Cultura

Adolescenze inquiete nel lato oscuro del web

Adolescenze inquiete nel lato oscuro del web
L’autore americano B. R. Yeager ci mostra le pieghe più nascoste del disagio giovanile
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«Non avremmo mai dovuto essere qui. Al posto di piatte distese di terra scolpita, alla deriva. I luoghi in cui ci siamo consegnati a cose che non avremmo altrimenti mai potuto immaginare. Una piana invisibile, alimentata da erba e vermi e dal rifiuto di lavarsi. Abbiamo preso cose che non ci sarebbero mai appartenute e le abbiamo usate per costruirci un linguaggio. Mondi che appartenessero a noi e a noi soltanto». Forse bisognerebbe partire da qui, dall’incipit di Amygdalatropolis, di B. R. Yeager, per capire quello che sta succedendo a molti adolescenti oggi. Per capire innanzitutto una serie come Adolescence, di cui tanto si è parlato, perché questo romanzo mostra nella maniera più cruda il solco dell’incomunicabilità intergenerazionale.

B. R. Yeager
B. R. Yeager 

Il mondo in cui è ambientato è quello di Internet, a sua volta fatto di altri micromondi, dal dark web a 4chan fino a Reddit, luoghi nascosti dove proliferano nuove subculture. Il mondo adulto non è in grado di decrittare il linguaggio dei propri figli. Forse è sempre accaduto, ma – come nel Videodrome di David Cronenberg – in questi luoghi disincarnati è possibile contrarre virus altamente tossici in grado di alterare la percezione di ragazzi che forse avevano già basse difese immunitarie. Video contenenti livelli insostenibili di brutalità, sessualità ridotta a quello che Pasolini chiamava «consumismo sessuale», creano il meccanismo per cui diventa difficile prendere consapevolezza di cosa significhino la violenza o la morte nella realtà, proprio come accade al protagonista di Adolescence.

In Amygdalatropolis i genitori sono sempre nell’altra stanza: la porta è chiusa, non c’è contatto. Yeager racconta una sorta di kafkiana metamorfosi: se Gregor Samsa si stava lentamente trasformando in un insetto, qui il protagonista, che non ha neanche un nome, sta vivendo un lento ma inesorabile processo di totale deumanizzazione. Tutto avviene nella sua camera, in cui si è ritirato con il computer sempre acceso i cui «circuiti continuavano a cliccare e frusciare dietro lo schermo oscurato, non riusciva a dormire se lo spegneva del tutto».

Non ha nome ma ha un numero: /1404er/, che è lo stesso di tutti i membri di un forum in stile 4chan, dove ogni utente è identificato con il medesimo pseudonimo. Dalla casa ogni tanto filtra una voce: «Tesoro, sei sveglio? Ce la facciamo a passare un po’ di tempo insieme oggi?», chiede la madre, «Sto lavorando. Ho un’agenda molto piena», risponde /1404er/. La metamorfosi avviene in un dialogo sempre più violento, tra i vari /1404er/, che culmina quando uno di loro domanda se i membri hanno mai ucciso qualcuno. Si mescolano momenti reali e terrificanti visioni del protagonista in un alternarsi velocissimo scandito da diversi caratteri tipografici.

Yeager racconta una società sgretolata e piena di rabbia che può esplodere all’improvviso. Non dà risposte ma, come in Adolescence, ci dice una cosa: gli adulti, i genitori, non sono preparati ad affrontare tutto ciò. Loro stessi vivono in una società allucinata, con ritmi insopportabili, che rendono quasi impossibile ogni tipo di socialità. Cominciamo a renderci conto che stiamo per pagare un prezzo molto grande per questo.

IL LIBRO

Amygdalatropolis di B. R. Yeager, Nero, Traduzione Andrea Cassini, pagg. 184, euro 20

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