Liliana Rampello: “Jane Austen? La grande narratrice dell’eros”
di Sara ScarafiaAltro che zitella, Jane Austen è la grande narratrice dell’eros. Parola di Liliana Rampello. Critica letteraria e saggista, per anni docente di Estetica all’Università di Bologna, Rampello è stata la curatrice dei due Meridiani Mondadori (pubblicati uno nel 2024 e l’altro nel 2025) dedicati alla grande Austen e, nell’anno che celebra i 250 anni della nascita della scrittrice inglese, ha curato per Neri Pozza una deliziosa antologia, Un anno con Jane Austen: un brano da uno dei suoi sei romanzi perfetti (Rampello per il Saggiatore aveva scritto il saggio Sei romanzi perfetti) per ciascuno dei 365 giorni. Una sorta di viaggio tematico – incipit, matrimoni, seduttori, balli e tanto altro – per rinnovare la scoperta di un’autrice che continua ad affascinare milioni di lettori e lettrici in tutto il mondo.
Altro che zitella, Jane Austen è la grande narratrice dell’eros. Parola di Liliana Rampello. Critica letteraria e saggista, per anni docente di Estetica all’Università di Bologna, Rampello è stata la curatrice dei due Meridiani Mondadori (pubblicati uno nel 2024 e l’altro nel 2025) dedicati alla grande Austen e, nell’anno che celebra i 250 anni della nascita della scrittrice inglese, ha curato per Neri Pozza una deliziosa antologia, Un anno con Jane Austen: un brano da uno dei suoi sei romanzi perfetti (Rampello per il Saggiatore aveva scritto il saggio Sei romanzi perfetti) per ciascuno dei 365 giorni. Una sorta di viaggio tematico – incipit, matrimoni, seduttori, balli e tanto altro – per rinnovare la scoperta di un’autrice che continua ad affascinare milioni di lettori e lettrici in tutto il mondo.
Rampello, Austen maestra dell’eros?
“Leggendo e rileggendo Austen, grazie anche alla meravigliosa palestra dei Meridiani, ho notato quanto sia sottile il suo modo di lavorare il tema dell’erotismo. Pensiamo al ballo, che considero una metafora dell'incontro tra i sessi. In una sequenza di movimenti prestabiliti, Austen esprime l’attrazione, questo sottile erotismo, in molti modi: dal sorriso all’assenza di sorriso, dal silenzio alla parola, dallo sfiorarsi alla presa più forte, più decisa. Le relazioni, che lei narra magistralmente, sono tutte giocate sul desiderio. La tensione sessuale è fortissima”.
Per questo Austen parla ancora alle nuove generazioni?
“Quella che lei racconta è una dinamica fortissima nell’adolescenza, il momento della scoperta dell’altro. Pensiamo a quando Lizzy Bennet si infuria perché Darcy al ballo dice che è passabile ma non abbastanza bella: la rabbia di lei è anche per lo sguardo maschile che non la vede. I suoi romanzi sono pieni di cose importantissime e attuali”.
Cosa la rende una narratrice così sorprendente?
“È un'autrice spartiacque: c’è un prima e un dopo di lei. La forza della sua scrittura è ovviamente nello sguardo, questo sguardo così acuto, così preciso. Nella capacità di ribaltare il senso comune a favore del buon senso. Ma anche nell’intuizione che il cuore di qualsiasi narrazione sono le relazioni umane. Lei racconta in fondo di una ragazza che insegue il proprio desiderio di felicità: anche questo fa di lei una inarrivabile scrittrice, la più perfetta, appunto, delle scrittrici inglesi. Senza contare l’ironia e la capacità di parlare dei sentimenti, compresa la vergogna sia femminile sia maschile. I suoi protagonisti maschi si sentono in dovere di riparare il torto fatto da altri uomini alle giovani donne: questo è un grande elemento di modernità. E poi ha inventato il discorso indiretto libero”.
Ogni rilettura è una scoperta?
“Nelle sue pagine c’è sempre qualcosa che non avevi notato: una sfumatura, un elemento dell'intreccio, la costruzione di un capitolo che ti era sfuggita. Leggerla in questi anni è stata per me una continua riscoperta che mi ha lasciata piena di meraviglia e questa meraviglia la condivido con milioni di lettori e lettrici. Non si capirebbe altrimenti perché un romanzo che parla di innamoramenti, amore, matrimoni, balli, carrozze e soprattutto perché un romanzo dell'inizio dell'Ottocento, sia ancora così amato”.
Come ha potuto una ragazza dell’Ottocento con una vita così normale, raggiungere questi livelli di perfezione? Come è possibile il miracolo Jane Austen?
“Impossibile scoprire come mai è un genio. Ma sappiamo che ha fatto delle scelte anche di grande sacrificio personale: ha scelto di essere una scrittrice e non solo perché non ha incontrato qualcuno da sposare. Una delle poche informazioni certe che abbiamo su di lei è che ha rifiutato una proposta di matrimonio che aveva accettato la sera prima. Lei sapeva che sposarsi significava fare figli, correre il rischio di morire di parto, e non voleva pagare un prezzo così alto rinunciando al suo talento. Continua a scrivere nonostante la fatica che le costa, nonostante i primi rifiuti editoriali. Cura da sola i diritti dei suoi libri, una scelta che indica una tenace determinazione. Allo stesso tempo il suo talento è stato accompagnato da studio e da lettura”.
Per chi non la conosce ancora: come leggere i romanzi di Austen?
“Io direi che durante l'adolescenza, si potrebbe cominciare con Northanger Abbey, dal sapore gotico, e da Ragione e sentimento che racconta il dolore dell’amore quando il cuore è ancora molto giovane. Poi, più avanti, per divertirsi, Orgoglio e pregiudizio ed Emma: entrambi allegri, spumeggianti. A seguire Persuasione, perché è in qualche modo molto maturo, e infine Mansfield Park che ha bisogno di un'attenzione particolare, perché con la sua protagonista non sviluppiamo una immediata empatia”.
Che cosa avrebbe scritto se fosse vissuta più a lungo?
“Avrebbe finito Sanditon e ci avrebbe fatto capire, da scrittrice materialista quale era, come il capitale finanziario stava sostituendo la rendita fondiaria in Inghilterra. La trasformazione di un piccolo paese di mare in una stazione balneare è un’idea geniale”.
Tra le scrittrici di oggi c’è qualcuna che ha raccolto il suo testimone?
“Sally Rooney: ha la stessa capacità nel raccontare la sua generazione che ha avuto Jane Austen. Tutti i libri di Rooney sono incentrati su quello che lei fa, che sperimenta, che vede: anche lei non si occupa dei grandi temi del mondo ma di Normal People”.
IL LIBRO
Liliana Rampello, Un anno con Jane Austen, Neri Pozza, pagg.432, euro