Sarà pubblicato il 4 novembre 2025, in contemporanea mondiale, Book of Lives. A memoir of sorts, il nuovo libro di Margaret Atwood, di cui detiene i diritti internazionali Penguin Random House. In Italia uscirà con il titolo Le nostre vite da Ponte alle Grazie.
Per gli appassionati l’appuntamento editoriale è ghiotto. A 56 anni dall’esordio romanzesco con La donna da mangiare, Atwood pare stavolta prenda in mano la sua vita per scrivere un memoir che ha il sapore di un bilancio autobiografico e si presenta come affresco di un’epoca.
Nel memoir, Atwood ripercorre la propria esistenza - dall'infanzia nomade nelle foreste del Quebec alla carriera accademica e letteraria, fino agli anni recenti - attraverso incontri, luoghi, amori e battaglie culturali che hanno segnato la sua scr…
Sarà pubblicato il 4 novembre 2025, in contemporanea mondiale, Book of Lives. A memoir of sorts, il nuovo libro di Margaret Atwood, di cui detiene i diritti internazionali Penguin Random House. In Italia uscirà con il titolo Le nostre vite da Ponte alle Grazie.
Per gli appassionati l’appuntamento editoriale è ghiotto. A 56 anni dall’esordio romanzesco con La donna da mangiare, Atwood pare stavolta prenda in mano la sua vita per scrivere un memoir che ha il sapore di un bilancio autobiografico e si presenta come affresco di un’epoca.
Nel memoir, Atwood ripercorre la propria esistenza - dall'infanzia nomade nelle foreste del Quebec alla carriera accademica e letteraria, fino agli anni recenti - attraverso incontri, luoghi, amori e battaglie culturali che hanno segnato la sua scrittura. È quanto si apprende dal lancio. È ovvio che trattandosi di Atwood e quindi di una vita piena di interessi gli spunti saranno molti: le donne, l’ambiente, la passione per i tarocchi e la magia potrebbero trovare spazio tra queste pagine, visto che la scrittrice non ha mai vissuto la letteratura come torre d’avorio ma semmai come lente per guardare il mondo. Non a caso Atwood è instancabile in Rete e sui social, non disdegnando niente di ciò che muove i tempi nuovi. In passato ha perfino tenuto lezioni su Twitter, con il titolo Practical Utopias, uno slogan che ne rispecchia l’anima sognatrice e al tempo stesso pragmatica. In copertina la scrittrice in rosso sgargiante, guanti fuoco, strizza gli occhietti furbi e sorride. Promette di raccontare non la vita, come sarebbe ovvio per un memoir, ma il “libro delle vite”. Quante? Da scoprire.
Realtà e finzione nell’universo Atwood si intrecciano in continuazione e spesso anticipano i tempi. Basti pensare a distopie come Il racconto dell’ancella o I testamenti, che ne sono il sequel, che hanno segnato l’immaginario collettivo degli ultimi anni (grazie anche alla serie ideata da Bruce Miller, arrivata alla sesta stagione). Immaginare un mondo dove le donne servono solo come uteri per procreare è una fantasia apocalittica nutrita di realtà purtroppo. In un’intervista a Repubblica aveva detto: «I sistemi di governo assolutisti hanno sempre voluto controllare il corpo delle donne, la nostra capacità riproduttiva».
Difficile classificare a che genere appartengano i romanzi di Atwood. la scrittrice ha spiegato più volte che le distopie sono già dentro la società che viviamo, già parte del presente e che la letteratura semmai allarga la scena e la proietta in avanti, fiuta il pericolo. E questo spiega forse anche perché Atwood sia una scrittrice così prolifica: più di 50 opere tra romanzi, saggi, libri per bambini e poesie.
Il confine tra vita e scrittura è il grande tema: "Ogni scrittore è almeno due esseri: quello che vive e quello che scrive", dice l'85enne Margaret Atwood. Il lancio editoriale parla del nuovo libro come di un "romanzo intenso e straordinario": dentro Le nostre vite ci sono gli incontri di una vita, una chiave per leggere il suo universo creativo e la sua visione del mondo. Un ruolo centrale quello dell’amato marito, lo scrittore Graeme Gibson, morto nel 2019, unito a lei in tante battaglie ambientaliste e dal quale ha avuto una figlia, Eleanor Atwood Jess Gibson, oggi 49enne. Entrambi collaboravano con Birdlife International, la più grande organizzazione al mondo per la tutela degli uccelli e dei loro habitat.
Per i curiosi dei retroterra biografici, nel memoir ci saranno notizie sull’infanzia di Margaret che spiegano tante passioni adulte, dalla scienza alla natura. Cresciuta da genitori scienziati - padre entomologo, madre dietologa - Atwood ha trascorso la prima parte della sua vita nelle foreste del Quebec: un'infanzia libera e nomade, a volte solitaria, che ha lasciato il segno.
Da questa infanzia atipica, Atwood dipana la storia della sua vita, collegando i momenti fondamentali ai libri che ha scritto. Occhio di gatto, uscito in inglese nel 1988, contiene molti elementi di quell’infanzia, dei suoi viaggi con il padre entomologo: esperienze che contribuiscono a far maturare dentro lei un’idea non stereotipata della femminilità. La protagonista Elaine, dopo essere stata vittima di bullismo, diventerà un’artista.
Atwood è una delle voci più importanti della narrativa e della poesia canadesi. Laureata a Harvard, ha esordito a diciannove anni. Più volte candidata al Premio Nobel per la Letteratura, ha vinto due volte il Booker Prize: nel 2000 per L'assassino cieco, nel 2019 con I Testamenti.
Tra i suoi titoli più importanti ricordiamo: L'altra Grace, Il racconto dell'Ancella, Il canto di Penelope, I testamenti (vincitore del Booker Prize 2019), La donna da mangiare, Lesioni personali, Vecchi bambini perduti nel bosco, tutti usciti in Italia per Ponte alle Grazie. L'autrice vive a Toronto, in Canada.