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“L’ultimo segreto”, ecco il nuovo codice di Dan Brown

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Esce in tutto il mondo il nuovo attesissimo thriller, che vede ancora come protagonista Robert Langdon. Eccone un estratto: a Praga si aggira un Golem vendicativo e innamorato
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Robert Langdon, stimato professore di simbologia, è a Praga per assistere a una conferenza rivoluzionaria di Katherine Solomon, eminente scienziata noetica con cui ha da poco iniziato una relazione. Lei sta per pubblicare un libro esplosivo, che contiene scoperte sorprendenti sulla natura della nostra coscienza e minaccia di sconvolgere secoli di convinzioni consolidate, ma la sua improvvisa scomparsa – assieme al manoscritto – e un brutale omicidio fanno precipitare il viaggio nel caos. Langdon si ritrova preso di mira da una potente organizzazione e seguito a distanza da un inquietante aggressore che sembra uscito dai più antichi miti di Praga. Mentre la trama si espande tra la capitale boema, Londra e New York, Langdon cerca disperatamente Katherine... e delle risposte. In una corsa elettrizzante tra i due mondi contrapposti della scienza futuristica e della tradizione mistica, scoprirà una verità scioccante su un progetto segreto che cambierà per sempre il modo in cui pensiamo all…

Robert Langdon, stimato professore di simbologia, è a Praga per assistere a una conferenza rivoluzionaria di Katherine Solomon, eminente scienziata noetica con cui ha da poco iniziato una relazione. Lei sta per pubblicare un libro esplosivo, che contiene scoperte sorprendenti sulla natura della nostra coscienza e minaccia di sconvolgere secoli di convinzioni consolidate, ma la sua improvvisa scomparsa – assieme al manoscritto – e un brutale omicidio fanno precipitare il viaggio nel caos. Langdon si ritrova preso di mira da una potente organizzazione e seguito a distanza da un inquietante aggressore che sembra uscito dai più antichi miti di Praga. Mentre la trama si espande tra la capitale boema, Londra e New York, Langdon cerca disperatamente Katherine... e delle risposte. In una corsa elettrizzante tra i due mondi contrapposti della scienza futuristica e della tradizione mistica, scoprirà una verità scioccante su un progetto segreto che cambierà per sempre il modo in cui pensiamo alla nostra mente. Ed ecco un estratto da "L’ultimo segreto” di Dan Brown, in libreria dal 9 settembre.

Il Golem arrancava nella neve, trascinando l’orlo del mantello nero nella fanghiglia sudicia che ricopriva Kaprova ulice. Nascosti dalla lunga cappa, gli stivali con la zeppa erano così pesanti che quasi non riusciva a sollevare i piedi. Lo spesso strato di argilla sul volto e sul cranio gli tirava la pelle nell’aria gelida.

Devo andare a casa. L’Etere incombe.

Temendo che potesse sopraffarlo, il Golem infilò una mano in tasca e prese la piccola bacchetta di metallo che portava sempre con sé. La alzò sopra la testa e la premette con forza sulla sommità del cranio, sfregandola in piccoli cerchi sull’argilla secca.

Non ancora, recitò tra sé, chiudendo gli occhi.

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L’Etere si disperse, almeno per il momento. Lui rimise la bacchetta in tasca e proseguì.

Qualche altro isolato, poi potrò cedere all’Oblio.

La piazza della Città Vecchia – che i praghesi chiamano Staromák – era deserta, fatta eccezione per una coppia di turisti che, armati di dolci tipici, osservavano col naso all’insù il famoso orologio medievale. Ogni ora l’antico orologio astronomico proponeva agli astanti la cosiddetta Parata degli apostoli: una processione di santi che, ruotando a scatti spinti da un meccanismo, comparivano e scomparivano affacciandosi sulla piazza attraverso due finestrelle poste al di sopra del quadrante.

Continuano a girare inutilmente fin dal quindicesimo secolo, e attraggono ancora un sacco di pecoroni che vengono a godersi lo spettacolo.

Mentre passava loro accanto, i due gli lanciarono un’occhiata e trasalirono, arretrando di un passo. Era abituato alla reazione degli sconosciuti. Gli rammentava che, anche se non potevano vedere la sua vera essenza, lui aveva pur sempre una forma fisica.

Io sono il Golem. Non appartengo al vostro mondo.

Talvolta si sentiva disancorato, come se potesse volare via, e gli piaceva avvolgere il suo involucro mortale in abiti lunghi e pesanti. Il mantello e gli stivali con la zeppa accentuavano l’effetto della forza di gravità, trattenendolo a terra. La testa ricoperta di argilla e il mantello col cappuccio gli davano l’aria di una creatura bizzarra e spaventosa, persino per Praga, dove la notte non era raro incontrare persone mascherate.

Ma a rendere il Golem davvero singolare erano i tre antichi simboli incisi con una spatola sull’argilla della fronte.

Lette da destra a sinistra, come richiesto dall’ebraico, le tre lettere – aleph, mem, tav – formavano la parola emet, «verità».

La Verità era ciò che lo aveva portato a Praga. E la Verità era ciò che gli aveva rivelato la dottoressa Gessner quella notte: una confessione dettagliata delle atrocità che lei e i suoi complici avevano commesso nelle viscere di Praga. Ma i loro crimini aberranti non erano niente in confronto a quanto in programma per il prossimo futuro.

Distruggerò tutto. Lo ridurrò a un cumulo di macerie.

Immaginò la loro oscura creazione spazzata via, ridotta a una cavità fumante nel terreno. Per quanto arduo sembrasse il compito, lui confidava di poterlo portare a termine: la dottoressa Gessner gli aveva rivelato tutto ciò che gli serviva sapere.

Devo agire in fretta. Non c’è molto tempo.

Mentre il piano andava prendendo forma nella sua mente, il Golem svoltò verso sudest, allontanandosi dalla piazza e imboccando lo stretto vicolo che portava al suo appartamento. Il quartiere della Città Vecchia era un labirinto di stradine note per la vivace vita notturna e i pub caratteristici come il Týnská literární kavárna per gli scrittori e gli intellettuali, l’Anonymous Bar per gli hacker e gli amanti dell’intrigo, l’Hemingway Bar per i più sofisticati e gli intenditori di cocktail. E poi c’era il Sex Machines Museum, che restava aperto fino a tardi e attirava frotte di curiosi anche a notte fonda.

Addentrandosi nel labirinto di viuzze si ritrovò a pensare non alle torture che aveva appena inflitto alla dottoressa Gessner, né alle scioccanti informazioni che le aveva estorto, ma piuttosto a lei.

Pensava sempre a lei.

Io sono il suo protettore. Siamo due particelle correlate, unite per sempre.

Il suo unico scopo su questa terra era proteggerla, eppure lei non sapeva della sua esistenza. Anche così, il tempo passato al suo servizio era un onore. Farsi carico dei fardelli altrui era la più nobile delle vocazioni, ma farlo nell’anonimato, senza alcun riconoscimento… quello era davvero un atto d’amore disinteressato.

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Lei era una persona ingenua che, senza rendersene conto, era rimasta intrappolata in un mondo di scienza oscura. Non vedeva gli squali nuotare in cerchio. Quella notte, lui aveva ucciso uno degli squali, ma ora l’acqua era sporca di sangue. Presto forze potenti sarebbero emerse dagli abissi per scoprire cosa era trapelato, e proteggere il segreto della loro creazione.

Non arriverete in tempo.

La casa degli orrori sotterranea sarebbe presto crollata sotto il peso dei loro peccati, condannata dal loro stesso ingegno perverso.

Arrancando per le stradine innevate, il Golem sentì l’Etere tornare a pressarlo. Ancora una volta si sfregò la bacchetta di metallo sulla testa.

Presto, promise.

© 2025 Dan Brown / © 2025 Rizzoli

Il libro

L’ultimo segreto di Dan Brown, Rizzoli, traduzione Annamaria Raffo e Roberta Scarabelli, pagg. 800, euro 27

Gli appuntamenti

L’autore sarà a Milano il 4 ottobre (Teatro Carcano, ore 20.30) con Massimo Turchetta, direttore generale e publisher di Rizzoli Ingresso libero fino a esaurimento posti

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