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I 10 anni di BarbaSophia: “Ragazzi, imparate dai grandi del pensiero. Da Platone a Arendt”

Matteo Saudino, in arte BarbaSophia 

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Compleanno speciale per il canale creato da Matteo Saudino, prof influencer seguitissimo sul web e via podcast, che ha appena pubblicato un libro sulla nostra Costituzione. “I filosofi sono nostri compagni nel viaggio per comprendere passato e presente”
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Con il suo canale YouTube, BarbaSophia, oltre 350mila iscritti, 60 milioni di visualizzazioni, ha dimostrato che non solo la filosofia non è inutile, ma i filosofi di ieri sono attualissimi per comprendere il mondo di oggi. Basta saperli raccontare nel mondo giusto. E lui, a giudicare dai numeri, ci è riuscito molto bene. Matteo Saudino insegna da vent’anni filosofia e storia nei licei torinesi e ha scritto numerosi libri, ma è soprattutto sui social che ha un seguito incredibile. Dopo tanti volumi dedicati ai suoi amati filosofi, nell’ultimo La Costituzione siamo noi, pubblicato ora da Piemme, racconta la nostra Carta come fosse un corpo fatto di anima, testa, mani e braccia, gambe e piedi.

Il libro, appena uscito, ha già suscitato in Rete l’interesse degli insegn…

Con il suo canale YouTube, BarbaSophia, oltre 350mila iscritti, 60 milioni di visualizzazioni, ha dimostrato che non solo la filosofia non è inutile, ma i filosofi di ieri sono attualissimi per comprendere il mondo di oggi. Basta saperli raccontare nel mondo giusto. E lui, a giudicare dai numeri, ci è riuscito molto bene. Matteo Saudino insegna da vent’anni filosofia e storia nei licei torinesi e ha scritto numerosi libri, ma è soprattutto sui social che ha un seguito incredibile. Dopo tanti volumi dedicati ai suoi amati filosofi, nell’ultimo La Costituzione siamo noi, pubblicato ora da Piemme, racconta la nostra Carta come fosse un corpo fatto di anima, testa, mani e braccia, gambe e piedi.

Il libro, appena uscito, ha già suscitato in Rete l’interesse degli insegnanti che hanno subito cominciato a leggerlo in classe. «Perché l’idea forte della Costituzione come anima che dà vita al corpo, e dunque alla comunità politica», ci spiega l’autore quando lo raggiungiamo in videochiamata mentre sta tornando a Torino da Milano dove ha appena registrato un podcast, «è didatticamente spendibile in un momento in cui la politica dà il peggio di sé e siamo circondati da fake news. Perciò prendersi cura della Costituzione vuol dire prendersi cura del nostro vivere insieme. E se impariamo a conoscerla possiamo poi con facilità indicarne le patologie e le violazioni».

Eppure, anche qui tutto parte dai filosofi: per esempio da Platone, oppure Eraclito, Giordano Bruno. Ce ne sono altri che dovremmo tenere presenti in questi tempi bui?

«Non potevo fare diversamente dal momento che cerco sempre di utilizzare i filosofi come delle guide, dei compagni di viaggio per provare a comprendere la realtà. Poi parlando di politica come in questo caso, Platone e Aristotele sono due grandi maestri, due punti di riferimento imprescindibili, dei quali non possiamo non tenere conto».

Infatti il libro si apre proprio con il mito di Prometeo, raccontato da Platone.

«Che non finisce con il fuoco rubato agli dei e dunque con il trionfo della tecnologia, ma con l’idea che il progresso non basta agli esseri umani per vivere insieme. Anzi gli uomini piegano anche la tecnologia ai venti di guerra e Zeus si accorge che c’è bisogno della disciplina più alta, più nobile, più bella che è la politica e che vuol dire rispetto e giustizia».

Lei è una star del web: come ci è diventato?

«Io nasco come insegnante e ho voluto mantenere la mia cattedra al Gioberti a Torino: gli studenti sono la mia finestra sul mondo e dare ai ragazzi gli strumenti per comprendere la realtà resta la mia grande passione. Credo ancora che un insegnante possa nel suo piccolo contribuire a costruire un mondo migliore. La notorietà sul web è venuta dopo ed è stata frutto del caso».

È stato il primo a parlare di filosofia sui social. Perché ha deciso di farlo?

“Era il 2015 - infatti quest’anno BarbaSophia festeggia dieci anni - quel giorno avevo molti ragazzi assenti in classe, non era la prima volta, ma non so per quale motivo quella volta ho preso il telefono, l’ho appoggiato sul registro, l’ho capovolto e ho ripreso la lezione. Ero già pronto a inviarla per mail agli assenti quando i ragazzi mi hanno detto che per condividerla era più facile caricarla su YouTube. E da lì è cambiata la mia vita, perché la settimana dopo ne abbiamo registrata un’altra, poi un’altra ancora e con il Covid c’è stato il salto definitivo. Perché, quando le scuole erano chiuse, io di fatto ero l’unico insegnante di filosofia ad aver caricato online centinaia di lezioni. Con gli anni il canale è cambiato, perché oltre a lezioni ci sono molte rubriche di cinema, fumetti e ogni giorno un appuntamento mattutino in cui parlo di politica estera o italiana. E negli ultimi anni tra la pandemia, la guerra in Ucraina e adesso il genocidio a Gaza questi eventi richiamano molto pubblico perché c’è voglia di parlarne e di ascoltare dei punti di vista».

Lei ha trasformato la filosofia anche in un podcast, Pensiero stupendo, che si è rivelato una formula vincente. Quali sono i suoi punti di forza?

«Siamo arrivati alla quarta stagione e i punti di forza sono due: il primo è la narrazione, alle persone piace sentire raccontare la filosofia e anche la vita dei filosofi. Io, per esempio, sono partito da Socrate per arrivare a Hannah Arendt. Il secondo è provare a declinare ogni filosofo nel mondo attuale. Quali consigli ci possono dare Platone, Hannah Arendt, Simone de Beauvoir oggi? Attualizzarli non vuol dire però appiattirli sul presente, ma usarli per arricchire il presente, sono due cose diverse».

E quale filosofo dovremmo rileggere per capire meglio questi tempi inquieti che stiamo vivendo?

«Direi che Hannah Arendt funziona sempre, il tema della banalità del male sta tornando e anche quello della vita attiva, perché o la democrazia è partecipazione o altrimenti svanisce. Altro autore da riscoprire, purtroppo o per fortuna, è Hobbes che ci ricorda che alla fine lo stato è forza ed esercita la sua forza attraverso la guerra. Ma c’è un filosofo che soprattutto andrebbe riascoltato ed è Kant: oggi più che mai avremmo bisogno di rilanciare il suo progetto della pace perpetua».

Ripete spesso che la filosofia è ribellione, in che senso?

«In un mondo conformista che ti chiede di seguire il gregge, di abdicare all’uso critico della ragione e fare il follower, mettendo like o cuoricini, se tu decidi di pensare, di dubitare, stai già facendo un atto di ribellione».

Allora è vero che la filosofia non è inutile?

«Al contrario è utilissima perché è una cassetta di attrezzi per comprendere il mondo. E a volte è bella proprio perché è inutile, ma nel senso aristotelico del termine. In un mondo dominato dall’utilitarismo, dal profitto, la bellezza della filosofia risiede nel non essere concreta, pratica e legata al profitto. E a qualcuno piace proprio per questo».

Il libro

La Costituzione siamo noi di Matteo Saudino (Piemme, pagg. 112, euro 15)

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