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Parola dell’anno 2025, per la Treccani è “fiducia”

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Dopo “rispetto” del 2024, l’Istituto sceglie un altro termine positivo per caratterizzare i dodici mesi appena trascorsi
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Fiducia è la parola dell’anno, scelta dalle nuove generazioni. Dopo rispetto (2024), l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani elegge questo termine pieno di significati, interpretazioni e desideri, per sintetizzare il 2025.

A suggerirlo sono stati i tanti giovani utenti che sul sito Treccani hanno cercato proprio "fiducia”, una delle parole più cliccate e quella con il più alto incremento percentuale rispetto all’anno precedente. Fiducia in senso positivo: credere nel presente e nel futuro, guardare alla realtà attuale con un cauto e sano ottimismo. Fiducia intesa come necessità, soprattutto mentre ci si forma: in chi e in cosa credere? Fiducia nello Stato, nella collettività e anche, altro spunto particolarmente sentito dai più giovani, in sé stesse e in sé stessi. Fiducia nella rete, nei social, nonostante tutto. Fiducia nella comunicazione, pur vivendo nell’epoca delle fake news, dell’Intelligenza Artificiale, della funzione “ripulisci” sul telefono, per modificare le foto i…

Fiducia è la parola dell’anno, scelta dalle nuove generazioni. Dopo rispetto (2024), l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani elegge questo termine pieno di significati, interpretazioni e desideri, per sintetizzare il 2025.

A suggerirlo sono stati i tanti giovani utenti che sul sito Treccani hanno cercato proprio "fiducia”, una delle parole più cliccate e quella con il più alto incremento percentuale rispetto all’anno precedente. Fiducia in senso positivo: credere nel presente e nel futuro, guardare alla realtà attuale con un cauto e sano ottimismo. Fiducia intesa come necessità, soprattutto mentre ci si forma: in chi e in cosa credere? Fiducia nello Stato, nella collettività e anche, altro spunto particolarmente sentito dai più giovani, in sé stesse e in sé stessi. Fiducia nella rete, nei social, nonostante tutto. Fiducia nella comunicazione, pur vivendo nell’epoca delle fake news, dell’Intelligenza Artificiale, della funzione “ripulisci” sul telefono, per modificare le foto in un secondo.

“In un anno segnato da incertezze geopolitiche e sociali, la fiducia emerge come risposta essenziale al diffuso bisogno di guardare al futuro con aspettative positive” spiega Treccani. “Questo desiderio si fonda sulla forza delle relazioni umane: sviluppare legami solidi, affidabili e duraturi non solo tra individui, ma anche tra i cittadini e le istituzioni”. “Nelle sue diverse accezioni, la parola fiducia e? un concetto fondamentale per l’esperienza umana perché pone in risalto la dimensione relazionale dell’individuo, manifestandosi nell'ambito personale (fiducia in se? stessi) e in quello comunitario (fiducia nel prossimo, nella comunità, nella società)”. “Essa implica sempre la percezione e il riconoscimento di un legame o di una situazione come affidabile”.

Fiducia non sempre fotografia di ciò che viviamo – pensiamo alle difficoltà del dialogo tra le generazioni e alle sfide della contemporaneità. Fiducia una parola delicata, in pericolo, a rischio. “Fiducia e? oggi una parola fragile e insieme necessaria, soprattutto tra i giovani che sentono il bisogno di riannodare i legami e di credere in qualcuno o qualcosa senza temere delusioni. Solo quando ci si fida si e? disposti ad aprirsi, a condividere pensieri, paure e progetti” aggiunge Treccani.

La fiducia, parola antica, ereditata dal latino, è uno dei vocaboli che ispira affidamento, confidenza, fedeltà, fede, responsabilità, speranza. Papa Giovanni Paolo II diceva: “la fiducia bisogna meritarla con gesti e fatti concreti”. Il Dizionario dell’italiano Treccani 100 la definisce come “l’atteggiamento di tranquilla sicurezza che nasce da una valutazione positiva di una persona o di un gruppo di persone, verso altri o verso se? stessi”.

Manteniamo la fiducia che già abbiamo, consolidiamola, ritroviamola, trasmettiamola alle nuove generazioni.“Vorremmo che la fiducia fosse considerata non solo un sentimento, ma una pratica quotidiana: un patrimonio etico condiviso che nutre il vivere comune” conclude Treccani.

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