✕

Caro Dickens, Oliver Twist era il mio povero antenato

Ascolta l'audio

Lo scrittore inglese Nicholas Blincoe sostiene che il capolavoro fu ispirato dalle memorie di Robert, suo trisavolo
2 minuti di lettura

Tutti pensiamo di conoscere la storia. Da bambino, Charles Dickens fu costretto a lavorare in una fatiscente fabbrica di lucido da scarpe sulle rive del Tamigi, un evento che lo segnò per tutta la vita e ispirò Oliver Twist. Ma questa è solo una parte della vicenda. È inevitabile che Dickens abbia tratto ispirazione per i suoi romanzi, oltre che dalla sua esperienza, dalle persone che lo circondavano e oggi si moltiplicano libri, saggi, articoli che sostengono di aver ritrovato i modelli originali di personaggi divenuti iconici come l’avaro Scrooge o il perfido Fagin.

L’ultimo, in arrivo in lingua inglese il 4 settembre ma già preceduto dal clamore sulla stampa britannica, si chiama Oliver Twist and Me, sottotitolo La vera storia della mia famiglia e del romanzo pi…

Tutti pensiamo di conoscere la storia. Da bambino, Charles Dickens fu costretto a lavorare in una fatiscente fabbrica di lucido da scarpe sulle rive del Tamigi, un evento che lo segnò per tutta la vita e ispirò Oliver Twist. Ma questa è solo una parte della vicenda. È inevitabile che Dickens abbia tratto ispirazione per i suoi romanzi, oltre che dalla sua esperienza, dalle persone che lo circondavano e oggi si moltiplicano libri, saggi, articoli che sostengono di aver ritrovato i modelli originali di personaggi divenuti iconici come l’avaro Scrooge o il perfido Fagin.

L’ultimo, in arrivo in lingua inglese il 4 settembre ma già preceduto dal clamore sulla stampa britannica, si chiama Oliver Twist and Me, sottotitolo La vera storia della mia famiglia e del romanzo più amato di Charles Dickens, e lo firma lo scrittore, critico e sceneggiatore inglese Nicholas Blincoe, già autore di altri sei romanzi (un paio arrivati anche in Italia per Einaudi). L’autore sostiene che Oliver Twist sia stato ispirato proprio dal suo trisavolo. Robert Blincoe infatti era un trovatello nato nel 1792 e cresciuto in una workhouse, un ospizio parrocchiale per poveri, nel quartiere londinese di St Pancras. E fu anche uno dei primi autori delle poche memorie della classe operaia dell’epoca.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Battaglia per salvare la vecchia fabbrica
"Ispirò Dickens per Oliver Twist"]]

In A Memoir of Robert Blincoe, (dettato a un giornalista nel 1822 perché Robert era analfabeta) racconta il lungo elenco di abusi subìti dopo aver lasciato Londra all’età di sette anni per lavorare come apprendista senza retribuzione in un cotonificio nel Nottinghamshire, dove veniva picchiato così spesso da riportare danni permanenti alle orecchie e una grave deformazione alle gambe.

Altri bambini subirono lo stesso trattamento e Blincoe è convinto che questo libro abbia ispirato Dickens alla ricerca di un nuovo soggetto, dopo il successo del Circolo Pickwick, pubblicato a puntate tra il 1836 e il 1837. «Dickens attinse dai primi capitoli di Robert perché fornivano una visione approfondita del lavoro nei ricoveri parrocchiali», sostiene Blincoe in un lungo racconto di suo pugno pubblicato sul Guardian, dove ricostruisce nei dettagli questa sorprendente storia di famiglia, «e leggendo la storia di Robert poté immaginare la vita degli orfani dell’epoca». Non solo. Mettendo a confronto la biografia di Dickens con quella del suo trisavolo, Blincoe ha scoperto che le memorie del suo antenato erano state pubblicate — con cinque edizioni tra il 1828 e il 1833, diventando un caso nazionale per quei tempi — a Fleet Street, in una libreria davanti alla quale il grande scrittore passava ogni giorno.

È una teoria affascinante, sebbene piena di falle. Se si capisce subito perché un personaggio come Robert potesse colpire l’ispirazione di Dickens, non ci sono però prove che lo scrittore abbia letto davvero le sue memorie prima di dare vita eterna al suo Oliver Twist. Non le menziona mai nelle sue lettere e in molti punti la biografia di Blincoe e la finzione letteraria prendono strade diverse. Tra l’altro la stessa teoria — scopriamo — non è nuova: vent’anni fa lo storico John Waller aveva avanzato questa ipotesi in The Real Oliver Twist, ripercorrendo il ruolo di Robert Blincoe, esempio eccezionale di coraggio e rifiuto dell’oppressione, nelle prime battaglie per i diritti dei lavoratori, e gettando nuova luce sull’epoca dickensiana.

Ma il legame familiare aggiunge un tocco in più a tutta la storia. E sentir raccontare dalla viva voce dell’autore come il padre non sapesse nulla della vita di Robert fino a quando non si iscrisse all’università di Manchester negli anni Sessanta e come una domenica di Pasqua, mentre stavano guardando in famiglia uno dei tanti adattamenti televisivi dedicati al capolavoro dickensiano, «si svegliò dal torpore postprandiale e annunciò: Oliver Twist era un Blincoe. È il mio bis-bisnonno», ha indubbiamente tutto un altro sapore.

Leggi i commenti