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Il mito di Troia che nacque in Asia prima di Omero

Immagini degli scavi di Hissarlik, in Turchia,  con i resti del teatro  ©Luisa Ricciarini/Leemage (Photo by leemage / Bridgeman Images via AFP)

 

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L’Iliade e gli eroi greci, omaggiati da Cesare e da Alessandro Magno. Poi l’avventura di Schliemann a Hissarlik e i nuovi scavi archeologici. Ma quel conflitto ci fu o no? Sì, lo dicono anche le fonti degli hittiti
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È giunta di recente la notizia che la missione archeologica turca che opera da anni ad Hissarlik, il luogo dell’antica Troia, sotto la direzione di Rüstem Aslan, ha scoperto i resti ossei di alcuni degli ultimi abitanti di una delle tante città sovrapposte del sito, tra le quali c’è la “Troia dalle belle mura” assediata per un decennio da una poderosa coalizione di principi achei e cantata nell’Iliade omerica. Una datazione preliminare formulata con il metodo del radiocarbonio attribuisce questi resti al periodo attorno al 1200 a.C.

La scoperta è un’occasione per soffermarsi su eventi antichi e moderni, spesso dimenticati, riguardo alla più celebre città dell’antichità, la cui storia al mondo greco era tramandata solo dal mito. Ci aiuta, inoltre, a soffermarci su un quesito di particolare fascino: di ques…

È giunta di recente la notizia che la missione archeologica turca che opera da anni ad Hissarlik, il luogo dell’antica Troia, sotto la direzione di Rüstem Aslan, ha scoperto i resti ossei di alcuni degli ultimi abitanti di una delle tante città sovrapposte del sito, tra le quali c’è la “Troia dalle belle mura” assediata per un decennio da una poderosa coalizione di principi achei e cantata nell’Iliade omerica. Una datazione preliminare formulata con il metodo del radiocarbonio attribuisce questi resti al periodo attorno al 1200 a.C.

La scoperta è un’occasione per soffermarsi su eventi antichi e moderni, spesso dimenticati, riguardo alla più celebre città dell’antichità, la cui storia al mondo greco era tramandata solo dal mito. Ci aiuta, inoltre, a soffermarci su un quesito di particolare fascino: di questa famosissima Troia le fonti antiche anatoliche, contemporanee agli eventi cantati da Omero, cosa ricordano? Il re Priamo, l’eroico Ettore, lo “scapestrato” Paride/Alessandro, la bella Elena sono solo personaggi mitici o di essi v’è traccia nei testi hittiti, più antichi di secoli rispetto a Omero?

Abbiamo detto: eventi antichi. Ecco: si narra che Serse I, il Re dei Re degli Achemenidi di Persia, prima di passare l’Ellesponto per vendicare la sconfitta di Maratona subita dal padre Dario il Grande, andando incontro anch’egli alla disfatta di Salamina del 480 a.C., si fosse soffermato sulle rovine di Troia, di cui pure intendeva vendicare la conquista sui Greci del suo tempo. Il poeta latino Lucano, verso il 60 d.C, nel Bellum Civile sulla guerra tra Cesare e Pompeo, rievoca, in modo immaginifico, la visita «alle rovine dell’arsa Troia» di Cesare «innamorato di ricordi» e ansioso di sacrificare agli dèi là dove erano le tombe dei suoi pretesi antenati della stirpe di Enea. Rivaleggiava così con Alessandro Magno, di cui si tramandava che avesse sacrificato agli dèi sulle rovine di Ilio, data alle fiamme dagli eroi greci così come egli avrebbe poi fatto con Persepoli, una delle capitali dei Persiani.

Troia divenne così il simbolo di uno scontro senza fine tra Europa ed Asia. Alle soglie, infatti, dell’età Moderna, lo storico bizantino Michele Critobulo riferisce che il sultano ottomano Maometto II, sulla strada per Costantinopoli, poi da lui conquistata nel maggio 1453, contemplando i resti dell’antica Troia dicesse che Dio aveva riservato a lui il compito di vendicare quella città e che i discendenti dei Greci che avevano distrutto Ilio avrebbero pagato a lui, dopo tanto tempo, «il debito contratto dalla loro empia intemperanza, sia allora, sia in seguito, nei confronti di noi asiatici».

Immagini degli scavi di Hissarlik ((Photo by LTL/Heritage Images via Getty Images))

 

Abbiamo detto: eventi moderni. Ecco: la storia di Ilio è anche una straordinaria sequenza di scavi archeologici, con un’avvisaglia settecentesca e diverse interruzioni, dal tardo Ottocento ai nostri giorni. Nel 1768, un allievo di Winckelmann sostenne che la collina di Hissarlik bene corrispondeva ai riferimenti topografici presenti nell’Iliade riguardo a Troia. Questa tesi fu rafforzata da un geologo scozzese in una pubblicazione del 1822, l’anno di nascita di Heinrich Schliemann, il ricchissimo magnate tedesco, tanto ostinato e geniale quanto egocentrico e spregiudicato, che legò il suo nome al primo scavo di Hissarlik e al ritrovamento di Troia, dove condusse una serie di campagne tra il 1870 e il 1890, quando morì improvvisamente passeggiando per una via di Napoli. La giovane moglie Sophia, affranta dalla perdita, ebbe l’accortezza di finanziare il solo valido collaboratore del marito, Wilhelm Dörpfeld, per tre nuove campagne di scavo a Troia, che mettessero ordine nelle interpretazioni dei sensazionali ritrovamenti del marito, assai criticate dai più autorevoli archeologi tedeschi del tempo. Questa sistemazione, poi, subì precisazioni consistenti ad opera di una missione americana attiva a Troia per sette intense campagne di scavi, dal 1932 al 1938, sotto la direzione di Carl Blegen.

Dopo cinque decenni la Germania nel 1988 creò il grande Progetto Troia sotto la direzione di Manfred Korfmann dell’Università di Tubinga, scomparso nel 2003 senza esser riuscito a portare a termine il compito affidatogli. Infine, costituito nel 1996 il Parco archeologico di Troia e iscritto nel 1998 nel patrimonio mondiale dell’Unesco, nel 2014 l’Università turca di Çanakkale ha creato una missione stabile a Hissarlik diretta da Rüstem Aslan.

Tuttavia questo formidabile impegno di esplorazione archeologica di Hissarlik/Troia non ha risolto il dilemma: la guerra cantata nell’Iliade è un mito oppure cela qualche verità storica che può essere rintracciata altrove, in altre testimonianze archeologiche e testuali? La risposta, oggi, è che nel poema omerico sono stati rielaborati e ridotti ad unità diversi eventi realmente accaduti, molti secoli prima di Omero, nella Troade. Di questi eventi furono protagonisti, da un lato, la città di Troia o Ilio e, dall’altra, una coalizione di achei. Dagli archivi di Boghazköy, l’antica Hattusa, capitale dell’impero hittita, datati tra il 1600 e il 1180 a.C., risulta, in primo luogo, che nella regione costiera nord occidentale dell’Asia Minore esisteva una potente città di nome Wilusa, identica alla (W)ilios della tradizione greca e dell’Iliade. In secondo luogo, è altrettanto certo che nella regione della classica Mileto, chiamata Milawata dagli Hittiti, a sud della Troade, si erano attestati principi degli Ahhiyawa, il nome con cui gli Hittiti conoscevano gli Achei del mondo miceneo.

In terzo luogo, un re di Wilusa/Ilio conosciuto dagli Hittiti si chiamava Alaksandu, chiaramente identico all’Alessandro, altro nome di Paride, il troiano colpevole del ratto di Elena. Più dubbio, ma possibile, è che l’acheo Attarissiya dei testi hittiti sia il greco Atreo, padre di Agamennone e Menelao. Non impossibile, anche, che il Priamo re della Troia omerica sia una grecizzazione del Pariyamuwa dei testi hittiti. E, da ultimo, addirittura che il principe acheo Kagamuna sia una trascrizione hittita del nome che in greco suonava Agamennone. Che dire, poi, di una complessa storia registrata nei testi hittiti relativa ad una principessa achea data in sposa ad un re della Troade con una dote di ampli territori, che avrebbe determinato l’intervento di un re hittita, che alla testa di un poderoso esercito poté ristabilire la sua sovranità sulla regione? Si tratta di una narrazione che, a parte il ratto di Paride, somiglia certo a quella della greca Elena, divenuta moglie di un principe di Troia, con un’unione che generò una guerra interminabile.

Per concludere, se i testi hittiti non registrano alcun evento come la guerra di Troia omerica, certo però documentano che una città di nome Ilio/Troia, situata in una rilevante posizione strategica presso l’Ellesponto, in tempi non lontani da quelli in cui i dotti ellenistici ponevano gli eventi dell’Iliade (attorno al 1200 a.C.) fu al centro di ripetute contese tra Troiani, Achei e Hittiti. E ci dicono anche che almeno in un caso maggiore, il matrimonio (o il ratto?) di una principessa achea era stato all’origine di una lunga guerra combattuta da due coalizioni imponenti. Insomma, il mito ha un’altra faccia che ci guarda dall’Asia.

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