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Il museo di Washington e l’artista censurata per la Statua della Libertà transgender

Un dettaglio di "Trans Forming Liberty" (2024) di Amy Sherald 

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Amy Sherald ha cancellato la sua mostra allo Smithsonian dopo che la direzione del museo ha deciso di non esporre uno dei suoi quadri, per non rischiare di irritare il presidente Trump. Il dipinto ritrae una performer transgender nella posa della celebre opera
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Attaccato dal presidente Trump nei mesi scorsi per “ideologia impropria” in merito a una mostra su razza e gender, lo Smithsonian di Washington, tra le più importanti istituzioni culturali statunitensi, è ora al centro di un nuovo episodio della più vasta guerra culturale ingaggiata dall’attuale governo americano contro la presunta egemonia woke.

L’artista Amy Sherald, nota per aver realizzato tra gli altri un ritratto dell’ex first lady Michelle Obama nel 2018, ha infatti deciso di cancellare la tappa della sua personale American Sublime prevista alla National Portrait Gallery di Washington, che fa parte dello Smithsonian per via di una sorta di censura preventiva nei confronti di una delle sue opere. La mostra, molto attesa, sarebbe stata la prima di un’artista contemporanea di colore alla Portrait Gallery.

Secondo Sherald, le cui dichiarazioni sono state riportate dal New York Times e dal quotidiano di settore The Art Newpaper, all’interno dell’attuale direzione del museo ci sarebb…

Attaccato dal presidente Trump nei mesi scorsi per “ideologia impropria” in merito a una mostra su razza e gender, lo Smithsonian di Washington, tra le più importanti istituzioni culturali statunitensi, è ora al centro di un nuovo episodio della più vasta guerra culturale ingaggiata dall’attuale governo americano contro la presunta egemonia woke.

L’artista Amy Sherald, nota per aver realizzato tra gli altri un ritratto dell’ex first lady Michelle Obama nel 2018, ha infatti deciso di cancellare la tappa della sua personale American Sublime prevista alla National Portrait Gallery di Washington, che fa parte dello Smithsonian per via di una sorta di censura preventiva nei confronti di una delle sue opere. La mostra, molto attesa, sarebbe stata la prima di un’artista contemporanea di colore alla Portrait Gallery.

Secondo Sherald, le cui dichiarazioni sono state riportate dal New York Times e dal quotidiano di settore The Art Newpaper, all’interno dell’attuale direzione del museo ci sarebbero state perplessità sulla possibilità di esporre, come già previsto, l’opera Trans Forming Liberty (2024). Si tratta di un ritratto di Arewà Basit, una performer transgender, che si ispira alla Statua della Libertà. Per sostituire il quadro nella mostra sarebbe stato suggerito da Lonnie G. Bunch III, segretario dello Smithsonian che gestisce la Portrait Gallery, un video con le riprese delle reazioni del pubblico all’opera. Una soluzione giudicata non fattibile dall’artista, che ha parlato di censura e ha deciso infine di cancellare la tappa della mostra a Washington; l’opera è infatti visibile, fino al 10 agosto, nella personale della pittrice al Whitney Museum di New York.

«Anche se non c’è da rivolgere un’accusa a una persona in particolare» ha dichiarato Sherald, «è chiaro che ha giocato un ruolo la paura dell’istituzione. Una paura alimentata da un clima di ostilità politica nei confronti delle persone trans e delle loro vite».

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