, riesce a conquistare i giurati senza apparente fatica. Al secondo posto Nadia Terranova con Quello che so di te (Guanda) si aggiudica 226 voti. Nessun duello al momento dunque, almeno a questo giro: i punti che li separano sono 54, tanti. Ma la finale del 3 luglio sarà a preferenza secca, potrebbero cambiare gli equilibri nonostante il vento sia a favore di Bajani, senza dubbio super favorito. Ottima prestazione di Elisabetta Rasy con Perduto è questo mare (Rizzoli): i suoi 205 voti confermano che il libro è andato via via conquistando il favore dei giurati.
La forbice tra Terranova e Rasy non è così ampia, la sfida è aperta. Una sorpresa c’è, piccola ma significativa: l’ex aequo al quarto e quinto posto con 180 preferenze tra Paolo Nori (Chiudo la porta e urlo, Mondadori) e Michele Ruol (Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia, TerraRossa) e l’esclusione di Wanda Marasco, fuori dalla semifinale con soli 114 voti, un risultato al di sotto delle aspettative. La scrittrice comprensibilmente delusa commenta: «Il titolo del mio libro fotografa la situazione: sono “di spalle a questo mondo” (citazione del titolo del suo libro ndr), non aggiungo altro». Si consolerà Marasco con il Campiello visto che è tra i finalisti. Per l’autrice, edita da Neri Pozza, si chiude una porta ma inizia un’altra avventura.
Primo tra gli esclusi Giorgio van Straten con La ribelle. Vita straordinaria di Nada Parri (Laterza, 159 voti), romanzo dedicato alla storia di una grande partigiana. Bajani ha fatto strike vincendo tra gli Amici della Domenica, tra i votanti degli istituti di cultura stranieri e tra i lettori dei voti collettivi. L’annuncio ieri al teatro romano di Benevento, in una serata pop tra letteratura e astri condotta da Stefano Coletta. Nonostante tutto non sono mancati i riferimenti all’attualità. Clemente Mastella, sindaco di Benevento, ha aperto l’evento con «un pensiero affettuoso ai bambini di Gaza, umiliati nella loro dignità». Aggiungendo: «Questo non significa essere antisionisti ma non convergere sull’idea dell’attuale capo di governo su Israele». Anche Bajani ha fatto un riferimento alle guerre in corso: «È una festa di civiltà in un momento come questo di violenza dilagante nel mondo, in cui siamo distrutti da guerre planetarie, da odi dentro e fuori dalle famiglie, da odio generalizzato, da una incapacità di gestire il mondo che sta dimenticando tutti». A proclamare la Cinquina è stata Donatella Di Pietrantonio vincitrice della scorsa edizione. Ospite d’onore Simon & The Stars, visto che il gioco quest’anno ha previsto un “totostrega” sui social abbinando i libri ai segni zodiacali. I puristi storceranno il naso, ma meglio giocare con le stelle che le sciabolate tra i contendenti. Bajani vive in Texas, dove insegna all’università scrittura creativa, e ora si trova protagonista di un premio italianissimo: «Mi piace che lo Strega sia così popolare, che arrivi alla gente. Negli Stati Uniti il National Book Award e il Pulitzer rimangono confinati alle élite dei campus universitari». Racconta di aver scritto la prima versione del romanzo in venti giorni, per poi farne altre 22 stesure nel corso di quattro anni: «Ma ci tengo a dire che non è un’autobiografia ma una storia collettiva, la storia di tutti. I traumi personali li lascio all’analista».
Il filo rosso dell’annata, senza ombra di dubbio, è nel romanzo familiare turbolento, lacerato, conflittuale: Bajani che cerca un altro modello possibile fuori dal nucleo tradizionale e dalla violenza data come normalità. Terranova che indaga sulla follia di una bisnonna e cammina sul bordo della normalità usando la scrittura come fosse una seduta spiritica. Rasy che fa i conti con la figura di un padre caduto nell’oblio e grazie a Raffaele La Capria ne riattiva la memoria. Ruol che affronta il lutto attraverso le tracce che lascia sugli oggetti. L’unico che segue ostinatamente un’altra strada è Nori che si specchia nell’avventura poetica di Raffaello Baldini. Per il resto, voti a parte, è stato fin qui uno Strega canterino, grazie a presenze come Saba Anglana, cantante-scrittrice, e Elvio Carrieri, ventenne, il più giovane, chitarrista nel gruppo rock barese “i Winston”. Atmosfera da gita, si racconta di grandi cantate sul van tra una tappa e l’altra. Colonne sonore del tour: Murolo, Bob Dylan e Prince. Che poi sotto gli stornelli si contino i voti e si cerchi di soffiarli agli altri fa parte del gioco. La partita è animata, la fame da podio viene da lontano: Feltrinelli non vince dal 2005, l’anno di Maurizio Maggiani con Il viaggiatore notturno, Guanda dal 2018 con Helena Janeczek e La ragazza con la Leica, Rizzoli dal 2016 con La scuola cattolica di Edoardo Albinati e Mondadori addirittura dal 2012 con Inseparabili di Alessandro Piperno.
Una nota a parte va scritta su Michele Ruol e il suo Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia (TerraRossa): libro originale, 99 capitoli scritti nel corso di quattro anni dall’autore medico anestesista trentottenne appassionato di letteratura. Che le edizioni TerraRossa siano tra i finalisti ha dell’incredibile: sede tra Alberobello e Bari, un team ridotto all’osso di due redattori e un illustratore, e per il resto il lavoro indefesso del publisher quarantunenne Giovanni Turi, che le ha create nel 2018. Ora si apre la corsa verso la finale che si giocherà il 3 luglio al Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma. Il voto finale sarà unico mentre per la Cinquina erano previste tre preferenze. Come sempre a votare, gli storici 400 Amici della Domenica, 245 votanti di 35 istituti italiani di cultura, 25 voti collettivi. Chi potrà aspirare al podio? Rasy recupererà altro terreno? Terranova crede nelle stelle ma in questi giorni giura di non aver letto l’oroscopo. Ma per Simon & The Stars il cielo non mente: «La luna in bilancia e il sole in gemelli facilitano la comunicazione e le idee. Favoriti di questa annata i segni di terra e fuoco». Bajani è leone, Terranova capricorno, Rasy vergine. Tutto torna.