«L’alba del mio diciottesimo anno di vita l’ho passata in carcere, morendo di fame». È il 13 marzo 1944 quando Orlando Orlandi Posti affida il racconto del suo incubo alla cella n. 5 di via Tasso. Nato nel 1926, Lallo (come lo chiamano in casa) è orfano di padre e vive con sua madre Matilde, una donna sola, che di mestiere fa la sarta. Dopo le scuole medie, frequentate nel suo quartiere, Montesac…