Oggi avrebbe spento 100 candeline. Andrea Camilleri, il papà del commissario Montalbano, scomparso il 17 luglio del 2019, era nato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, il 6 settembre del 1925, la cittadina che oggi ama ribattezzarsi Vigàta. L'intelligenza, la grande cultura, la figura iconica con la sigaretta in mano e gli spessi occhiali. La forza con la quale ha affrontato la cecità, continuando a scrivere dettando i romanzi. Camilleri è ormai patrimonio della cultura italiana che lo celebra con eventi, reading, documentari.
Scrittore amatissimo, Camilleri ha vissuto molte vite. Delegato alla produzione, regista e sceneggiatore in Rai e, poi, autore di numerosi romanzi che hanno preceduto l'arrivo del ciclo di Montalbano. Tra le sue più grandi passioni anche il teatro, che ha iniziato ad amare da adolescente: ha solo 17 anni quando esordisce come regista. Nel 1944, dopo lo sbarco degli alleati, si iscrive all…
Oggi avrebbe spento 100 candeline. Andrea Camilleri, il papà del commissario Montalbano, scomparso il 17 luglio del 2019, era nato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, il 6 settembre del 1925, la cittadina che oggi ama ribattezzarsi Vigàta. L'intelligenza, la grande cultura, la figura iconica con la sigaretta in mano e gli spessi occhiali. La forza con la quale ha affrontato la cecità, continuando a scrivere dettando i romanzi. Camilleri è ormai patrimonio della cultura italiana che lo celebra con eventi, reading, documentari.
Scrittore amatissimo, Camilleri ha vissuto molte vite. Delegato alla produzione, regista e sceneggiatore in Rai e, poi, autore di numerosi romanzi che hanno preceduto l'arrivo del ciclo di Montalbano. Tra le sue più grandi passioni anche il teatro, che ha iniziato ad amare da adolescente: ha solo 17 anni quando esordisce come regista. Nel 1944, dopo lo sbarco degli alleati, si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia a Palermo senza però portare a termine gli studi; un anno dopo, lui, figlio di un ispettore delle compagnie portuali dichiaratamente fascista che aveva partecipato alla marcia su Roma, si iscrive al Partito Comunista. Una scelta radicale che lo porta molto lontano dal bambino di 10 anni che aveva scritto una lettera a Mussolini, proponendosi come volontario nella guerra d'Abissinia.
Solo nel 1978 pubblica il suo primo romanzo, Il corso delle cose. Lavorava già in Rai e si occupava della produzione di sceneggiati tra i quali "Le inchieste del commissario Maigret": più avanti Camilleri non farà mistero di essersi ispirato a Simenon per il suo eroe di carta. La scrittura forse era una questione di geni: Luigi Pirandello era cugino della sua nonna paterna Carolina. Ma si è alimentata delle tante strade che aveva percorso prima di diventare l'autore amatissimo che conosciamo.
Tra le sue molte vite, c'è stata anche quella di insegnante al Centro sperimentale di cinematografia e all'Accademia nazionale di Arte Drammatica dove, tra i suoi allievi, c'era anche Luca Zingaretti, il futuro Salvo Montalbano televisivo.
Vigàta, la cittadina immaginaria che farà da sfondo alle inchieste del commissario, compare per la prima volta nel suo terzo romanzo, Un filo di fumo. E, poi, nel 1994, arriva lui: Salvo Montalbano protagonista de La forma dell'acqua. Il commissario che tutti abbiamo imparato ad amare sarà al centro di più di trenta tra romanzi e racconti.
Il dialetto
Ad appassionare lettrici e lettori oltre alle storie e alle ambientazioni, è anche la lingua, peculiare, unica. Lo dimostra una recente ricerca portata avanti da Audible che ha messo in catalogo oltre trenta audiolibri del maestro siciliano. Se la stragrande maggioranza degli italiani intervistati (l'85 per cento) conosceva Andrea Camilleri, il 12 per cento dei 1.200 intervistati lo individuava come autore dialettale subito dopo Trilussa (20%) e prima di Eduardo De Filippo (11%). Alla domanda sull'uso del dialetto in letteratura è a lui che l'Italia pensa.
Gli appuntamenti
Il progetto Camilleri 100, sostenuto dal Fondo Andrea Camilleri - associazione presieduta da sua figlia Andreina - è diventato un grande festival diffuso.Il cuore delle iniziative, naturalmente, è il 6 settembre, giorno del compleanno. La Rai, dove Camilleri lavorò per tantissimi anni, lo ricorderà con la presentazione in prima serata su Rai Uno del nuovissimo film-documentario Camilleri 100 di Francesco Zippel coprodotto da Rai Documentari e Quoiat con le testimonianze, fra gli altri, di Francesco Bruni, Giancarlo De Cataldo, Maurizio De Giovanni, Donatella Finocchiaro, Fiorello, Fabrizio Gifuni, Melania G. Mazzucco, Michele Riondino, Sergio Rubini, Luca Zingaretti, dello stesso Andrea Camilleri e delle sue due nipoti Alessandra e Arianna Mortelliti. Proprio su Rai1 avevano trionfato le due serie del Commissario Montalbano che verranno ancora una volta replicate nel prossimo autunno.
Ed è festa anche al Teatro Antico di Taormina dove il 6 settembre gli attori Sonia Bergamasco, Alessio Boni, Donatella Finocchiaro e Massimo Venturiello leggeranno numerosi suoi brani. Ad accompagnarli l'Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina diretta dal maestro Franco Piersanti.
E il giorno del centenario, la festa sarà anche a Roma, dove Camilleri si trasferì giovanissimo per frequentare l'Accademia nazionale d'arte drammatica, per poi trascorrervi tutta la vita. La Casa del Cinema, nel suo teatro all'aperto Ettore Scola, proporrà alle 21 Conversazione su Tiresia che Camilleri portò in scena l'11 giugno del 2018 al Teatro Greco di Siracusa, per la regia teatrale di Roberto Andò e la regia televisiva di Stefano Vicario. Un evento unico e indimenticabile che vide la partecipazione di oltre 5 mila spettatori che alla fine gli tributarono un'interminabile ovazione. La proiezione di Conversazione su Tiresia sarà preceduta dalla presentazione in anteprima assoluta del backstage realizzato dallo stesso regista in occasione delle prove dello spettacolo.Gli eventi per celebrare l'amatissimo scrittore andranno avanti fino a dicembre.
Tra i tanti che in questi giorni lo hanno ricordato, lo scrittore Maurizio de Giovanni, una delle voci del documentario Camilleri 100: "Ho avuto la fortuna di conoscere la sua immensa statura umana, prima ancora dello straordinario scrittore che è stato. Era un gigante della letteratura, ma anche un uomo che non ha mai smesso di interrogare il Paese e di costringerlo a guardarsi dentro". E ancora Lella Costa che lo ha definito "un maestro di felicità" e che il 6 settembre, con Luca Crovi e Carlo Lucarelli, lo ricorderà sul palco di Festivaletteratura Mantova.