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“I buoni propositi” di Sabrina Gabriele: “Io in top ten ma non chiamatemi scrittrice”

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Una carriera da manager nell’alta moda, l’autrice bergamasca trapiantata a Parigi è la novità di settembre. Il suo romanzo dolceamaro ambientato in una piccola libreria di Bologna, ha conquistato i lettori: “Abbiamo bisogno di gentilezza”
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La sorpresa di settembre arriva da Parigi. È nella capitale francese che vive Sabrina Gabriele, classe 1978, una carriera da top manager nell'alta moda e un romanzo che appena arrivato in libreria ha subito conquistato il settimo posto nella top ten dei più venduti.

Un romanzo che ha un titolo perfetto per la ripartenza: I buoni propositi, pubblicato da Salani. La storia del libraio Vanni Maestri che in una libreria di via de’ Coltelli a Bologna, raccoglie i desideri e i sogni degli avventori disseminandoli nelle pagine dei volumi, vecchi e nuovi, una storia che incrocia gli anni della guerra e del fascismo, la lotta di classe e si muove su più piani temporali fino ai Mondiali del 1982. Un romanzo gentile che, dice Gabriele, "mi sta aiutando a perdonarmi e a perdonare".

La sorpresa di settembre arriva da Parigi. È nella capitale francese che vive Sabrina Gabriele, classe 1978, una carriera da top manager nell'alta moda e un romanzo che appena arrivato in libreria ha subito conquistato il settimo posto nella top ten dei più venduti.

Un romanzo che ha un titolo perfetto per la ripartenza: I buoni propositi, pubblicato da Salani. La storia del libraio Vanni Maestri che in una libreria di via de’ Coltelli a Bologna, raccoglie i desideri e i sogni degli avventori disseminandoli nelle pagine dei volumi, vecchi e nuovi, una storia che incrocia gli anni della guerra e del fascismo, la lotta di classe e si muove su più piani temporali fino ai Mondiali del 1982. Un romanzo gentile che, dice Gabriele, "mi sta aiutando a perdonarmi e a perdonare".

Ma chi è Sabrina Gabriele per la prima volta nella classifica degli autori più venduti?

Risponde da Montecarlo, prima di spostarsi a Cannes. "Sono nata a Bergamo 47 anni fa. A 21 mi sono trasferita a Londra per imparare l'inglese ma quello che doveva essere un lavoretto è diventata la mia professione". Una carriera di visual merchandising, per grandi case di moda da Louis Vuitton a Bottega Veneta e Moncler; dieci anni a Londra e poi, 16 anni fa, il trasferimento a Parigi. La decisione, dopo il Covid, di aprire una sua azienda a servizio dell'alta moda. "Lavoro ancora dieci ore al giorno ma almeno decido io".

E la scrittura?

"Il mio buon proposito. È sempre stata lì: nella mia cameretta di bambina ci sono tutte le mie prove. Ma non mi sono mai sentita una scrittrice, nemmeno adesso. Del resto quando sei una scrittrice? Quando pubblichi un libro? Due? Tre?".

Lei in effetti ne ha pubblicati tre.

"Il primo nel 2009, per una piccola casa editrice. Avevo prestato il mio pc a un'amica. Stavo per laurearmi, a Londra. Ha visto un file Word e mi ha chiesto che libro stessi scrivendo. Ma in realtà non pensavo che fosse un libro".

Il secondo?

"Il secondo è arrivato molti anni dopo, nel 2023. Mi ha contattata una persona chiedendomi se scrivessi ancora. In realtà non lo facevo più da dieci anni. Gli ho mandato una cosa. Che poi è diventata Quattro giorni o sempre, pubblicato da e/o. E poi, dopo, è arrivato I buoni propositi. La libreria che fa da sfondo esiste davvero, a Bologna, anche se nel romanzo è del tutto diversa. Un giorno volevo visitarla ma era chiusa. Vende libri rari e apre su appuntamento. Allora ho staccato l’ultima pagina bianca di un libro che mi portavo dietro e con la matita per gli occhi ci ho scritto sopra i buoni propositi. Spero lo abbiamo trovato sotto alla porta".

Come ha reagito alla top ten?

"Per fortuna ho 47 anni! Dieci anni fa sarebbe stato tutto diverso. Ora ho imparato a ridimensionare. Lo sto vivendo come un regalo, un grande regalo inaspettato. Sono grata ai lettori e alle lettrici che mi hanno dato questa fiducia. Nella mia personale classifica, al primo posto ci sono loro".

Abbiamo bisogno di buoni propositi?

"Abbiamo bisogno di non smettere di sognare. Abbiamo bisogno di gentilezza, oggi più che mai".

La ragazza che a 21 anni è partita da Bergamo ha portato avanti il suo.

"Direi di sì. Vivo a Parigi, una città che mi emoziona ogni giorno, la più verde d'Europa con una sindaca incredibile che pianta alberi e sfratta le auto per fare posto alle bici. Ho un figlio di 9 anni, Neri, al quale ho dedicato il libro: la sua gioia quando sono finita in classifica mi ha ripagata di tutti i complimenti che da ragazza avrei voluto da mio padre".

Lo ha perdonato?

"Sì. Anche grazie a questo libro: sto perdonando gli altri e anche me stessa che di certo non sono stata perfetta".

Ha letto i colleghi che condividono con lei la top ten?

"Ammetto di no. Sono una fanatica della letteratura americana. Ma conosco Roberta Recchia che ha la mia stessa agente".

Le toccherà andare in giro a presentare il libro.

"Sì, lo farò. Anche se non è facile vivendo in Francia. Ma comincio il 19 settembre dalla mia Bergamo".

Adesso, quali buoni propositi?

"Coltivare un po' di bellezza. E continuare a scrivere".

Il libro

I buoni propositi, di Sabrina Gabriele, Salani, pagg. 256, euro 16,90

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