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Pintér, l’arte di disegnare il giallo

Particolare di un'illustrazione di Ferenc Pintér per i Gialli Mondadori: rappresenta Hercule Poirot 

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Sono in mostra alla Fondazione Mondadori, fino al 17 gennaio, i lavori grafici del disegnatore italo ungherese che collaborò con la casa editrice per oltre un trentennio. A lui si devono, tra l’altro, le copertine dei romanzi di Agatha Christie
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Una mostra che celebra la regina del giallo e un maestro dell’illustrazione: è 50 PINTÉR X 50 CHRISTIE, a cura di Mimaster Illustrazione, in corso nel Laboratorio della Fondazione Mondadori a Milano, fino al 17 gennaio.

A cinquant’anni dalla morte della scrittrice inglese (nata nel 1890, è scomparsa cinquant’anni fa, il 12 gennaio 1976) negli spazi di Brera, in via Formentini 10, sono esposte infatti cinquanta immagini create dall’illustratore Ferenc Pintér per illustare cinquanta suoi romanzi gialli, più testi e frasi che approfondiscono la figura di entrambi e alcune lettere d’epoca.

Illustrazione di Ferenc Pintér 

Pintér, detto l’“illustratore perfetto”, ha collaborato per un trentennio con la casa editrice Mondadori, a partire dagli anni Sessanta. Nato ad Alassio nel 1931 da madre italiana e padre ungherese, l’artista si trasferì giovanissimo in Ungheria, dove iniziò la sua carriera come…

Una mostra che celebra la regina del giallo e un maestro dell’illustrazione: è 50 PINTÉR X 50 CHRISTIE, a cura di Mimaster Illustrazione, in corso nel Laboratorio della Fondazione Mondadori a Milano, fino al 17 gennaio.

A cinquant’anni dalla morte della scrittrice inglese (nata nel 1890, è scomparsa cinquant’anni fa, il 12 gennaio 1976) negli spazi di Brera, in via Formentini 10, sono esposte infatti cinquanta immagini create dall’illustratore Ferenc Pintér per illustare cinquanta suoi romanzi gialli, più testi e frasi che approfondiscono la figura di entrambi e alcune lettere d’epoca.

Illustrazione di Ferenc Pintér 

Pintér, detto l’“illustratore perfetto”, ha collaborato per un trentennio con la casa editrice Mondadori, a partire dagli anni Sessanta. Nato ad Alassio nel 1931 da madre italiana e padre ungherese, l’artista si trasferì giovanissimo in Ungheria, dove iniziò la sua carriera come grafico per poi rifugiarsi, dopo la rivoluzione ungherese del 1956, in Italia. Morì nel 2008, lasciando non solo il lavoro per Mondadori, ma altre collaborazioni prestigiose, come quella sui Tarocchi dell’immaginario pubblicati da Lo Scarabeo di Torino.

“Certe volte è proprio lo spazio tra il disegno e la secca tipografia a dare il risultato migliore” affermava Pintér, di cui il percorso espositivo mette in mostra tutto il talento, permettendo al visitatori di passare dalle opere originali alle cover delle edizioni Mondadori tratte dalle stesse.

Illustrazione di Ferenc Pintér 

Un cartellone giallo, appeso tra le tavole, i libri e le missive, ricorda che il rito della creazione aveva delle regole ferree per Pintér. Nessuno poteva entrare nel suo studio nelle fasi iniziali, quando impostava il lavoro, quando il colore di fondo veniva steso e le figure erano ricalcate dal retro con il carboncino.

Possedeva un vecchio cavalletto rosso mattone, costruito da lui stesso nel 1957 e mai abbandonato. Lavorava vestito, ricorda chi l’ha conosciuto, come un “impiegato di banca”: camicia, cravatte e scarpe lucide e sopra, per non sporcare gli abiti, un grembiule in tela jeans che aveva cucito sua moglie, Paola Roncato.

Tra le copertine più belle di Pintér per la giallista più letta e venduta al mondo troviamo, nel Laboratorio della Fondazione Mondadori, Verso l’ora zero – uomini in completo nero che confabulano attorno al camino –, o Miss Marple: giochi di prestigio, la cui immagine è un vero e proprio quadro.

Illustrazione di Ferenc Pintér 

Molto interessanti le lettere in mostra. In una missiva datata 10 gennaio 1953 si discute in Mondadori della venuta a Roma della scrittrice – “È in viaggio di piacere. Sarebbe scesa al Grand Hotel. Vero nome Agatha Mallowan” – e decidono di mandare una persona a fare gli “omaggi della casa” con un mazzo di fiori, un giornalista e un fotografo per una intervista da proporre a Epoca. Il 6 luglio del 1954 è invece la stessa Christie a scrive al suo editore in Italia. La missiva inizia con “Dear Signor Mondadori” e verte sulla copia che l’autrice ha ricevuto de Le avventure di Ercole Poirot. “Le scrivo per ringraziarla perché dà alla luce i miei libri in questo formato meraviglioso” dichiara Christie e confida che è sì felice del successo che i suoi romanzi hanno in formato economico (i mitici Oscar Mondadori) ma preferisce questa versione meno paperback. L’autrice aveva già intuito che il pubblico dei gialli è molto più colto e sofisticato di ciò che racconta il pregiudizio sul genere.

Tra le citazioni raccolte nell’ampia sala dell’esposizione, attesa anche a Bologna per la Bologna Children’s Book Fair (13–16 aprile 2026), colpiscono pure queste parole dell’esperta di veleni, poi diventata icona letteraria: “Una volta che si abbraccia il crimine è difficile rinunciarvi. So che non potrei mai farlo”.

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