Una memoria famigliare che diventa un bellissimo viaggio culturale dentro l’anima russa e quella valdese, una doppia radice che racchiude un destino. «C’è anche l’incipit cecoviano con il bosco di betulle perduto: rileggendolo mi sono un po’ vergognato», scherza Gustavo Zagrebelsky a proposito del suo libro più intimo, Memoria di casa, un corpo a corpo postumo con la figura del padre Jean, mai me…