Ora il nipote racconta il vero scandalo di Oscar Wilde
di Enrico FranceschiniOscar Wilde
LONDRA – Di Oscar Wilde si sa tutto. Il successo a Londra come romanziere, drammaturgo e inesauribile fonte di fulminanti battute. L’arresto per “atti indecenti con un altro uomo”, il processo, la condanna a due anni di prigione. L’amaro esilio a Parigi, la morte in miseria, nel 1900, a 46 anni.
Da allora, l’autore di Il ritratto di Dorian Gray ha avuto una riabilitazione postuma che lo ha riportato sul piedistallo nella sua Irlanda natia, nel mondo anglosassone, ovunque, facendone un’icona letteraria: come testimonia fra l’altro la statua dell’angelo-demone, sulla tomba nello storico cimitero parigino di Père-Lachaise, ricoperta di baci con il rossetto. Ma poco si sapeva dei suoi eredi, di quello che hanno passato per dapprima nascondere, quindi recuperare, il legame con il grande scrittore di Dublino, e per difenderne la reputazione.
LONDRA – Di Oscar Wilde si sa tutto. Il successo a Londra come romanziere, drammaturgo e inesauribile fonte di fulminanti battute. L’arresto per “atti indecenti con un altro uomo”, il processo, la condanna a due anni di prigione. L’amaro esilio a Parigi, la morte in miseria, nel 1900, a 46 anni.
Da allora, l’autore di Il ritratto di Dorian Gray ha avuto una riabilitazione postuma che lo ha riportato sul piedistallo nella sua Irlanda natia, nel mondo anglosassone, ovunque, facendone un’icona letteraria: come testimonia fra l’altro la statua dell’angelo-demone, sulla tomba nello storico cimitero parigino di Père-Lachaise, ricoperta di baci con il rossetto. Ma poco si sapeva dei suoi eredi, di quello che hanno passato per dapprima nascondere, quindi recuperare, il legame con il grande scrittore di Dublino, e per difenderne la reputazione.
Una lacuna ora colmata dalla pubblicazione nel Regno Unito di After Oscar (Dopo Oscar), biografia di Wilde e dei suoi discendenti, sostenitori e sodali, opera dell’unico nipote, Merlin Holland, oggi 79enne, accolta con interesse da critici, media e studiosi di letteratura.
Proprio dal cognome si può partire per dare un’idea del retaggio lasciato da Wilde.
Merlin non si chiama come il celebre nonno perché, dopo il processo per omosessualità nei confronti dello scrittore, la moglie Constance, giornalista e scrittrice irlandese, cambiò legalmente le generalità per dissociarsi dallo scandalo, scegliendo l’anonimo cognome Holland per sé e per i loro figli, due maschi, Cyril e Vyvyan. Non solo: dopo il decesso della donna nel 1898 per malattia (inizialmente diagnosticata come sifilide, contratta si disse dal marito, si trattava probabilmente di sclerosi multipla), altri parenti lasciarono credere ai due ragazzi, iscritti in scuole private diverse in Inghilterra, che anche il padre era già morto. Anche per questo al funerale di Wilde andarono solo qualche conoscente e i dipendenti del modesto hotel di Parigi in cui viveva, ma nessun familiare.
Il primogenito Cyril, più grande e più consapevole della caduta in disgrazia del padre, cercò di cancellare la macchia arruolandosi nell’esercito britannico appena finiti gli studi, allo scoppio della Prima guerra mondiale: morì sul fronte occidentale nel 1915, ucciso da un cecchino.
Più sensibile e di indole artistica, l’altro figlio, Vyvyan, diventò un rispettato traduttore dal francese, fino alla morte, nel 1967. Anche lui subì vari tormenti: sebbene il revival di Wilde progredisse a pieno ritmo nella Londra del dopoguerra, i cui teatri facevano a gara per metterne in scena i drammi, pesanti tasse portarono via gran parte dei diritti d’autore e Vyvyan andò in bancarotta. Inoltre la moglie, una specialista di cosmesi australiana, avendo tra le proprie clienti la futura regina Elisabetta era ansiosa di occultare ogni traccia delle ombre del passato: missione che in un primo tempo è stata continuata anche da Merlin, il figlio nato dal loro matrimonio, evitando ogni associazione con il famoso nonno.
In seguito, tuttavia, dopo una carriera di pubblicazioni accademiche sul Medio Oriente, il nipote di Wilde ha capito che alla vita dello scrittore mancava un capitolo finale: e allora, come un puntiglioso ricercatore universitario, l’ha ricostruito, scrivendo una quanto mai necessaria biografia familiare, inclusi amici, amanti e collaboratori, sul “dopo Oscar”.