La mani sul Kennedy Center, ecco come un ex autore di “South Park” ha beffato Trump
di Massimo BasileNEW YORK – South Park, leggendaria serie animata satirica per adulti, da tempo è nel mirino dell’amministrazione Trump per i suoi contenuti irriverenti verso i membri del governo americano e lo stesso presidente degli Stati Uniti. Ma nessuno pensava che qualcuno del suo entourage potesse fare arrabbiare Donald Trump ancora di più. Invece è stato possibile: un comico americano noto negli Stati Uniti come doppiatore e autore, in passato, dello show televisivo cartoon, ha acquistato alcuni domini Internet che potrebbero essere usati per il “rebranding” del John F. Kennedy Memorial Center for the Performing Arts, meglio conosciuto come Kennedy Center. E ora diventato, per volontà presidenziale, The Donald J. Trump and John F. Kennedy Memorial Center for the Performing Arts.
Ad agosto, quando era cominciata ad affiorare l’ipotesi e il presidente aveva smantellato il board dell’istituzione culturale di Washington, Toby Morton, che ha scritto per la serie animata dal 2001 al 2003, ha compra…
NEW YORK – South Park, leggendaria serie animata satirica per adulti, da tempo è nel mirino dell’amministrazione Trump per i suoi contenuti irriverenti verso i membri del governo americano e lo stesso presidente degli Stati Uniti. Ma nessuno pensava che qualcuno del suo entourage potesse fare arrabbiare Donald Trump ancora di più. Invece è stato possibile: un comico americano noto negli Stati Uniti come doppiatore e autore, in passato, dello show televisivo cartoon, ha acquistato alcuni domini Internet che potrebbero essere usati per il “rebranding” del John F. Kennedy Memorial Center for the Performing Arts, meglio conosciuto come Kennedy Center. E ora diventato, per volontà presidenziale, The Donald J. Trump and John F. Kennedy Memorial Center for the Performing Arts.
Ad agosto, quando era cominciata ad affiorare l’ipotesi e il presidente aveva smantellato il board dell’istituzione culturale di Washington, Toby Morton, che ha scritto per la serie animata dal 2001 al 2003, ha comprato i domini trumpkennedycenter.org e trumpkennedycenter.com. “Ho pensato: sì, quel nome finirà sull’edificio”, ha raccontato al Washington Post. E così è stato: il nuovo board, il cui presidente è lo stesso Trump, ha votato in una seduta lampo il cambiamento dell'iscrizione, aggiungendo il nome Donald J. Trump, violando lo statuto dell’istituzione che vieta ogni variazione.
Morton ha spiegato che da sempre acquista domini politici e li trasforma in siti satirici come forma di attivismo. Il sito beffa appena lanciato dal comico prende in giro il presidente con allusioni pesanti: su trumpkennedycenter.org appare la scritta su sfondo rosso: “Un’istituzione nazionale devota al potere e alla lealtà”, con intento chiaramente satirico. Tra gli show in programma, il dominio annuncia la performance The Epstein dancers, riferimento a Jeffrey Epstein, il pedofilo morto in carcere nel 2019 e la cui vecchia amicizia con Trump ha messo in forte imbarazzato i repubblicani. “Ti invitiamo - prosegue il messaggio rivolto agli utenti - a vivere la cultura come autorità, la spettacolarizzazione come verità e l’eccellenza così come viene definita da chi detiene il potere”.
Il board del Kennedy Center, formato da alleati e finanziatori del presidente, ha protestato, anche se non ha chiesto direttamente a Morton di chiudere il sito. La base Maga è infuriata, il presidente viene descritto come irritato. Il comico ha ricevuto avvertimenti da alcuni avvocati, secondo i quali la “satira adesso è illegale”. Ma lui non sembra intenzionato a mollare. “Il Kennedy Center - ha spiegato - è sempre stato un’istituzione culturale pensata per durare oltre qualsiasi amministrazione e personalità. Serve a onorare la cultura, non l’ego. Nel momento in cui è stato trattato come un’operazione di branding personale, la satira è diventata inevitabile”.