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Louvre, i gioielli valgono 88 milioni. Ma il museo non sarà risarcito

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La ministra Dati difende le misure di sicurezza: “Hanno funzionato”. Oggi parlerà la direttrice Laurence des Cars
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Parigi. Toccherà oggi alla presidente-direttrice del Louvre, Laurence des Cars, fornire le prime risposte sulla clamorosa rapina di domenica. Mentre i ladri sono ancora in fuga, la storica dell’arte che guida il museo dal 2021 sarà ascoltata dalla commissione Cultura del Senato, chiamata a chiarire le falle del più importante museo del mondo. Finora rimasta in silenzio, des Cars ha fatto comunque intervenire ieri il servizio comunicazione del Louvre per difendere la qualità delle vetrine dei gioielli imperiali infrante durante il colpo di domenica.

Un’inchiesta del settimanale Canard enchaîné sosteneva che le teche installate nel 2019 fossero più fragili delle precedenti, insinuando che un sistema blindato degli anni Cinquanta fosse stato inspiegabilmente rimosso. Il Louvre replica che quelle vecchie teche erano ormai obsolete, soggette a blocchi pericolosi e incompatibili con gli attuali standard di conservazione. Secondo la procura di Parigi, che conduce le indagini, la refurtiva ha…

Parigi. Toccherà oggi alla presidente-direttrice del Louvre, Laurence des Cars, fornire le prime risposte sulla clamorosa rapina di domenica. Mentre i ladri sono ancora in fuga, la storica dell’arte che guida il museo dal 2021 sarà ascoltata dalla commissione Cultura del Senato, chiamata a chiarire le falle del più importante museo del mondo. Finora rimasta in silenzio, des Cars ha fatto comunque intervenire ieri il servizio comunicazione del Louvre per difendere la qualità delle vetrine dei gioielli imperiali infrante durante il colpo di domenica.

Un’inchiesta del settimanale Canard enchaîné sosteneva che le teche installate nel 2019 fossero più fragili delle precedenti, insinuando che un sistema blindato degli anni Cinquanta fosse stato inspiegabilmente rimosso. Il Louvre replica che quelle vecchie teche erano ormai obsolete, soggette a blocchi pericolosi e incompatibili con gli attuali standard di conservazione. Secondo la procura di Parigi, che conduce le indagini, la refurtiva ha un valore pari a 88 milioni. Il museo non riceverà alcun risarcimento visto che lo Stato esercita il ruolo da proprio assicuratore quando le opere dei musei nazionali si trovano nel loro abituale luogo di conservazione.

Intanto, nel question time all’Assemblea nazionale, la ministra della Cultura Rachida Dati ha escluso che ci siano stati guasti nel sistema di allarme durante la rapina. «I dispositivi di sicurezza hanno funzionato» sostiene Dati che ha sollevato la questione della vigilanza esterna.

Il ministro dell’Interno ha diramato una circolare per chiedere ai prefetti di rafforzare la protezione dei tanti luoghi che custodiscono opere d’arte e gioielli. Nella notte tra domenica e lunedì, un nuovo furto ha colpito la Maison des Lumières Denis Diderot di Langres, a nord della capitale. Solo un mese fa, un colpo simile aveva preso di mira il museo Adrien Dubouché di Limoges, con un bottino da milioni di euro. Ieri è stato annunciato l’arresto di una donna di nazionalità cinese in relazione al furto di sei chili d’oro di pepite dal Museo di storia naturale di Parigi avvenuto il mese scorso.

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