MILANO - «Sì, ma adesso parliamo i libri». E parliamone. Solo in questo momento, quasi alla fine di un’ora di intervista, il Signor F sembra quasi a suo agio. Quasi. Perché è risaputo che quella appena definita intervista per Carlo Feltrinelli non è, eufemismo, esattamente un piacere. Anzi, solo per educazione non la definirebbe una sottile forma di tortura, cercando invece di mettere a proprio a…