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Laurent Mauvignier vince il premio Goncourt. Sconfitto Carrère

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Con “La maison vide” lo scrittore, edito in Italia da Feltrinelli, si è aggiudicato l’edizione 2025 del più prestigioso riconoscimento letterario in lingua francese. Battuto invece l’autore di “Kolkhoze”
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È lo scrittore Laurent Mauvignier il vincitore del premio Goncourt per il 2025. Con il romanzo La maison vide (edito da Minuit), vasto e ambizioso affresco familiare di 750 pagine, l’autore nato a Tours nel 1967, tra i più apprezzati dal pubblico e dalla critica (in Italia è pubblicato da Feltrinelli), si è aggiudicato il più prestigioso riconoscimento letterario francese, superando gli altri tre finalisti: Emmanuel Carrère con Kolkhoze (P.O.L) dato per favorito alla vigilia, Nathacha Appanah con La nuit au coeur (Gallimard) e la belga Caroline Lamarche con Le bel obscur (Seuil).

I quattro scrittori finalisti all'edizione 2025 del premio Goncourt 

Mentre nel 2024 la suspense era stata meno intensa con la vittoria annunciata di Houris dello scrittore franco-algerino Kamel Daoud, da subito considerato il grande favorito, quest’anno la vera sfida delle ultime ore si è consumata tra Mauvignier e…

È lo scrittore Laurent Mauvignier il vincitore del premio Goncourt per il 2025. Con il romanzo La maison vide (edito da Minuit), vasto e ambizioso affresco familiare di 750 pagine, l’autore nato a Tours nel 1967, tra i più apprezzati dal pubblico e dalla critica (in Italia è pubblicato da Feltrinelli), si è aggiudicato il più prestigioso riconoscimento letterario francese, superando gli altri tre finalisti: Emmanuel Carrère con Kolkhoze (P.O.L) dato per favorito alla vigilia, Nathacha Appanah con La nuit au coeur (Gallimard) e la belga Caroline Lamarche con Le bel obscur (Seuil).

I quattro scrittori finalisti all'edizione 2025 del premio Goncourt 

Mentre nel 2024 la suspense era stata meno intensa con la vittoria annunciata di Houris dello scrittore franco-algerino Kamel Daoud, da subito considerato il grande favorito, quest’anno la vera sfida delle ultime ore si è consumata tra Mauvignier e Carrère, soprattutto dopo l’assegnazione – lunedì – del premio Femina a Nathacha Appanah. Sebbene il loro stile di scrittura sia molto diverso, Laurent Mauvignier e Emmanuel Carrère hanno in comune il fatto di aver scritto entrambi un vasto e ambizioso affresco familiare, rispettivamente di 750 e 560 pagine. E se Kolkhoze di Carrère fa viaggiare il lettore portandolo in Georgia e in Russia sulle tracce della famiglia della madre dell'autore, la storica e accademica Hélène Carrère d'Encausse, scomparsa nel 2023 all'età di 94 al contrario, La maison vide di Mauvignier è ambientato in un luogo immobile, l'edificio di un villaggio della Touraine dove hanno vissuto gli antenati dello scrittore. E racconta le gioie - rare - e i dolori di una famiglia imbrigliata dalle tradizioni e colpita duramente dalle due guerre mondiali del XX secolo. «Credo che la mia storia familiare assomigli a quella di milioni di francesi, con le sue zone d’ombra e i suoi momenti più gloriosi», ha spiegato Laurent Mauvignier.

Lo scrittore francese Emmanuel Carrère 

La maison vide e Kolkhoze sono tra i romanzi più venduti in Francia negli ultimi mesi, con grande soddisfazione delle case editrici P.O.L e Minuit, entrambe legate a Madrigall, il gruppo Gallimard.

Mauvignier è stato premiato già al primo turno, con sei voti contro quattro a Le bel obscur di Caroline Lamarche. Scrittore che dedica massima attenzione all’universo degli umili, dopo aver ottenuto la laurea in arti plastiche presso la Scuola delle belle arti di Tolosa nel 1991, Mauvignier fa il suo esordio nella narrativa nello stesso anno con Loin d'eux, ritratto impietoso della solitudine giovanile ambientato nella Francia profonda.

Tra gli altri suoi romanzi ricordiamo Apprendre à finir (2000; tradotto in italiano come La camera bianca, 2008), incentrato sulle sottili dinamiche di dominio che si stabiliscono negli stati di dipendenza emotiva e post-traumatica, vincitore di numerosi premi, tra cui il Wepler, il Fénéon, il Prix du livre inter e il Prix du deuxième roman, Dans la foule (2006), premio Fnac, Intorno al mondo (2016) e Continuare (2018). Ma è in due romanzi come Degli uomini (2010) e Storia di un oblio (2012) - poi messo in scena presso il teatro de La Comedie-Francaise – pubblicati in Italia con Feltrinelli, che Mauvignier torna con il suo stile rigoroso e allusivo ai temi cari della sua poetica: il dolore e la vita degli emarginati illuminati dalla luce del tragico epilogo. Sia esso un’aggressione di gruppo in un vicolo urbano (come vediamo in Storia di un oblio), o una festa di compleanno che si tramuta in bilancio esistenziale come in Degli uomini, con il quale ha vinto il prix Virilo 2009 e il Prix des libraires 2010.

«Nel 1976, mio padre riaprì la casa che aveva ricevuto da sua madre, rimasta chiusa per vent’anni»: così si apre il romanzo La casa vuota, come il romanzo sarà pubblicato a fine 2026 da Feltrinelli. All’interno di quella casa: un pianoforte, un comò con il marmo scheggiato, una Legione d’onore, delle fotografie sulle quali un volto era stato ritagliato con le forbici. Una casa popolata di racconti, dove si incrociano due guerre mondiali, la vita rurale della prima metà del Novecento, ma anche Marguerite, la nonna dell’autore, sua madre Marie-Ernestine, e tutti gli uomini che hanno gravitato intorno a loro. Tutti hanno lasciato il segno nella casa e sono stati progressivamente cancellati. «Ho cercato di riportarli alla luce per comprendere quale potesse essere stata la loro storia e l’ombra che ha proiettato sulla nostra», ha spiegato lo scrittore premiato che è arrivato per pranzare con i 10 giurati dell’Académie Goncourt al ristorante Drouant, famoso locale vicino all’Opéra di Parigi, dove è stato proclamato il premio. I dieci giurati indossavano un badge in sostegno dello scrittore algerino Boualem Sansal, attualmente detenuto nel suo paese. Assegnato contemporaneamente al Goncourt, il Prix Renaudot è stato attribuito ad Adélaïde de Clermont-Tonnerre (Je voulais vivre).

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